Per “The Pitt” bis annunciato, ma era davvero la serie migliore?
Nel gruppo delle produzioni drammatiche anche “Pluribus” avrebbe meritato la statuetta
3' di lettura
3' di lettura
Un nuovo trionfo per “The Pitt”: così è stata annunciata un po’ in tutto il mondo la seconda vittoria consecutiva agli Emmy, come miglior serie drammatica, della produzione ideata da R. Scott Gemmill, un bis previsto considerate le previsioni della vigilia e che sembra mettere d’accordo sostanzialmente tutti quanti.
Siamo arrivati a questa cerimonia degli Emmy con la (quasi) certezza di questa vittoria un po’ pigramente, ma la domanda che dovremmo comunque porci è se fosse davvero la serie migliore della categoria.
Attenzione, non per muovere delle critiche alla seconda stagione di una serie davvero potentissima, un medical drama come non se ne vedevano da anni, in cui si mescola una riflessione di estrema umanità con un montaggio dal ritmo sempre coinvolgente.
La serie di HBO Max ha infatti mantenuto gli alti livelli della prima stagione, calibrando forse ancor meglio la scrittura e riuscendo a raccontare la società attuale attraverso il microcosmo del pronto soccorso: perfetta “parte per il tutto” del mondo contemporaneo, “The Pitt” ha quella forza drammaturgica nella costruzione dei personaggi primari e secondari che l’ha portata a trionfare ancora come regina dei drammi televisivi.






