Intelligenza artificiale

Sviluppo software, con l’AI efficienza in crescita tra il 25% e il 70%. Produttività raddoppiata entro il 2027

Le stime di Buildo: la produttività cresce, ma il rischio di stagnazione tecnologica è dietro l’angolo. Per il managing partner Luca Cioria, l’AI abbassa le barriere di accesso al software su misura, ma interrompe i percorsi di formazione professionale

di Letizia Giostra

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Nelle aziende l’introduzione sistematica di strumenti di intelligenza artificiale nello sviluppo software produce incrementi di efficienza che variano tra il 25% e il 70% a seconda della natura delle attività. L’analisi della tech boutique italiana Buildo ha monitorato svariati progetti sul tema in aziende italiane nel primo quadrimestre del 2026.

Ma per l’azienda il risultato ottenuto è solo il punto di partenza: le loro previsioni, infatti, indicano che entro la fine del 2026 la crescita complessiva della produttività nello sviluppo software possa raggiungere una forbice tra il 100 ed il 200%.

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Le imprese

Secondo Buildo, il costo del software su misura si riduce in misura significativa rendendo accessibile anche alle PMI italiane, che rappresentano oltre il 90% delle imprese e delle quali solo il 19% adotta tecnologie avanzate in modo strutturale.

Uno studio dell’Università di Stanford documenta un calo del 20% nell’occupazione degli sviluppatori tra 22 e 25 anni rispetto al picco di fine 2022. Oggi, infatti, i compiti operativi più semplici sono gestiti dall’AI.

Il risultato è un mercato del lavoro in cui le aziende cercano fin da subito competenze senior, ma senza che esista più il percorso attraverso cui quelle skills si costruivano.

Le opportunità per le PMI

La riduzione dei costi stimata da Buildo potrebbe colmare parte del divario, riducendo anche la dipendenza da fornitori terzi e dalle soluzioni standardizzate pensate per il mercato internazionale. Il segnale è leggibile anche sui mercati finanziari: a febbraio 2026, diversi titoli di produttori di software in abbonamento hanno registrato forti cali in borsa, interpretati dagli analisti come attesa il segnale di un’imminente migrazione verso soluzioni più personalizzate e meno costose.

Chi entra oggi nel mercato del lavoro tech non trova un percorso

L’AI gestisce con efficacia crescente la componente operativa dello sviluppo. In passato, i profili junior imparavano scrivendo codice, commettendo errori e confrontandosi con i senior. Oggi quella fase formativa è compressa o eliminata. Ora si cerca l’Agentic Engineer, nuova figura professionale molto richiesta, ma che presuppone già l’esperienza che i profili junior non possono più acquisire tramite i percorsi tradizionali.

«È come se in una cucina di un ristorante fossero stati introdotti aiuto cuochi automatici. Gli chef esperti sono in grado di gestirli. Ma chi inizia ora un percorso per diventare chef non ha più occasione di imparare i fondamentali», spiega Luca Cioria, managing partner di Buildo.

Le conseguenze sistemiche

Sul fronte della sicurezza informatica, la produzione massiva di codice generato da AI introduce rischi concreti: secondo un report di Veracode del 2025, il 45% del codice generato da modelli AI contiene vulnerabilità, con un tasso di falle specifiche 2,74 volte superiore rispetto al codice scritto da sviluppatori umani. OWASP ha già pubblicato una lista specifica delle principali vulnerabilità dei sistemi basati su agenti AI.

Sul fronte dell’innovazione tecnologica, se i sistemi AI imparano a usare le tecnologie esistenti e queste funzionano, l’incentivo a svilupparne di nuove si riduce. Con meno sviluppatori alle prese con la pratica quotidiana del codice, il motore che storicamente spingeva l’evoluzione degli strumenti potrebbe rallentare.

«Nel nostro settore forse ce ne stiamo accorgendo prima di altri. L’AI abbassa le barriere di accesso al software su misura, e questo è un’opportunità concreta per le PMI italiane. Ma lo stesso cambiamento sta interrompendo i percorsi di formazione professionale per chi entra oggi nel mercato, e sta aumentando il rischio per le aziende che producono codice senza presidi adeguati di sicurezza. Sono facce dello stesso fenomeno, ed è utile leggerle insieme», dichiara Luca Cioria, Managing Partner di Buildo.

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