Vertenze

Torino, mobilitazione dei metalmeccanici per difendere l’industria

Manifestazioni davanti ai cancelli delle principali industrie, confronto il 30 gennaio e manifestazione il 14 febbraio

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Una mobilitazione per difendere l’industria, con la consapevolezza che l’assegnazione della nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori e l’assunzione di 400 nuovi addetti, prevalentemente alle Carrozzerie, non bastano a risolvere una crisi pesante, che minaccia la manifattura piemontese, come la vertenza della Primotecs di Avigliana, storico player dell’indotto auto, dimostra.

Parte da queste premesse la mobilitazione promossa dalle sigle sindacali dei metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm, Fismic e Ugl, accanto all’Associazione dei Quadri, che in questi giorni stanno organizzando manifestazioni ai cancelli delle principali industrie torinesi. Dopo il polo Stellantis e la Marelli di Venaria, ieri è toccato al polo Iveco, nelle stesse ore in cui era in corso un presidio ai cancelli della Primotecs.

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I delegati delle principali aziende del territorio si sono riuniti a fine novembre per approvare il piano di mobilitazione e chiedere alle istituzioni l’apertura di un tavolo permanente dedicato all’industria. L’obiettivo è quello di «avviare un confronto continuo e proficuo con l’obiettivo di tutelare e rilanciare il principale settore produttivo del territorio» scrivono in una nota congiunta.

«Torino sta attraversando da anni una crisi industriale ed economica senza precedenti causata principalmente dal crollo della produzione automotive dovuta a più ragioni, ma che rappresenta il settore con il maggior numero di addetti» è l’idea dei metalmeccanici.

L’analisi dei sindacati spazia dai rischi deindustrializzazione alle preoccupazioni verso alcuni dossier come la cessione di Iveco agli indiani di Tata Motors. «L’Iveco è un’eccellenza della nostra città ed un settore industrialmente strategico. In questi mesi si sta perfezionando l’operazione di vendita a fini esclusivamente finanziari non condivisibili della quota di maggioranza posseduta dalla famiglia Agnelli/Elkann attraverso Exor che, così facendo, cederà il controllo alla multinazionale indiana Tata Motors» evidenziano.

Prima di Iveco è toccato alla Marelli, acquisita nel 2018 dal fondo statunitense Kkr che nel 2025 ha avviato una procedura volontaria di Chapter 11 presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti con l’obiettivo di ristrutturare i debiti finanziari. «Ad oggi - ricordano i sindacati - l’azienda non ha ancora presentato garanzie scritte rispetto alle rassicurazioni date al Mimit a luglio 2025».

«Rilanciare l’economia di Torino è possibile se si riparte dall’industria, da ciò che abbiamo e sappiamo fare bene» scrivono. La mobilitazione prevede un incontro in calendario il 30 gennaio per parlare del futuro industriale della città e del territorio e culminerà con la manifestazione di San Valentino, il 14 febbraio - “Innamòràti di Torino”. Il confronto, dicono i metalmeccanici, «è un punto focale della mobilitazione».

Nell’appuntamento del 30 gennaio saranno presenti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco Stefano Lo Russo, l’europarlamentare e vicepresidente della Commissione Industria dell’Ue, Giorgio Gori, e Alessandro Svalutoferro della Pastorale del Lavoro.

In questo contesto le crisi aziendali si ripetono, per la Primotecs di Avigliana la proprietà ha annunciato il licenziamento di 160 addetti, un altro colpo all’indotto automotive del territorio. Il 27 gennaio è stato convocato in Regione un tavolo dedicato a questa emergenza.

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