Economia dei viaggi

Sud e città d’arte, così il turismo è cambiato con gli stranieri

Dal 1962 al 2025 le presenze nel Mezzogiorno sono salite al 21%; cala il peso del Centro-Nord, che resta davanti per pernottamenti

Capri, 1965. Jimmy Fontana lanciava “Il mondo” e Felice Gimondi trionfava al Tour de France. La Campania, con il 4,3% delle presenze turistiche, era la prima del Sud (via Getty Images)

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Più stranieri e più presenze al Sud, nelle Isole e nelle città d’arte. In attesa dei numeri a consuntivo su questa caldissima estate, i dati Istat fotografano la trasformazione del turismo italiano degli ultimi decenni. Più precisamente, dal 1962 al 2025.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nel pieno del boom economico c’era una geografia molto precisa: tre quarti delle presenze – cioè le notti trascorse in alberghi e altri esercizi ricettivi – si concentravano in sette regioni del Centro-Nord: Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lazio. Il Mezzogiorno raccoglieva appena l’11,7% del totale. Era un turismo di prossimità o corto raggio, con una quota di stranieri del 30,7 per cento.

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Sessant’anni dopo la mappa resta segnata da una forte concentrazione al Centro-Nord, ma il Sud raddoppia il proprio peso e cala la quota di regioni come l’Emilia-Romagna e – soprattutto – la Liguria (che passa da 13 a tre presenze su 100). Vedono ridurre la loro incidenza, sia pure in modo più lieve, anche Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Marche.

La redistribuzione delle presenze è avvenuta in un periodo di forte espansione dell’industria turistica, passata da 161 ai 481,1 milioni di presenze del 2025. Ciò significa che anche le Regioni che hanno visto contrarsi il proprio peso specifico hanno, in ogni caso, registrato un forte incremento di presenze. Fa eccezione solo la Liguria, che ne ha perse 6,4 milioni.

IL PESO DELLE REGIONI

Come è cambiata la distribuzione delle presenze negli esercizi ricettivi. Differenza % 2025/1962 e quota % sul totale nazionale

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Arrivano gli stranieri

In linea con l’esplosione dei voli low cost e la rivoluzione digitale, con la diffusione degli hotel e degli alloggi prenotati attraverso le piattaforme, è aumentato il ruolo del turismo internazionale. Partendo dai dati dell’Istat, Il Sole 24 Ore ha calcolato che i turisti in arrivo dall’estero pesano per circa i due terzi delle maggiori presenze.

Nel 1962 gli stranieri erano maggioranza solo in Trentino-Alto Adige e Lazio, grazie alla vicinanza con la Germania e al richiamo globale di Roma; oggi sono il 55,6% delle presenze complessive e rappresentano oltre il 50% in 11 Regioni, pur continuando a concentrarsi in poche destinazioni e nelle grandi città d’arte. Questa concentrazione si riflette nell’incidenza di pernottamenti di stranieri rilevata nel Lazio (71,6%), in Veneto (70,7%), Lombardia (68,1%) e Toscana (59,2%).

PRESENZE

Percentuale di presenze straniere nel 2025

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Non è un caso che il Lazio abbia registrato un incremento di 45 milioni di presenze, di cui 34,9 di stranieri, o la Lombardia di 33,1 milioni, di cui 30,4 di stranieri. Stesso trend per il Veneto: +44,3 milioni, di cui 39,4 stranieri. Da notare che la Liguria ha perso quasi solo presenze italiane, tenendo stabili quelle straniere (-0,1 milioni).

Il mix dei turisti stranieri in Italia è cambiato. «Nel 1962 – spiega l’Istat –, quando le presenze straniere rappresentavano poco più del 30% del totale, quasi l’85% di queste originavano da sette Paesi, e la Germania da sola rappresentava quasi quattro presenze straniere su 10; nel 2025 (con le presenze straniere divenute maggioritarie) il 42% proviene da altri Paesi, e la quota extra-europea rappresenta un quarto del totale».

Le piattaforme online

Si diceva dell’impatto della tecnologia sull’internazionalizzazione del turismo in Italia. Nel periodo tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate in alloggi tramite le principali quattro piattaforme (Airbnb, Booking.com, Expedia Group e TripAdvisor) sono quasi raddoppiate (+92%), passando da circa 66 a quasi 127 milioni. L’Istat analizza inoltre la composizione della domanda: circa tre notti su quattro prenotate tramite tali piattaforme sono riconducibili a clienti stranieri.

Considerando anche le presenze nelle strutture ricettive extra-alberghiere, quasi sempre prenotate online, il totale del 2025 arriva a 535 milioni.

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Le grandi città

Tra il 2015 e il 2025 Roma, Milano, Venezia e Firenze si confermano stabilmente ai primi quattro posti per numero di presenze, rafforzando il loro ruolo di poli turistici nazionali. In dieci anni aumentano di tre punti percentuali il proprio peso sul totale italiano, arrivando al 17,2 per cento. L’intero incremento è trainato da Roma, che nel 2025 da sola totalizza il 9,4% delle presenze complessive. Nello stesso periodo Napoli migliora la propria posizione, salendo dal 15° al 12° posto nella classifica dei Comuni più visitati.

Nei principali centri turistici la presenza straniera è ormai predominante: nel 2025 rappresenta oltre i tre quarti dei visitatori a Roma, Milano, Venezia e Firenze, e poco più del 60% a Napoli.

L’EVOLUZIONE DELLE PRESENZE

Distribuzione regionale delle presenze turistiche nelle strutture ricettive. Milioni di notti nel 1962 e nel 2025

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