Giuli un’ora a Palazzo Chigi. Meloni gli ribadisce sostegno: rapporto cordiale e proficuo
I dirigenti licenziati sono Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica, ed Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro
di Redazione Roma
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Due licenziamenti al ministero della Cultura gettano il dicastero in un nuovo nel caos. Alessandro Giuli ha revocato domenica 10 l’incarico a Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica, ed a Elena Proietti, capo della segreteria personale del ministro. E nel pomeriggio di lunedì 11 il ministro è stato circa un’ora a Palazzo Chigi nella sede del governo, dove poco prima aveva fatto ingresso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Fonti Chigi, Meloni ribadisce sostegno a Giuli, rapporto cordiale e proficuo
«Nel corso dell’incontro - spiegano fonti di Palazzo Chigi - il Ministro Giuli ha espresso la propria gratitudine nei confronti del Presidente del Consiglio, confermando il suo totale sostegno al programma della coalizione di Governo» «Da parte del Presidente del Consiglio - viene aggiunto - è stata ribadita la piena volontà di sostenere l’azione di un Ministero centrale per l’Italia. È emersa, anche sul piano formale, la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il Capo del Governo e il Ministro Giuli, relegando le polemiche emerse nelle ultime settimane alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall’attuale scenario internazionale».
Giuli salta la riunione dei ministri della Cultura Ue a Bruxelles
Giuli, a quanto si apprende, non sarà a Bruxelles per partecipare al Consiglio Ue Cultura. Nelle scorse ore era stata prevista la presenza del ministro nella capitale belga. Alla riunione dei ministri della Cultura dei 27, tra i dossier sul tavolo, ci sarà quello della partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia.
La conferma da Fratelli d’Italia
La notizia dei licenziamenti, anticipata dal Corriere della sera e confermata poi da un collega di Giuli, cioè Francesco Lollobrigida, ha scatenato agitazione dentro Fratelli d’Italia. Dove però si tenta di ridimensionare il caso: alla domanda se se il ministro della Cultura sia un problema per il governo, Arianna Meloni, sorella della premier, capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di Fratelli di Italia ha risposto: «Comunque no, state creando un caso sul niente». La sorella della premier ha aggiunto: «È, diciamo, una dinamica naturale che un ministro possa scegliere o meno il proprio collaboratore, sinceramente non vedo la notizia - ha continuato - come al solito c’è chi parla di risultati, di risposte e chi invece fa gossip, basso chiacchiericcio».






