Tende e schermature, fermare il caos sull’edilizia libera
FederlegnoArredo chiede che la riforma del Testo unico dell’edilizia porti l’applicazione piena delle semplificazioni per il settore
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Uniformare e semplificare. A beneficio di lavori come l’installazione di tende e schermature solari, troppo spesso penalizzati dalle interpretazioni che arrivano a livello locale sui permessi. È la sollecitazione che arriva da FederlegnoArredo, commentando gli sviluppi del disegno di legge delega sull’aggiornamento del Codice dell’edilizia, attualmente in discussione in commissione Ambiente alla Camera.
Regole certe per il settore
«Il settore - sottolinea FederlegnoArredo - ha bisogno di regole certe stabili e applicate in modo uniforme all’interno di un quadro normativo semplificato, che escluda però un sistema di deroghe e discrezionalità territoriali che rischierebbe di aumentare soltanto i contenziosi. Solo così sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi di semplificazione e dare stabilità al mercato, a tutela dell’intero sistema produttivo delle costruzioni».
Tende da sole e schermature
Il riferimento è, soprattutto, a lavori legati al mondo delle tende da sole e delle schermature. Negli anni con diversi interventi normativi c’è stato il tentativo di chiarire come rientrassero pienamente nel campo dell’edilizia libera, non richiedendo quindi permessi. Nonostante questo, però, diversi contenziosi hanno portato a sentenze che hanno detto spesso il contrario, creando grande incertezza a livello locale, anche nelle prassi dei Comuni.
Il perimetro dell’edilizia libera
«Per Assotende - dichiara Gianfranco Bellin, presidente dell’associazione che all’interno di FederlegnoArredo rappresenta le aziende produttrici di tende, schermature solari, tessuti tecnici e sistemi di comando e automazione - è fondamentale che il nuovo Codice chiarisca in modo definitivo criteri applicativi e ambiti autorizzativi. Non è infatti accettabile che interventi che la normativa nazionale ricomprende nell’ambito dell’edilizia libera vengano poi assoggettati, a livello locale, a richieste documentali o autorizzative ulteriori».
Il principio dell’edilizia libera, per Bellin, «nasce proprio per semplificare determinati interventi che, per caratteristiche e impatto, non dovrebbero essere sottoposti a procedure complesse. Nella pratica, però, accade spesso il contrario con rallentamenti e costi aggiuntivi per cittadini e imprese. Per questo chiediamo che il nuovo impianto normativo rafforzi la certezza del diritto e limiti i margini di discrezionalità interpretativa».







