G7 Agricoltura

Stop ai dazi Ue sui fertilizzanti. In Italia 100 milioni per il credito d’imposta

Il tema dell’escalation dei costi al centro della riunione dei ministri agricoli del G7 a Parigi. D’Eramo (Masaf): l’Italia stanzia 100 milioni per sostenere le imprese agricole negli acquisti

di Giorgio dell’Orefice

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Aerial view of Tractor spraying pesticides on field with sprayer Atchariya63 - stock.adobe.com

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Sospensione, in Europa, dei dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati in agricoltura e, a livello nazionale, stanziamento da 100 milioni di euro da destinare alle aziende agricole sottoforma di credito di imposta per l’acquisto di fertilizzanti e carburanti. Sono le misure adottate subito dopo la riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura del G7, oggi a Parigi, sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente e in particolare sui prezzi dei fertilizzanti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Una crisi innescata dal blocco dello stretto di Hormuz

La riunione puntava a tracciare un bilancio delle attuali difficoltà degli agricoltori e a valutare ’’azioni comuni’’, in un contesto di fiammata dei prezzi dei fertilizzanti dall’inizio del conflitto in Iran, a inizio febbraio e il blocco quasi totale dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 30% dei fertilizzanti mondiali. Alla riunione promossa dalla presidenza di turno francese del G7 hanno preso parte anche esponenti dell’Ocse, della Fao e del sistema di informazione sui mercati agricoli.

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D’Eramo (Masaf): una risposta immediata ma anche politiche strutturali

Per l’Italia era presene il sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo. «È essenziale – ha commentato D’Eramo - sviluppare una strategia che coniughi interventi di risposta immediata con politiche strutturali. A seguito del blocco dello Stretto di Hormuz l’Italia, attraverso il ministro Francesco Lollobrigida, si è immediatamente attivata, sia in sede europea per richiedere la sospensione dei dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati nella produzione agricola, sia a livello nazionale, destinando 100 milioni di euro a sostegno del settore primario, attraverso il riconoscimento di crediti di imposta alle aziende agricole per l’acquisto di fertilizzanti e carburanti».

Nel corso della riunione è stata inoltre evidenziata l’importanza di diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime e di incentivare la produzione di fertilizzanti innovativi, anche derivanti dal recupero di sottoprodotti, in linea con i principi dell’economia circolare.

Serve uno sforzo coordinato per rafforzare i sistemi alimentari

«Le sfide richiamate oggi – ha aggiunto il sottosegretario - richiedono un impegno coordinato dei nostri Paesi per rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari. Tutti noi abbiamo il dovere morale e politico di rispondere alle emergenze non solo con dichiarazioni di principio, ma anche con azioni urgenti e concrete, attraverso politiche sostenibili e protese al futuro delle nuove generazioni».

Fao: dalla chiusura di Hormuz rischi per la sicurezza alimentare mondiale

E della crisi dei fertilizzanti ha parlato ieri anche il direttore generale della Fao, Qu Dongyu. «La chiusura dello Stretto di Hormuz – ha spiegato Dongyu - non è una questione regionale, è un rischio per la sicurezza alimentare globale. È fondamentale promuovere un uso efficiente dei fertilizzanti in una fase in cui i sistemi agroalimentari globali stanno affrontando sfide senza precedenti».

L’escalation dei costi sta influenzando le semine in Africa e Sud America

Dallo Stretto di Hormuz, ha ricordato il direttore generale della Fao, passa il 35% dell’export mondiale di petrolio, il 20% del gas naturale liquefatto (Gnl), il 30% dei fertilizzanti e il 50% dello zolfo. «Questi flussi - ha concluso - sono vitali per la produzione alimentare. Il rischio maggiore non è una carenza immediata di cibo, ma uno shock legato ai fertilizzanti e alla produzione agricola, con l’aumento dei costi che sta già influenzando le semine in Asia, Africa e Sud America».

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