Sudamerica

Terremoto in Venezuela, nuova maxi scossa. Sono 16 i morti italiani

I connazionali feriti sono 4, 29 quelli rintracciati.

Aggiornato alle ore 7.20 del 30 giugno 2026

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Un uomo si trova all'interno di un edificio danneggiato dal terremoto a La Guaira, in Venezuela, domenica 28 giugno 2026. (Foto AP/Matias Delacroix) Notizie pubbliche australiane

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Nuova maxi-scossa di terremoto in Venezuela di magnitudo 5.1 con epicentro vicino a La Guaira, la zona più colpita dalla tragedia di sei giorni fa. Aggiornato a 1.719 il bilancio dei morti accertati, mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi per cui si spengono sempre più le speranze. Sedici i morti italiani, tra cui padre, madre e figlia 22enne di Laviano in provincia di Salerno, e cinque persone appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati, frazione di Camerota sempre nel Salernitano, e 40 i dispersi. Aumenta il rischio di epidemie. Toni sempre più aspri nello scontro politico. La premio Nobel Machado sfida l’asse Delcy Rodriguez-Trump: «È tempo che torni». Poi fa sapere di trovarsi a Panama, ma che il governo avrebbe chiuso lo spazio aereo per tagliarla fuori.

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Al momento sarebbero quindi 16 i cittadini italiani deceduti nel devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. I feriti sono 4, 40 i dispersi e 29 i connazionali rintracciati.

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Il bilancio delle vittime dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela cinque giorni fa è salito ad almeno 1.719. A dichiararlo è stato il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, che poi ha precisato che 5.034 persone sono rimaste ferite e decine di migliaia risultano disperse.

Ma la speranza non è morta e si scava a ritmo febbrile, tutti consapevoli che sono momenti cruciali: le 72 ore fatidiche, dopo le quali ogni operazione di recupero sarà tristemente vana, stanno scadendo. E c’è il rischio che l’arrivo degli oltre 1.600 soccorritori specializzati su 17 voli internazionali, provenienti da mezzo mondo (anche dall’Italia), non riesca a cambiare il corso dell’ecatombe. La rabbia che serpeggia da tempo tra i parenti delle persone ancora scomparse, esasperati dai ritardi degli aiuti, è esplosa a Chacao, uno dei centri più devastati dal sisma.

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Nel frattempo, in rete si accumulano altre storie di morte: tra le più strazianti quella di un giovane volontario, in stato di shock, che crolla in lacrime dopo aver estratto diversi corpi di bambini: “Stiamo lavorando qui da ore. E i corpi che stiamo tirando fuori abbiamo scoperto che sono tutti di una festa per bambini. Non potete immaginare. È il momento più difficile della mia vita”. Sono quasi tutti morti anche i venezuelani espulsi dagli Stati Uniti, atterrati nel loro Paese appena sei ore prima del terremoto: erano un gruppo di 146 persone e solo 12 di loro sono sopravvissuti.

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In mezzo a questa devastazione, poche ma preziose storie a lieto fine. Come quella di un giovane, Miguel, estratto dalle macerie nel giorno del suo compleanno: “Sei nato un’altra volta”, gli ha detto il suo salvatore. E poi quella di una donna che ha partorito tra le montagne di calcinacci, un parto avvenuto senza energia elettrica né assistenza medica specializzata. Un evento documentato in un video, ormai virale, che mostra la madre stesa a terra mentre alcune persone si mobilitano per aiutarla durante il travaglio, illuminata solo dalle torce.

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