Semiconduttori

StM, accordo sull’acqua industriale: passo avanti per il SiC campus a Catania

L’azienda etnea Sidra fornirà altri 200 metri cubi l’ora entro settembre 2027 per la prima fase dello stabilimento di semiconduttori. StM realizzerà a proprie spese il pre-trattamento necessario a raggiungere gli standard di qualità

I laboratori di StMicroelectronics di Catania

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Un passo avanti per il progetto di espansione di STMicroelectronics nella zona industriale di Catania, ma con alcuni nodi infrastrutturali ancora aperti. La sottoscrizione del contratto per la somministrazione di acqua industriale tra Sidra e il colosso dei semiconduttori mette infatti nero su bianco un impegno rilevante per il nuovo SiC campus etneo.

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Sidra, società interamente controllata dal Comune di Catania, fornirà a StM un’ulteriore portata di 200 metri cubi d’acqua all’ora entro il 15 settembre 2027. Per rendere possibile la nuova erogazione, la società realizzerà una linea di collegamento dedicata. Sidra già oggi rifornisce il campus di carburo di silicio di StM a Catania.

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L’acqua aggiuntiva, tuttavia, non possiede gli standard richiesti da StM per l’utilizzo diretto negli impianti produttivi o per lo scarico. Sarà dunque la stessa azienda a realizzare un impianto di pre-trattamento, necessario a portare l’acqua alla qualità indispensabile per la produzione industriale.

«ST si impegna ad investire e sostenere le spese per ottenere la qualità dell’acqua necessaria alla produzione, per evitare ulteriori ritardi all’esecuzione del progetto», ha detto Fabio Gualandris, President, Quality, Manufacturing and Technology di STMicroelectronics.

Per il sindaco di Catania, Enrico Trantino, l’intesa risponde a un’esigenza essenziale per lo sviluppo del polo industriale. «La crescita industriale ha bisogno di infrastrutture, certezze e capacità di programmazione. L’acqua, in questo scenario, non è un servizio accessorio ma un fattore abilitante», ha sottolineato il primo cittadino.

L’obiettivo della prima fase: 5 mila wafer a settimana

La disponibilità complessiva dell’acqua fornita da Sidra e quella già utilizzata dall’impianto, fino a 400 metri cubi l’ora, dovrà sostenere la prima fase dello sviluppo manifatturiero del SiC campus. Il traguardo indicato è una capacità produttiva di 5 mila wafer a settimana, prevista entro il quarto trimestre del 2028.

Per le fasi successive, però, servirà un salto ulteriore. La capacità di fornitura richiesta per gli step 2 e 3 arriva fino a 800 metri cubi l’ora e dovrà essere concordata entro settembre 2027. Sidra si è inoltre impegnata a garantire un’elevata resilienza della fornitura, elemento essenziale per un’attività industriale come quella dei semiconduttori, nella quale la continuità operativa è un requisito decisivo.

Fiom: «Chiarezza su condutture, risorse e cronoprogramma»

L’intesa viene accolta positivamente dalla Fiom Cgil, che però richiama l’attenzione sulle opere ancora necessarie per rendere effettivo e completo il piano industriale.

«L’intesa tra Sidra e STMicroelectronics era un passaggio necessario e da tempo auspicato – afferma la segretaria generale della Fiom Cgil, Rosy Scollo – ma ora occorre affrontare rapidamente le questioni ancora aperte. A partire dalle infrastrutture indispensabili per l’erogazione dell’acqua industriale: chi realizzerà le condutture, con quali risorse e secondo quale cronoprogramma».

Secondo quanto rilevato dal sindacato, le condizioni disponibili coprirebbero al momento soltanto due dei cinque step previsti dal piano industriale di StM. Ogni step corrisponde a un modulo produttivo e a un fabbricato industriale, mentre il progetto complessivo punta al completamento di tutti e cinque i moduli. La scorsa settimana le organizzazioni sindacali hanno chiesto unitariamente un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy con STMicroelectronics. Una richiesta dalla quale attendono ora un riscontro, mentre il tema dell’acqua torna a mostrare quanto la riuscita del progetto industriale dipenda non soltanto dagli investimenti aziendali, ma anche dalla capacità del territorio di realizzare nei tempi le infrastrutture necessarie.

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