Starting Grant

Su 421 giovani ricercatori premiati solo 22 scelgono l’Italia

La fuga di cervelli non si ferma. Il nostro Paese è secondo per nazionalità dei premiati dall’Erc con 50 scienziati, ma solo sesto per insediamento delle ricerche

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L’ultimo bando per i ricercatori emergenti finanziato dal Consiglio europeo della ricerca (Erc) porta con sé una novità e una conferma. La novità è che il programma “Choose Europe”, lanciato dall’Ue nella primavera del 2025 per attrarre studiosi in fuga dagli Usa dopo la stretta sui finanziamenti voluta da Donal Trump, comincia a dare i suoi frutti. Dei 421 scienziati insigniti di uno Starting grant, che si divideranno i 705 milioni di euro in palio, 21 arrivano da Oltreoceano (20 dagli Stati Uniti e uno dal Canada). La conferma è che l’Italia rimane un’esportarice netta di capitale umano e che la fuga di cervelli prosegue. A fronte del secondo posto per nazionalità dei vincitori (con 50 presenze in lista) siamo solo sesti tra i Paesi di di destinazione con 22 università, enti o società tricolori scelte come host.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I numeri complessivi

In totale per gli Starting grant dell’Erc è arrivato un numero record di 4.807 candidature, con un aumento del 22% rispetto alle 3.928 dell’edizione precedente. Di queste, solo l’8,8% è stata scelta. In aumento anche le proposte di ricercatori residenti fuori dall’Europa: in particolare, 169 provenivano dagli Stati Uniti contro le 116 del giro precedente.

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Il Paese che otterrà più insediamenti è la Germania (89 sovvenzioni), davanti a Regno Unito (47), Francia (38), Svizzera (36) e Paesi Bassi (33). Solo sesta, come detto, l’Italia con 22 a pari merito con la Svezia. Eppure tra i vincitori figurano 84 tedeschi, 50 italiani, 30 francesi e 24 spagnoli, per un totale di 53 nazionalità rappresentate.

Un tema, quello della rappresentatività, che sta particolarmente a cuore alla presidente dell’Erc Maria Leptin: «Tra questi ricercatori, che svolgeranno il proprio lavoro in tutta Europa, sono rappresentate oltre 50 nazionalità». Gli Starting Grant - aggiunge - «offriranno loro l’indipendenza e il sostegno necessari nelle prime fasi della carriera per spingersi oltre le frontiere della scienza. È il miglior investimento possibile per rafforzare ulteriormente la nostra base di ricerca e il futuro dell’Europa».

Le 22 istituzioni italiane

Il nostro Paese è stato scelto da 22 studiosi come luogo di svolgimento delle loro ricerche. In vetta alla classifica, con due sovvenzioni a testa, troviamo un terzetto variegato che vede insieme un ente di ricerca (il Cnr), un ateneo statale (Pisa) e un’università privata (la milanese Bocconi).

Alle loro spalle troviamo altre 16 realtà con uno Starting Grant ciascuna: le università di Bari, Bologna, Genova, Modena/Reggio Emilia, Roma Tor Vergata, Torino e Trento oltre alle milanesi Bicocca e Statale, la fondazione Iit, la società Andremacon Srl, due istituti speciali (Gran Sasso Science Institute e Sissa di Trieste) un Politecnico (Torino) e altri due enti pubblici di ricerca (Infn e Inaf).

Di rientro dagli Usa

Come anticipato un aspetto innovativo dell’ultimo giro di Starting Grant è rappresentato dai 21 cervelli provenienti da oltre oceano. Per loro è pronta una “super-borsa” da 2 milioni di euro, più alta di 500mila euro rispetto agli 1,5 milioni prevista per i loro colleghi già ubicati nel Vecchio continente. Per Ekaterina Zaharieva, Commissaria europea per le startup, la ricerca e l’innovazione, la loro decisione di trasferirsi «riflette la crescente attrattiva dell’Europa per la ricerca di frontiera ed è un segnale incoraggiante del fatto che l’iniziativa dell’Ue ’Choose Europe’ sta contribuendo ad attrarre la prossima generazione di talenti scientifici, rafforzando al contempo la posizione dell’Europa come meta privilegiata per la ricerca d’eccellenza».

Nel frattempo il nuovo bando per gli Starting Grant è già aperto. Per candidarsi i ricercatori con un’esperienza da due a sette anni (o fino a un massimo di zero-dieci anni a seconda delle specifiche edizioni del programma di lavoro) di esperienza dopo il conseguimento del dottorato hanno tempo fino al 14 ottobre.

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