Sudamerica

In Venezuela il bilancio si aggrava: 1.430 morti e 68.900 dispersi. Soccorritori stremati

A causare il disastro due scosse di magnitudo 7,2 e 7,5 registrate il 24 giugno a soli 39 secondi di distanza nello stato di Yaracuy. Il 27 giugno nuova scossa.

Aggiornato il 27 giugno 2026 ore 20:20

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
I soccorritori estraggono un corpo dalle macerie tre giorni dopo i terremoti che hanno colpito La Guaira, in Venezuela, sabato 27 giugno 2026. (Foto AP/Fernando Vergara) APN

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Il bilancio del terremoto in Venezuela sale di ora in ora: l’ultimo comunicato parla di 1.430 morti e 68.900 dispersi. Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela, ha detto che sono almeno 3.238 i feriti e 3.142 le famiglie rimaste senza casa. Da mercoledì ad oggi, ha aggiunto, sono state almeno 430 le scosse di assestamento.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Tra le vittime anche tre italo-venezuelani. Ed è morta anche Francesca Mannina, la seconda siciliana che risultava dispersa. La donna era originaria di Balestrate, in provincia di Palermo. Il compagno della donna era stato ritrovato vivo ieri. Intanto nel centro del paese si è verificata un’altra scossa di magnitudo 4.9, avvertita anche a Caracas.

Loading...

I venezuelani alla ricerca di propri cari sono al lavoro con pale, attrezzature pesanti, corde e scavano anche mani nude fra le macerie degli edifici crollati a seguito del sisma

In particolare a La Guaira, che è uno degli Stati più duramente colpiti del Venezuela. La maggior parte di coloro che scavavano è costituita da civili che hanno preso in mano le operazioni di ricerca. La tensione è salita alle stelle a causa della risposta del governo venezuelano, reputata inadeguata.

Delcy Rodríguez, è stata accolta da fischi e insulti quando è apparsa in un’area colpita dai terremoti di mercoledì nel comune di Chacao, a est di Caracas, dove diversi edifici sono crollati. Immagini e video pubblicati sui social media e rilanciati dalla testata ’Reporte Ya’ mostrano Rodriguez mentre una folla gridava “Fuori!”. Un residente ha affrontato direttamente il presidente e ha denunciato che diversi volontari erano stati allontanati dalle operazioni di soccorso.

L’episodio riflette la tensione in alcune aree colpite a causa della percepita lentezza della risposta ufficiale e della presenza di volontari che, secondo i testimoni, sono stati limitati nella loro partecipazione ai soccorsi.

Prosegue, intanto, la gara di solidarietà internazionale. Circa 100 soccorritori coordinati dalla Protezione civile italiana sono diretti a Caracas.

Alle porte di Caracas

La Guaira si trova sulla costa

fonte: Google Maps

Ancora incerto invece il numero dei dispersi, dell’ordine delle decine di migliaia: a complicare le cose sono anche i milioni di venezuelani emigrati nel corso degli ultimi anni, molti clandestinamente.

Dopo il sisma sono state approntate delle piattaforme online per la ricerca delle persone ancora disperse: stando al sito “Venezuela te busca” i non localizzati sono 23.018 su 28.511 iscritti; su “Desaparecidos terremoto Venezuela” le cifre sono rispettivamente 50.243 e 58.466.

Le due scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, sono state registrate mercoledì a soli 39 secondi di distanza nello stato venezuelano di Yaracuy, in un fenomeno insolito noto come doppietta sismica. Le due scosse hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici.

Loading...

A rendere le conseguenze di questo terremoto ancora più grave la bassa profondità dell’epicentro, appena 10 chilometri sotto il suolo. E soprattutto le case costruite senza alcuna osservanza delle norme antisismiche.

La zona più colpita, oltre alla Capitale, quella a ovest di Caracas. In particolare la provincia rurale di Yumarè, un centro di circa 20mila abitanti, che rimane ancora completamente isolato.

Si è trattato del terremoto più violento da 126 anni a questa parte, tanto che le scosse si sono sentite sino a oltre 160 chilometri dall’epicentro, ai confini con la Colombia.

Terremoto in Venezuela, doppia scossa devastante: morti e palazzi crollati

Onu: 6,8 milioni di persone colpite dal terremoto

Fino a 6,8 milioni di persone potrebbero essere state colpite dai due violenti terremoti che mercoledì hanno devastato il Venezuela. È la stima diffusa dalle Nazioni Unite attraverso l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo cui circa due milioni di persone vivono nella sola area metropolitana di Caracas. L’Onu precisa che si tratta di una valutazione preliminare, destinata a essere aggiornata con il proseguire delle verifiche sul terreno.

Nel corso della stessa conferenza stampa, le agenzie Onu hanno riferito che una ventina di ospedali d’emergenza negli Stati di La Guaira, Miranda, Aragua, Carabobo, Falcón, Zulia, Yaracuy e Lara, oltre che nel distretto di Caracas, hanno subito danni strutturali.

Il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez ha chiesto alle Nazioni Unite l’invio di tre squadre mediche d’emergenza dotate di capacità chirurgiche, una delle quali è già in partenza dagli Stati Uniti.

Tajani: 3 gli italo-venezuelani morti, 5 feriti e 35 dispersi

Il bilancio di vittime italo-venezuelane per il terremoto nel Paese sudamericano è salito a tre morti e cinque feriti, cui si aggiungono 35 dispersi: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa a Dubrovnik, dove si trova in missione.

Tajani ha aggiunto che le persone con cittadinanza italiana censite come italiani residenti in Venezuela sono circa 150.000, “quindi non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie”.

Italo-venezuelano è morto dopo aver salvato la moglie

Giuseppe Colaianni, cittadino italo-venezuelano nato a Caracas nel 1970 e deceduto in seguito al crollo della sua abitazione a La Guaira, a 30 chilometri da Caracas, una delle zone più colpite dal terremoto, prima di morire schiacciato dalle macerie è riuscito a mettere in salvo la moglie. Il 55enne era originario di Calascibetta, in provincia di Enna.

Era sposato con una donna venezuelana, rimasta illesa dal crollo.

La coppia ha due figli, che vivono a Firenze e in Francia. Colaianni lavorava in una ditta di logistica. Lui e la moglie erano tornati in Venezuela da pochi mesi, dopo aver trascorso due anni vicino alla figlia che studia in Francia.

Venezuela, doppia scossa di terremoto: le foto

Photogallery23 foto

“Abbiamo segnalazioni su diversi italiani su cui si chiedono delle verifiche”. Lo ha detto il capo dell’Unità di Crisi della Farnesina, Nicola Minasi, fornendo al Tg2 Post un aggiornamento sulla situazione dei connazionali coinvolti nel terremoto che ha colpito il Venezuela. “C’è una grande comunità italiana di oltre 140mila persone e oltre 65mila solo a Caracas - ha spiegato Minasi - La Guaira, una delle aree di Caracas, è stata tra le più colpite. È proprio lì che stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono”.

Minasi ha aggiunto di “lavorare incessantemente” con il consolato a Caracas e con l’ambasciata per compiere le verifiche sul posto.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti