Taiwan, chip e terre rare: il vertice Xi-Trump non ha cambiato gli equilibri
Mercati delusi dopo la chiusura del summit: Boeing porta a casa risultati modesti, Tesla nessuno. E anche Nvidia e AMD restano a guardare
3' di lettura
3' di lettura
Per due giorni, a Pechino, la scena è sembrata quella che Donald Trump voleva costruire. L’Air Force One atterrato in Cina con a bordo i grandi ceo americani, pronti a sedere ai tavoli del potere cinese. Jensen Huang di Nvidia, i vertici di Boeing, Tim Cook di Apple, Elon Musk e altri nomi noti della Silicon Valley. I colossi della finanza e della tecnologia statunitense, insomma, al fianco della Casa Bianca. L’idea era semplice: mostrare che gli Stati Uniti restano il centro economico del mondo anche dentro la relazione più difficile del pianeta.
Ma quando la diplomazia ha sostituito le immagini di rito, è rimasta soprattutto una sensazione di freddezza. La postura cinese è apparsa immediatamente chiara. Chiara nel mostrarsi disponibile sul piano simbolico e protocollare, ma anche molto rigida sui dossier strategici. Come Taiwan, definita senza mezze misure il punto più delicato delle relazioni fra Washington e Pechino. E il fatto che Xi Jinping abbia evocato apertamente la “trappola di Tucidide” durante il vertice, è apparso come un segnale politico molto pesante. Un concetto che la leadership cinese usa raramente in modo così diretto nei faccia a faccia ad alto livello.
Secondo diversi analisti, Trump lascia Pechino con molti sorrisi diplomatici e poche vittorie concrete. E non è un caso che a summit concluso, i mercati abbiano reagito virando in negativo.
Chip & Tech
Uno dei segnali più evidenti riguarda Nvidia. Jensen Huang era parte della delegazione americana, anche perché Washington sperava di sbloccare almeno parte delle tensioni legate all’export di semiconduttori avanzati verso la Cina, cercando spiragli sulle terre rare. Ma nelle ultime ore il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer ha ammesso che i controlli all’export sui chip «non sono stati un tema centrale» dei colloqui. Tradotto: nessuna vera apertura.
Per Nvidia e AMD il nodo resta enorme. La Cina continua a essere un mercato cruciale per l’intelligenza artificiale e per i data center, ma le restrizioni americane restano in piedi e Pechino accelera parallelamente sullo sviluppo di filiere domestiche sempre più competitive, tanto che la leadership tecnologica statunitense potrebbe essere messa in discussione nel giro di pochi anni.

