Intervista al presidente e ad Giovanni Costantino

Svolta in Tisg, ecco perché lascio: «Dati falsificati dai top manager»

I rilievi indipendenti di Kpmg sull’azienda nautica verranno consegnati oggi a Pm e Consob

Admiral Panorama 53 davanti al cantiere Tisg

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Giovanni Costantino, fondatore e patron di Tisg - The italian sea group, da mesi in difficoltà per extra budget registrati sulle commesse in atto, lascia il cda e punta il dito sulla gestione della società da parte del top management che, secondo le indagini indipendenti di Kpmg, riferisce Costantino, avrebbe creato una sorta di “azienda parallela”, con dati economici ritoccati.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Lascia dopo 17 anni, perché?

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Ho ritenuto opportuno, insieme a mio figlio Gianmaria, dimettermi dal consiglio. A seguito della scoperta di una truffa dirompente, sono state necessarie scelte fuori dall’ordinario. Dopo aver condotto la composizione negoziata della crisi, aver richiesto la due diligence forensic, in via di conclusione, ho ritenuto che una discontinuità fosse la scelta migliore per consentire all’azienda che ho fondato di proseguire nello sviluppo del percorso di risanamento, per garantire la continuità aziendale e il migliore soddisfacimento dei creditori e degli altri stakeholder. Il consiglio nella sua interezza comunque rimarrà in prorogatio sino al 10 settembre e poi l’assemblea stabilirà la nuova composizione.

Tisg è in forte in difficoltà da mesi, con un indebitamento che si attesta oggi sui 400 milioni. A febbraio ha segnalato che l’azienda aveva degli extra budget sulle commesse. Poi si sono dimessi il presidente, Filippo Menchelli, e il vicepresidente, Marco Carniani. Come si è arrivati a quel punto?

Tisg è una società quotata in Borsa e, nei dati di settembre, comunicati a novembre, i milioni in cassa erano 60 e, secondo i miei calcoli, fondati su documenti poi rivelatisi falsificati, a gennaio avrebbero dovuto essere circa 90. La situazione, nella sua drammaticità, è emersa a febbraio, quando ci siamo resi conto che in banca non avevamo fondi sufficienti per poter pagare gli stipendi: la cassa, che, secondo le previsioni, avrebbe dovuto essere di circa 90 milioni, ne mostrava, in realtà, poco più di 2. Abbiamo immediatamente avviato la due diligence forensic affidata a Kpmg, abbiamo sospeso cautelativamente alcune figure apicali, fra cui quelle che lei ha indicato. Abbiamo iniziato a capire che, aggirando tutti i controlli previsti, erano emersi degli imponenti extra budget. A seguito delle prime verifiche si sono dimessi il presidente, e il vicepresidente. Sarà poi la magistratura a stabilire eventuali colpe, ma certamente sono emerse precise responsabilità. Per noi è stato un risveglio drammatico. Essere raggirati dai manager più stretti collaboratori, è qualcosa di estremamente doloroso.

Si dice che lei sia sempre presente alle riunioni del cda. Possibile che non si sia reso conto che i costi delle commesse crescevano?

È vero, la presenza costante e il controllo sono mie e caratteristiche note, che mi hanno anche portato a dotare l’azienda di un sistema gestionale di cui sono dotate le più grandi multinazionali mondiali, con un investimento oneroso. Ma quando i manager della fascia apicale si coordinano tra di loro per eludere gli stretti sistemi di controllo, non esiste possibile difesa. Difficile difendersi dal fuoco amico.

Nel 2021 avete acquisito Perini navi per 80 milioni. Un prezzo giudicato troppo alto da altri cantieri in gara. Poi, nel 2024, c’è stato il naufragio del Bayesian, che lei ha considerato una grave lesione all’immagine del brand, con perdita di tre clienti, tanto da avviare un’azione legale per chiedere un risarcimento. Non è che l’acquisto di quel cantiere abbia pesato negativamente sui conti Tisg?

Perini navi, nello specifico il brand e la parte immobiliare e non certo l’azienda, sono state acquisite da Tisg nel gennaio 2021, attraverso un’asta competitiva disposta dal Tribunale di Lucca. Chi dice che è stata sopravvalutata si dimentica che altri qualificati competitor si sono fermati poco al di sotto, a 78 milioni, quindi la valutazione del brand non era sbagliata. Certo, il naufragio del Bayesian, che in primis ha provocato una tragedia umana rispetto alla quale ogni considerazione economica viene dopo, è stata un disastro anche per Tisg. Abbiamo subito un danno reputazionale ed economico molto rilevante. Certo, abbiamo chiesto i danni, ma il valore di Perini navi è indiscutibile e comunque l’investimento non ha nulla a che fare con gli extra budget.

