Il licenziamento dello staff

Giuli un’ora a Palazzo Chigi. Meloni gli ribadisce sostegno: rapporto cordiale e proficuo

I dirigenti licenziati sono Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica, ed Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro

di Redazione Roma

Articolo aggiornato l’11 maggio 2026, ore 17:30

Licenziamenti al Mic, le opposizioni protestano: "Giuli si dimetta"

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Due licenziamenti al ministero della Cultura gettano il dicastero in un nuovo nel caos. Alessandro Giuli ha revocato domenica 10 l’incarico a Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica, ed a Elena Proietti, capo della segreteria personale del ministro. E nel pomeriggio di lunedì 11 il ministro è stato circa un’ora a Palazzo Chigi nella sede del governo, dove poco prima aveva fatto ingresso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Fonti Chigi, Meloni ribadisce sostegno a Giuli, rapporto cordiale e proficuo

«Nel corso dell’incontro - spiegano fonti di Palazzo Chigi - il Ministro Giuli ha espresso la propria gratitudine nei confronti del Presidente del Consiglio, confermando il suo totale sostegno al programma della coalizione di Governo» «Da parte del Presidente del Consiglio - viene aggiunto - è stata ribadita la piena volontà di sostenere l’azione di un Ministero centrale per l’Italia. È emersa, anche sul piano formale, la solidità di un rapporto cordiale e proficuo tra il Capo del Governo e il Ministro Giuli, relegando le polemiche emerse nelle ultime settimane alla normale dialettica politica, in un contesto reso particolarmente complesso dall’attuale scenario internazionale».

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Giuli salta la riunione dei ministri della Cultura Ue a Bruxelles

 

Giuli, a quanto si apprende, non sarà a Bruxelles per partecipare al Consiglio Ue Cultura. Nelle scorse ore era stata prevista la presenza del ministro nella capitale belga. Alla riunione dei ministri della Cultura dei 27, tra i dossier sul tavolo, ci sarà quello della partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia.

La conferma da Fratelli d’Italia

La notizia dei licenziamenti, anticipata dal Corriere della sera e confermata poi da un collega di Giuli, cioè Francesco Lollobrigida, ha scatenato agitazione dentro Fratelli d’Italia. Dove però si tenta di ridimensionare il caso: alla domanda se se il ministro della Cultura sia un problema per il governo, Arianna Meloni, sorella della premier, capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento di Fratelli di Italia ha risposto: «Comunque no, state creando un caso sul niente». La sorella della premier ha aggiunto: «È, diciamo, una dinamica naturale che un ministro possa scegliere o meno il proprio collaboratore, sinceramente non vedo la notizia - ha continuato - come al solito c’è chi parla di risultati, di risposte e chi invece fa gossip, basso chiacchiericcio».

Secondo il ministro dell’Agricoltura e, soprattutto, il capodelegazione di Fdi al governo, «Giuli ha ritenuto, come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria. Non è né la prima volta che accade in questo come nei governi che ci hanno preceduto. Il gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal ministro, a un rapporto di totale sintonia. Anche per questo la legge consente modifiche basate esclusivamente sul rapporto fiduciario nell’incarico specifico. Sono certo che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee a ricoprire i ruoli in linea con il presupposto fiduciario, oltre che di competenza, che è proprio, lo sottolineo, degli uffici di diretta collaborazione».

Per quanto riguarda Emanuele Merlino ed Elena Proietti, ha aggiunto Lollobrigida, «ritengo sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa».

Le motivazioni dei licenziamenti

Partiamo da Emanuele Merlino, figlio di Mario, storico militante in Avanguardia nazionale, e uomo vicino a Palazzo Chigi, in particolare al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fazzolari.

Il motivo sarebbe legato al documentario sul dottorando Giulio Regeni, rapito e ucciso dieci anni fa in Egitto. Il caso è scoppiato quando il ministero della Cultura non ha concesso i fondi per realizzarlo: una niet di cui Merlino sarebbe stato a conoscenza.

Il secondo caso, invece, è quello di Elena Proietti, esponente di Fratelli d’Italia in Umbria (da non confondere con Stefania, attuale presidente della Regione del centrosinistra). Per Proietti, il posto a capo della segreteria personale di Giuli sarebbe saltato per non aver partecipato alla missione del ministro a New York lo scorso mese, non presentandosi all’aeroporto.

Renzi: Giuli ministro dell’arroganza

«Nuova puntata del caso Giuli, il ministro dell’arroganza incapace, un cavallo scosso nel palio più inutile della storia. Chi ricorda la strafottenza con cui Giuli iniziò il suo mandato ministeriale non rimarrà certo sorpreso vedendo la fine ingloriosa che il ministero sta facendo. E dire che la cultura in Italia potrebbe essere la vera marcia in più del Paese, ma finché hai gente come Giuli a gestirla dove vuoi andare?» è il commento del leader di Iv, Matteo Renzi.

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