Tempo e qualità della vita: che cosa insegna la filosofia ai manager
Un’analisi filosofica e pratica sull’importanza di gestire il tempo come risorsa essenziale, valorizzando la qualità delle esperienze e la passione, oltre la mera quantità di ore lavorate
di Luca Barni*
3' di lettura
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Ci sono circostanze e tempi che facilitano la riflessione. Il sessantesimo compleanno è uno di questi: ti costringe alla riflessione su quanto vissuto, personalmente e professionalmente.
E il pensiero va anzitutto al tempo, da intendersi come scelta libera e consapevole dell’utilizzo del proprio tempo: sul tema la frase più ricorrente è la seguente: «… non ho avuto il tempo di far la tal cosa, mi sarebbe piaciuto ma non ho avuto il tempo». Affermazione che contrasta con il pensiero di Seneca per cui non abbiamo poco tempo, ne perdiamo molto.
Pascal Chabot, filosofo belga, sul tema ha scritto un libro che nelle prime pagine va subito al sodo. Dice: «Questa scusa è a volte troppo facile. Può anche sembrare in malafede. Dopo tutto, non è il tempo che decide che non possiamo vedere un amico, è piuttosto l’amicizia che non si impone a sufficienza, la persona che non compie la scelta di coltivare come priorità una relazione. Siamo liberi e il tempo non cambia nulla».
Altra affermazione del filosofo: «Il tempo è la cosa più essenziale che ognuno abbia».
La verità è che non abbiamo la percezione di questa essenzialità. Forse perché il tempo lo dobbiamo condividere con la rete di relazioni, con il lavoro e con la società nella quale viviamo? Forse perché non lo computiamo, quali fossimo degli highlander immortali?







