Digital detox

Strategie per dormire bene: il fenomeno del Ping Minimalism

Disconnettersi dalla tecnologia con vernici e tessuti che schermano radiazioni e campi elettromagnetici in camera da letto. Obiettivo: bandire le notifiche prima di andare a dormire.

di Margherita Proietti

Letto Bishape con testiera a cerchio o a rettangolo da abbinare a piacere, CACCARO (2.400 € + iva).

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Entrando nella Off Room dell’Hostal Grau di Barcellona, la prima cosa che si nota non è quello che c’è, ma quello che manca. Niente router a vista né stand-by luminosi o lucine lampeggianti. Il wifi si può spegnere, sostituendolo con un cavo. Sotto la vernice bianca delle pareti c’è uno strato di pittura schermante che riduce le radiazioni generate da reti, smartphone e antenne. La stanza rappresenta uno dei più recenti cambiamenti nel design degli interni: spazi progettati per disconnettersi dalla tecnologia, con effetti sul comportamento, ma anche sul corpo. Come atto consapevole di cura di sé. Molte persone vogliono ridurre le radiazioni in casa, e lo fanno per ragioni diverse.

Lanai Bed in olmo nero, design Yabu Pushelberg per POLIFORM.

C’è chi soffre di elettrosensibilità – cefalee, difficoltà di concentrazione –, anche se per l’Oms non ci sono prove che quei sintomi siano causati dall’esposizione ai campi. E c’è chi dorme male: la luce blu inibisce la melatonina, le notifiche spezzettano il riposo anche quando non le apriamo. Gli italiani trascorrono in media quasi tre ore al giorno guardando il cellulare, concentrate tra il mattino appena svegli e la sera prima di dormire, le stesse ore che un tempo erano scandite dal silenzio. Negli Stati Uniti si superano le cinque ore, il 14 per cento in più rispetto all’anno precedente. A un certo punto qualcuno ha smesso di chiedersi come usare meglio il telefono e ha cominciato a chiedersi come costruire stanze, edifici, hotel, dove finalmente non prenda.

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Ken Scott Suite di Speronari Suites in collaborazione con MANTERO, inaugura a Milano durante la Design Week.

«Questo bisogno ha un nome preciso: Ping Minimalism», dice Sara Maggioni di WGSN, azienda leader nell’analisi delle tendenze globali, che lo ha inserito nel report Future Consumer 2027: Emotions. «Dopo pandemia e policrisi le emozioni sono diventate il principale motore dei comportamenti di consumo, alimentando il desiderio di una vita meno sovraccarica. Cresce anche una diffidenza verso la tecnologia che spinge a ridefinire i confini della connessione». Per il 2027 WGSN individua come emozione chiave il witherwill, termine coniato dallo scrittore John Koenig nel Dictionary of Obscure Sorrows, per indicare il desiderio di liberarsi dalle responsabilità. «Il problema non è la tecnologia in sé, ma l’uso compulsivo: notifiche continue, scrolling, dipendenza progettata dalle piattaforme stesse. Il cambiamento passa per lo più dalla costruzione di nuove abitudini quotidiane, come impostare limiti e stabilire momenti offline».

A sinistra la camera da letto di un progetto residenziale di PELIZZARI STUDIO in centro a Milano; A destra letto Victoriano, tessile con struttura in massello, design Roberto Lazzeroni per LEMA (4.995 €). ©Mattia Aquila

Ma fuori dagli studi di tendenza e dentro alla vita reale, qualcuno ha già cominciato a intervenire sulle pareti delle stanze. Il mercato dei materiali schermanti funziona su un principio fisico, la gabbia di Faraday, superficie conduttiva che riflette o assorbe i campi elettromagnetici come uno specchio. I tessuti schermanti (fibre di argento, rame o acciaio inossidabile) si usano per tende, fodere di pareti, baldacchini. L’azienda svizzera Swiss Shield li produce intrecciando cotone biologico con un monofilamento di argento e rame. Il prodotto più diffuso, Naturell, pesa 69 grammi e costa a partire dai 30 euro al metro quadro. Le vernici schermanti, invece, agiscono direttamente sui muri. Il produttore di riferimento è YShield, azienda tedesca attiva dal 2003, distribuita in oltre 150 Paesi. Produce una vernice nera a base d’acqua applicabile come primer su quasi tutte le superfici, da rifinire poi con qualsiasi pittura decorativa.

Sopra Horizonte Bed, in pelle, in tessuto o in un mix dei due, disegnato da Marcio Kogan/Studio MK27 per MINOTTI. Sotto letto 06 con gambe in legno laccato, struttura in acciaio satinato e testata in pelle, INTERNI VENOSTA (da 15.200 €). © Andrea Ferrari

Un litro copre dai 4 agli 8 metri quadrati, il prezzo oscilla tra 40 e 50 euro. Che tra i clienti figurino Apple, Google, Airbus e Mercedes-Benz dice molto sull’origine di questi prodotti, nati per le camere di test dell’industria elettronica, e oggi sempre più comuni sul mercato residenziale. L’approccio più radicale è un progetto pilota a Bruxelles, raccontato alla tv pubblica fiamminga VRT dal suo ideatore, l’ingegnere Miguel Coma. Appartamenti dove le radiazioni non entrano, senza wifi, gsm o bluetooth, solo connessioni cablate. L’edificio, ancora in costruzione, userà materiali schermanti per pareti, tetto e finestre, incluso un vetro tecnico che blocca le radiazioni in entrata e in uscita. «Il Ping Minimalism non riguarda solo ciò che rimuoviamo, ma anche come rimodelliamo lo spazio per supportare la vita analogica», aggiunge Maggioni.

Letto LieLow della Night Collection, disegnata da Faye Toogood per POLTRONA FRAU (10.065 €).

La ricerca lo conferma: l’Attention Restoration Theory indica che la corteccia prefrontale ha bisogno di tempo per recuperare dalla pressione cognitiva continua. Con 72 ore lontani dagli schermi, immersi nella natura, migliorano attenzione, memoria a breve termine e diminuiscono i livelli di stress. Hector Hughes, co-fondatore della startup britannica Unplugged, lo sa bene. Ha lasciato il settore tech dopo un burnout, è andato in ritiro in Himalaya, e al ritorno nel 2020, ha fondato Unplugged.

A sinistra letto Bold Bed in velluto dusty rose, design Claudio Bellini Studio,CARACOLE (1.700 €); A destra letto Tibeau in legno massello con testiera doppia a forma di T, design Gam Fratesi per MOLTENI&C (8.065 € + iva).

Si tratta di piccole cabin, ossia casette nascoste nella natura, dove gli ospiti lasciano lo smartphone all’ingresso e trascorrono almeno tre notti offline, ricevendo in cambio un Nokia vintage, una mappa cartacea e una foto camera con rullino. Oggi conta oltre 50 alloggi nel Regno Unito e nei Pirenei, tutti sempre sold out (da 460 euro per tre notti). «All’inizio hai la sensazione di aver perso un braccio», conferma Hughes. «Poi, la mente comincia a calmarsi e si accede a una sensazione di quiete a cui non siamo più abituati». Staccare la spina non è mai stato, allo stesso tempo, così semplice e così complicato.

 

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