Lei ha effettuato, tramite Gc holding, un’iniezione di 25 milioni in Tisg. Ma come spiega che i presidi a tutela della governance di un’impresa quotata siano stati aggirati con apparente facilità?

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Il mio finanziamento di 25 milioni è stato quanto era necessario e doveroso fare da parte mia, vorrei sottolineare non obbligatorio. Per quanto riguarda i controlli, la presenza di procedure e comitati, sia pure correttamente impostati e funzionanti, non è sufficiente, quando i dati che alimentano il sistema di controllo sono alterati attraverso condotte coordinate; lo definirei un sistema parallelo. Secondo quanto emerso dalle verifiche indipendenti che saranno, da oggi, messe a disposizione della magistratura inquirente (presso la Procura di Genova, ndr) e degli organi di controllo, sono stato vittima di un piano estremamente articolato. Parliamo di firme false, estratti conto modificati, falsificazioni di resoconti e mi fermo, perché la lista sarebbe una lista lunghissima. Avrei personalmente potuto fare di più? Probabilmente sì, con il senno di poi. Ma questo non mi avrebbe consentito di scoprire un coordinamento così artato da parte dei top manager. Di questo sono certo.

Per il risanamento avete chiesto agli armatori di rinegoziare i contratti. La strada però si è rivelata impercorribile e avete imboccato quella del concordato.

Vorrei precisare che abbiamo chiesto la rinegoziazione dei termini economici esclusivamente a quegli armatori che hanno le barche in costruzione. Navi il cui valore è attualmente largamente superiore ai prezzi contrattualizzati. Tutto questo, proprio in funzione degli extra budget, dovuti all’incremento dei fattori produttivi verificatosi nel frattempo. Con chi aveva già ricevuto le barche abbiamo esclusivamente affrontato i temi dell’after sale. La composizione negoziata ci ha consentito di stipulare accordi con oltre 300 fornitori e con quattro armatori nonché di consegnare il primo Panorama 50 metri e varare il secondo Panorama 53. Questo è il massimo che abbiamo potuto fare: per procedere oltre e portare a termine il risanamento è risultato necessario uno strumento di più ampio respiro. Aggiungo che lavorare in uno spazio protetto, come la composizione negoziata, ha consentito a Kpmg di svolgere la propria verifica indipendente e, in secondo luogo, di riallineare i dati amministrativi falsificati con la realtà.

Col concordato in bianco dovrete depositare un piano definitivo di regolazione della crisi. Quali saranno i punti focali?

Il piano dovrà poggiare su alcuni pilastri essenziali: completare le commesse economicamente sostenibili, sciogliendo le altre; rinegoziare in modo ordinato i contratti che richiedono un riequilibrio; garantire finanza e materiali alle commesse in continuità; rinegoziare il debito bancario e commerciale; ridurre strutturalmente i costi e il capitale assorbito; dismettere eventuali asset non strategici. Un aumento di capitale nell’ordine di 100 milioni è una delle opzioni. Ed è mia intenzione accompagnare, fino al 10 settembre, lo sviluppo del progetto in continuità, con un piano che possa consentire a Tisg di superare la crisi, preservando, al massimo possibile, i propri valori, nell’interesse prioritario dei creditori, dei dipendenti e dell’indotto.

Il titolo ha perso il 78% in sei mesi e il 25% nell’ultimo mese: che messaggio dà a chi ha investito?

A chi ha investito in Tisg non posso chiedere fiducia solo sulla base di dichiarazioni rassicuranti. Il mercato ha subito una perdita molto rilevante e gli azionisti hanno diritto a dati verificati, all’accertamento delle responsabilità e a un piano concretamente realizzabile. Il primo messaggio è quindi di trasparenza: abbiamo comunicato le dimensioni reali della crisi, e continueremo a comunicare gli sviluppi rilevanti nel rispetto della disciplina applicabile. Il secondo messaggio è che l’azionista di controllo ha già messo a disposizione 25 milioni di euro con un finanziamento infruttifero, assumendo un’esposizione diretta nella fase più critica. Il terzo è che il valore futuro non dipenderà dal passato andamento del titolo, ma dalla capacità di preservare i marchi, ricostruire margini reali e dotare la società di capitale e governance rinnovata. Non posso promettere né il recupero della quotazione né l’assenza di diluizione. Posso impegnarmi affinché ogni soluzione venga valutata nell’interesse della continuità aziendale e dell’insieme degli stakeholder, nel quadro della procedura e sotto il controllo degli organi competenti.

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