Climate change

Stretta Ue sulle emissioni di metano: la Germania si unisce al coro del no, ma la Commissione tira dritto

Berlino appoggia l’iniziativa di 12 Paesi, inclusa l’Italia, che vogliono una sospensione delle norme contro le dispersioni nell’atmosfera, legate alle importazioni di combustibili fossili. Il metano ha un potere riscaldante circa ottanta volte maggiore dell’anidride carbonica

Una persona con un ombrello per ripararsi dal sole, davanti alla Cattedrale di Santo Stefano a Vienna (REUTERS) REUTERS

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Nel pieno della seconda ondata di calore dopo quella di maggio, tra temperature record, decessi, allarmi, bollini gialli e rossi, stop di attività produttive e blackout, un gruppo di Stati della Ue, tra cui l’Italia, ha proposto di rinviare di tre anni i regolamenti che limitano le emissioni di metano.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’Italia nel fronte del no

L’iniziativa è partita da una lettera sottoscritta da 12 Governi, ai quali si è aggiunto quello di Berlino, che non ha firmato il documento, ma ne condivide l’obiettivo. I ministri dell’Energia ne hanno discusso venerdì 26.

Loading...

Le norme nel mirino scattano dal prossimo anno: la Ue richiederà il monitoraggio e la verifica delle emissioni di metano anche per il petrolio e il gas importati, al fine di ridurne le dispersioni. Sospendere le misure potrebbe generare contenziosi legali, proprio perché la normativa è già in vigore dal 2024 per la produzione nazionale di combustibili fossili.

C’è però la forte opposizione da parte di settori dell’industria e dei fornitori, compresi Qatar e Stati Uniti, questi ultimi ormai fieri oppositori di qualsiasi azione di contrasto al global warming, ovunque venga tentata. La tesi, o la minaccia, è che la normativa Ue ostacolerà l’approvvigionamento di combustibili fossili, proprio quando la crisi di Hormuz ha generato uno shock energetico (ma dopo la tregua tra Stati Uniti e Iran, le quotazioni sono tornate a livelli prebellici) e le forniture di carburante per l’aviazione civile sono sotto pressione. Gli importatori sarebbero restii a stipulare accordi contrattuali che violano le regole della Ue. L’obiezione riecheggia quelle già usate contro altre norme climatiche, poi annacquate, come la due diligence ambientale sulle catene dei fornitori.

Secondo la ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche, «allo stato attuale, il regolamento sul metano impedirebbe le importazioni di gas liquefatto e di prodotti petroliferi in Germania».

La Commissione difende la stretta

Alcuni analisti del settore energetico e gruppi ambientalisti hanno contestato queste tesi, sostenendo che sono disponibili sufficienti forniture in linea con i requisiti della normativa. Il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen, nella conferenza stampa al termine del consiglio Energia, ha dichiarato che l’Esecutivo è disposto a facilitare l’attuazione delle regole, ma ha aggiunto che la normativa è già sufficientemente flessibile e che la Commissione non intende modificarla, anche perché ciò non farebbe che aumentare l’incertezza sul mercato. «Rimaniamo fermi nella nostra posizione di non voler riaprire la legislazione, riteniamo che sia estremamente importante per la nostra transizione verso un’economia pulita in Europa», ha affermato il commissario.

80 volte peggio della CO2

Immesso in atmosfera, il metano ha un potere riscaldante circa ottanta volte maggiore dell’anidride carbonica. Tuttavia, ha una vita media (tempo di dissipazione) molto più corta, circa 12 anni. La CO2 ha un ciclo estremamente complesso e produce alterazioni per secoli e millenni. Per questo motivo, ridurre le emissioni di metano può frenare l’aumento delle temperature in tempi relativamente contenuti, a differenza di quanto si può fare con la CO2 (l’anidride carbonica immessa oggi produrrà danni nei secoli, per questo è importante azzerarla, se si vuole far qualcosa contro il climate change).

Le ondate di calore, come quella di questi giorni, sono rese più frequenti, più intense e più lunghe dal cambiamento climatico. Secondo un recente studio dei ricercatori di ClimaMeter, un consorzio internazionale di scienziati, rispetto a quelle che si sono verificate nella seconda metà del secolo scorso, le ondate di calore attuali generano temperature più alte di 2-4 gradi centigradi. L’Europa è anche il continente che si surriscalda più rapidamente, a velocità doppia rispetto alla media mondiale.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti