L’operazione

Tim, prospetto Opas: Poste punta a delisting e crescita

A regime attese sinergie per 700 milioni annui

Poste Italiane, Del Fante sull'offerta per l'acquisto di Tim: "La naturale evoluzione di un percorso iniziato anni fa"

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«In caso di perfezionamento dell’offerta l’offerente intende, tra l’altro, addivenire al delisting di Tim al fine di perseguire gli obiettivi di integrazione, di creazione di sinergie e di crescita del gruppo Poste». È quanto si legge nel prospetto informativo sull’opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) di Poste Italiane su Tim, approvato da Consob e pubblicato nella mattina di domenica 19 luglio: una conferma che, una volta conclusa l’operazione, la società di telecomunicazioni verrebbe delistata e consolidata nel gruppo Poste Italiane per diventare “The Connecting Platform”, una rete che offre servizi di pagamento, logistica, telecomunicazioni ed energia.

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Fermo restando, si legge ancora nel prospetto, che «l’offerente, alla data del documento di offerta, non ha assunto alcuna decisione in merito a eventuali future operazioni straordinarie relative all’emittente».

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Riguardo alla condizione soglia (la partecipazione dell’offerente pari o inferiore al 66,67% del capitale sociale) se ne conferma la rinunciabilità.

A regime attese sinergie per 700 milioni annui

Poste Italiane, inoltre, «ha identificato un potenziale complessivo di sinergie ante imposte pari almeno a euro 0,7 miliardi annui a regime, di cui euro 0,5 miliardi riconducibili a sinergie di costo incluse le efficienze conseguibili sugli attuali livelli del costo di finanziamento dell’emittente e grazie all’ottimizzazione della struttura di capitale di quest’ultima. Le sinergie di ricavo sono state stimate in un ammontare superiore a euro 0,2 miliardi».

«Nessun impatto negativo su occupazione o siti operativi

Sul piano occupazionale nel documento si legge che Poste «non prevede di apportare modifiche sostanziali ai contratti di lavoro dei dipendenti di Tim e delle società facenti parte del gruppo Tim. Pertanto, non si prevede che l’offerta abbia conseguenze negative dirette sul complessivo organico del Gruppo Tim quanto a condizioni di lavoro o di impiego». A fine 2025 i dipendenti di Tim erano 25.602 (16.847 in Italia e 8.755 all’estero).

«Tenuto conto della complementarità (e non sovrapposizione) dei business di Poste e Tim, alla data del documento di offerta - viene precisato nel documento - è ragionevole ritenere che in caso di perfezionamento dell’offerta non vi saranno impatti sul capitale umano e sui siti operativi esistenti di Poste Italiane e Tim».

I tempi

Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha concordato con Borsa Italiana 40 giorni di negoziazione (si chiuderà l’11 settembre) con regolamento previsto per il 18 settembre, salvo eventuali proroghe.

L’operazione - annunciata a marzo - ha avuto un’accelerazione nell’ultima settimana con il via libera di Bankitalia e a ruota l’ok di Consob al documento d’offerta. Sabato è arrivato il parere positivo del Cda di Tim.

L’offerta

Il corrispettivo dell’offerta prevede una componente in denaro, pari a 1,67 euro e una componente in azioni, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione. L’esborso massimo in contanti previsto è di circa 2,85 miliardi di euro mentre le nuove azioni Poste da emettere sarebbero circa 372 milioni in caso di piena adesione (con una soglia minima di validità dell’offerta del 66,67%) e a questo fine i soci di Poste (Cdp e Mef) hanno approvato l’aumento di capitale da quasi 372 milioni di euro che darà la “copertura”.

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