Tlc

Tiscali, confermata la cessione del ramo d’azienda B2C al Gruppo Canarbino

di Davide Madeddu

Adobe Stock

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Per una parte della società Tiscali, azienda di telecomunicazione fondata da Renato Soru alla fine degli anni 90 e oggi parte del gruppo Tesselis, inizia una nuova era. Al Mimit, nella riunione cui hanno partecipato anche i sindacati e la Regione, è stata confermata la cessone del per la parte B2c al Gruppo Canarbino che, per la prima volta, ha partecipato all’incontro.

Un perimetro di 600 lavoratori

Loading...

L’operazione, come fanno sapere dal Mimit, verrà formalizzata attraverso la società controllata Smeraldo, «per un perimetro occupazionale complessivo di circa 600 lavoratori». Il Gruppo Canarbino, attivo nel settore energetico, «si appresta così a valorizzare il perimetro consumer, con l’obiettivo di raddoppiare la propria forza lavoro complessiva grazie all’integrazione di queste attività, estendendo il proprio business anche alle reti di telecomunicazioni».

Via libera dal Tribunale di Cagliari

La cessione ha ottenuto ieri l’approvazione del Tribunale di Cagliari nell’udienza dedicata. L’affitto del ramo d’azienda diventerà operativo a partire dal 1° giugno. All’attenzione del ministero e della Regione c’è anche la parte non coinvolta della società Tiscali. «Il progetto coinvolge complessivamente 563 lavoratori a livello nazionale che saranno assorbiti dalla nuova realtà aziendale - ricordano dalla Regione -. A marzo gli esuberi dichiarati da Tiscali-Tessellis erano 180 su un totale di 729 lavoratori sul territorio nazionale. Restano invece attualmente esclusi dal processo di acquisizione del Gruppo Canarbino 47 lavoratori della sede sarda, oltre a due giornalisti». L’azienda ha inoltre comunicato che 10 giornalisti su 12 hanno accettato l’incentivo all’esodo.

L’attenzione del Mimit

«Il Mimit - fanno sapere dal ministero - conferma la massima attenzione sulla vicenda, assicurando un supporto costante nella fase di transizione per tutelare la continuità produttiva, preservare le competenze presenti nel territorio e salvaguardare i livelli occupazionali di tutti i lavoratori della società sarda».

Nel corso del confronto, il Gruppo Canarbino ha espresso la volontà di radicare il proprio progetto industriale in Sardegna, chiedendo il supporto delle istituzioni per sostenere il piano di sviluppo aziendale.

La Regione in campo

«La Regione Sardegna è pronta a raccogliere l’invito della società affinché l’istituzione regionale svolga un ruolo da protagonista nel garantire concrete prospettive di rilancio alla nuova azienda - hanno dichiarato congiuntamente gli assessori al Lavoro Desirè Manca e all’Industria Emanuele Cani -. Nei prossimi giorni inviteremo Canarbino a un tavolo operativo in Sardegna, durante il quale auspichiamo di poter analizzare nel dettaglio il piano industriale e definire le modalità attraverso cui la Regione potrà intervenire concretamente con i propri strumenti di supporto».

I sindacati

Per la Uilfpc Sardegna «la tutela occupazionale deve rappresentare una priorità assoluta e tutte le parti coinvolte, azienda, istituzioni e soggetti interessati, devono di proseguire il confronto per garantire prospettive occupazionali e continuità lavorativa ai dipendenti rimasti fuori dall’accordo». Per il sindacato «il tavolo odierno rappresenta un passaggio importante del percorso avviato, ma resta indispensabile proseguire il lavoro affinché nessun lavoratore venga lasciato senza risposte».

Il tavolo al Ministero è stato aggiornato al 16 luglio prossimo.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti