La parola al gestore: Mfs Investments

«Tenaris è un titolo di qualità con valutazioni interessanti»

«Le altre aziende sui quali puntiamo sono Bnp Paribas, Tesco e Gea Group»

di Isabella Della Valle

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Jeffrey D. Morrison responsabile degli investimenti di Mfs Investments Management spiega come l’analisi quantitativa sia utile nella gestione dei portafogli anche in fasi di mercato incerte e volatili.

In che modo i modelli quantitativi riescono a essere efficienti considerate le situazioni imprevedibili che ormai da anni si stanno verificando sui mercati?

Abbiamo sviluppato un processo che evita di dipendere da un unico fattore di rendimento. In pratica, il nostro processo è progettato per mantenere un’esposizione positiva a diversi fattori quantitativi: valore, momentum, qualità e sentiment, controllando contestualmente i rischi sistematici quali il beta di mercato e le esposizioni settoriali. L’obiettivo è generare risultati attraverso la selezione dei titoli (alpha) piuttosto che essere esposti alle fluttuazioni di un unico contesto macroeconomico. Altrettanto significativo è che i nostri modelli quantitativi non operano separatamente. La ricerca quantitativa e quella fondamentale hanno punti di forza complementari: i modelli offrono una lettura sistematica e oggettiva dei fondamentali e delle valutazioni, mentre l’analisi fondamentale fornisce una valutazione più qualitativa e orientata al futuro. Riteniamo che le opportunità più promettenti si trovino proprio in questa “intersezione”: titoli che ricevono un giudizio di acquisto sia dai nostri modelli quantitativi, sia dall’analisi fondamentale.

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IL TITOLO IN BORSA

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Che valore ha l’analisi fondamentale nella selezione dei titoli?

L’analisi fondamentale è essenziale perché apporta una prospettiva qualitativa e orientata al futuro che i modelli quantitativi da soli non sono in grado di fornire. Fornisce una visione più approfondita della qualità aziendale, delle dinamiche competitive, dell’efficacia gestionale e della sostenibilità degli utili.

In che modo riuscite a gestire la volatilità?

Riteniamo che il modo migliore per gestire la volatilità sia la diversificazione. Il nostro processo di costruzione del portafoglio è concepito per garantire che il rischio sia determinato principalmente dalla selezione dei titoli e non da grandi posizioni settoriali, geografiche o stilistiche. Nella fase di costruzione, controlliamo in modo esplicito le esposizioni sistematiche, quali Paesi e settori e manteniamo i pesi dei settori e dei singoli titoli generalmente entro un margine di +/-2% rispetto al benchmark. Applichiamo limiti alle dimensioni delle posizioni e diversifichiamo le partecipazioni in modo che nessun singolo titolo possa influenzare in modo preponderante i risultati.

I COMPARABLES

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Quali sono i Paesi europei che a suo parere hanno il maggior potenziale in questa fase?

Non abbiamo una visione macroeconomica dei singoli Stati. Solitamente controlliamo l’esposizione ai singoli Paesi a +/-4%, con sovraponderazioni e sottoponderazioni determinate dai segnali emersi dalla nostra analisi bottom-up. Alla fine di febbraio il portafoglio presentava una modesta sovraponderazione su Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia e Irlanda.

I driver che caratterizzeranno i listini nei prossimi mesi?

I mercati azionari globali ed europei sono attualmente influenzati dalle tensioni in Medio Oriente e dal loro impatto sui prezzi dell’energia e sui tassi di interesse. In Europa, l’aumento dei prezzi del gas naturale e l’inflazione stanno mettendo sotto pressione i settori ad alto consumo energetico, mentre le società energetiche potrebbero trarne vantaggio. All’inizio del 2026, i tagli dei tassi, la deregolamentazione e una politica fiscale più espansiva avrebbero dovuto sostenere la crescita. Una risoluzione della crisi in Iran potrebbe sostenere la ripresa, favorendo i settori ciclici e di crescita. Tuttavia, un conflitto prolungato e prezzi elevati dell’energia potrebbero minare la crescita e spostare la leadership verso settori e fattori più difensivi.

IL CONFRONTO

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Come siete posizionati in termini settoriali?

I mercati azionari globali ed europei sono attualmente influenzati dalle tensioni in Medio Oriente e dal loro impatto sui prezzi dell’energia e sui tassi di interesse. In Europa, l’aumento dei prezzi del gas naturale e l’inflazione stanno mettendo sotto pressione i settori ad alto consumo energetico, mentre le società energetiche potrebbero trarne vantaggio. All’inizio del 2026, i tagli dei tassi, la deregolamentazione e una politica fiscale più espansiva avrebbero dovuto sostenere la crescita. Una rapida risoluzione della crisi in Iran potrebbe sostenere la ripresa, a vantaggio dei settori ciclici e di crescita. Tuttavia, un conflitto prolungato e prezzi elevati dell’energia potrebbero minare l’espansione e spostare la leadership verso settori e fattori più difensivi.

Potrebbe indicare le aziende che reputa più interessanti e perché?

Storicamente, il contributo maggiore alla performance del portafoglio è derivato dai titoli valutati in modo positivo sia dalla nostra analisi fondamentale, sia dai nostri modelli quantitativi. Tra le nostre posizioni con il più alto grado di certezza figuravano Tenaris, Bnp Paribas, Asml, Tesco e Gea Group. Queste partecipazioni combinano valutazioni interessanti con un forte slancio dei prezzi e/o degli utili, caratteristiche di qualità e segnali di fiducia favorevoli.

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