Titoli oil in rialzo con impennata greggio, Eni spinta anche da accordo con Bmw
I traffici attraverso lo Stretto di Hormuz risultano infatti quasi azzerati, mentre Teheran e Washington si contendono il controllo dell'area
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La nuova impennata del prezzo del greggio, alimentata dall'escalation degli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran in Medio Oriente, sostiene i titoli del comparto petrolifero. I traffici attraverso lo Stretto di Hormuz risultano infatti quasi azzerati, mentre Teheran e Washington si contendono il controllo dell'area. A Piazza Affari spicca Eni , che è arrivata a guadagnare circa due punti. Sono in rialzo anche Saipem e Tenaris . Il trend positivo interessa l'intero settore europeo: TotalEnergies avanza del 2,1%, Repsol dell'1%, Shell dell'1,5% e Bp del 2,9%, quest'ultime dopo aver aggiornato le stime per il secondo trimestre.
Oltre alla spinta del prezzo del greggio (con il Wti in rialzo del 3,4% sopra gli 80 dollari al barile e il Brent del 3,6% a 86,95 dollari), Eni beneficia anche dell'accordo siglato con Bmw per il rifornimento delle flotte aziendali del gruppo automobilistico in Italia con Hvolution (Hydrotreated Vegetable Oil), il biocarburante diesel prodotto da Enilive interamente da materie prime rinnovabili. Nell'ambito dell'intesa, le flotte aziendali del gruppo auto tedesco utilizzeranno Hvo puro durante gli spostamenti in Italia, Germania e Austria, dove circa 1.700 stazioni di servizio Enilive distribuiscono Hvolution.
«Questo nuovo accordo segue la lettera d'intenti firmata nel giugno 2025 tra Eni e Bmw Italia per promuovere una mobilità più sostenibile», hanno osservato gli analisti di Intermonte, che hanno accolto positivamente l'annuncio. Tuttavia continuano a mantenere un approccio prudente sul titolo Eni, confermando la raccomandazione "Neutral" e un prezzo obiettivo di 22 euro per azione.
Quanto a Bp, che spicca con un rialzo poco inferiore al 3%, la società ha fornito un aggiornamento per il secondo trimestre sulle stime di trading, evidenziando che i prezzi realizzati porteranno a benefici compresi tra 1,8 e 2,1 miliardi di dollari nel segmento della produzione e delle operazioni petrolifere e tra 500 milioni e 700 milioni di dollari nel segmento del gas e dell'energia a basse emissioni di carbonio. A questo punto gli analisti mettono in conto che il consensus sugli utili di fine anno sia ritoccato al rialzo, con una variazione a doppia cifra.


