Residenziale

Torino, immobiliare in crescita: compravendite e fatturato oltre la media degli ultimi dieci anni

Le transazioni sono cresciute del 7% nel 2025. I numerosi interventi di rigenerazione e il Nuovo Piano Regolatore spingono e ridisegnano lo sviluppo della città

Una veduta di Torino, con la Mole antonelliana

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A Torino il mercato immobiliare torna sopra la media dell’ultimo decennio, sia per compravendite che per fatturato di settore. Il capoluogo piemontese sembra oggi attraversare una fase di graduale riscatto, valorizzando una potenzialità forse per lungo tempo rimasta inespressa. Nel 2025 le transazioni di case sono cresciute di quasi il 7%, a 16.151 unità, con un tasso di assorbimento superiore al 90 per cento.

L’analisi territoriale - elaborata per Il Sole 24 Ore dal Centro Studi di Abitare Co. - descrive una città in trasformazione, sostenuta da numerosi interventi di rigenerazione urbana, da una domanda sempre più legata a studenti e giovani famiglie e da prezzi ancora competitivi. I valori confermano la dinamicità del mercato: rispetto al 2008 i prezzi del centro sono oggi più alti dell’11%, con una media in centro di 5.500 euro al mq, mentre semicentro e periferia si attestano rispettivamente a 3.550 e 2.100 euro al mq. Crescono anche gli affitti, arrivati a 250 euro al mq annui in centro città, contro 150 nel semicentro e 71 in periferia.

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PREZZI DI VENDITA DEGLI IMMOBILI A TORINO

Maggio 2026. Dati in euro/mq

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Come cambia la domanda abitativa: i dati Cresme

Questi dati però vanno però letti insieme alla trasformazione demografica. Secondo i dati Cresme, tra il 2019 e il 2024 Torino ha perso 4.714 abitanti (-943 all’anno) e nei prossimi dieci anni la popolazione diminuirà di altre 12.209 persone. La domanda di alloggi non dipende però solo dal numero complessivo degli abitanti, ma anche dalla struttura dei nuclei familiari. Negli ultimi cinque anni la città ha registrato 13.590 famiglie in più (+2.718 all’anno) e nei prossimi 10 anni dovrebbero crescere di 21.304 unità. Una pressione sulla domanda crescente e qualitativamente diversa, orientata verso abitazioni di metratura più ampia e meno frazionate.

Sono questi ultimi i numeri con cui domani Lorenzo Bellicini, amministratore delegato del Cresme, aprirà il primo Festival dell’Architettura di Torino, promosso dalla Fondazione per l’Architettura e dall’Ordine degli Architetti di Torino, in programma fino al 9 luglio all’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, che rifletterà proprio sulle soluzioni per il futuro dell’abitare e dello spazio urbano. «È necessario tornare a capire come siamo arrivati a una nuova urgenza abitativa – spiega Bellicini – non solo chiedendoci quante case servono, ma soprattutto quali case e quali modelli di offerta possono rispondere a una domanda che sta cambiando».

Il Nuovo Piano Regolatore e i cantieri aperti

Guardando al futuro, il Nuovo Piano Regolatore si profila come il principale catalizzatore di cambiamento per il 2026. Adottato dal Consiglio comunale lo scorso marzo, introduce elementi di forte rottura e semplificazione. Per l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni è «un dispositivo tecnico ma anche un atto politico nel senso più alto del termine», costruito su tre parole chiave: innovazione, welfare ed ecosistema. «Se il precedente Piano ha saputo guidare la transizione postindustriale - aggiunge - oggi la città ha bisogno di una nuova architettura per affrontare sfide diverse. Demografiche, economiche, ambientali e sociali».

PRINCIPALI PROGETTI DI SVILUPPO RESIDENZIALE A TORINO

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Nota: La tabella non è riassuntiva di tutti progetti di rigenerazione e sviluppo della città ma fotografa i principali interventi residenziali. Fonte: Centro Studi Abitare Co.

Fra le vocazioni trainanti per la città c’è quella culturale: con il rinnovamento della Gam, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. Un progetto a cui si affianca al rinnovamento in corso del Museo Egizio firmato da Oma di Rem Koolhaas, al recupero del complesso di Torino Esposizioni, compreso il salone B capolavoro di Pier Luigi Nervi, destinato alla Biblioteca Civica Centrale con progetto di Rafael Moneo e Isolarchitetti e alla più futura trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi in un nuovo polo archivistico, culturale e universitario, su progetto di Eutropia Architettura, Pininfarina Architecture e Weber Architects. Anche l’offerta turistica alberghiera dà segnali di sviluppo dopo anni in cui alla città mancava una proposta di alta fascia.

In parallelo, crescono ricerca e residenzialità per studenti fuori sede, terreno su cui Torino ha fatto scuola: sintesi di queste vocazioni è il recupero del complesso storico della Cavallerizza Reale, dove il progetto di Cino Zucchi affianca a un cinque stelle Radisson Collection uno studentato del Collegio Einaudi e la nuova sede della Fondazione Compagnia di San Paolo. Lo sviluppo della città dovrà essere accompagnato investimenti in infrastrutture. Il concorso per l’architettura della stazione della linea 2 della metropolitana è stato vinto da un altro studio olandese, UNStudio di Ben van Berkel. Sul fronte sanitario il Parco della Salute sarà il nuovo polo ospedaliero da 610 milioni previsto nel 2031.

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