La manifestazione

Torino, scontri in coda al corteo per il centro sociale Askatasuna

Lacrimogeni e scontri con la polizia, un gruppo di manifestanti devia verso la sede del centro sgomberato, 11 agenti feriti - «Quanto accaduto oggi a Torino è grave e inaccettabile» scrive Giorgia Meloni su X

di Filomena Greco

Scontri a corteo Nazionale in solidarietà al Centro Sociale Askatasuna di Corso Regina 47 a Torino, sgomberato lo scorso Dicembre   - Sabato, January 31, 2026.

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La giornata di manifestazione a Torino è iniziata con 20mila persone in corteo, parte delle quali arrivate da mezza Italia per protestare contro lo sgombero e la chiusura del Centro sociale Askatasuna, a dicembre scorso, ed è finita con una guerriglia urbana nella zona della città dove ha sede lo stabile. Undici gli agenti feriti, uno in particolare, come testimonia un video, è stato accerchiato e colpito da una decina di manifestanti a viso coperto mentre una troupe della Rai è stata aggredita e un giornalista colpito ad una gamba.

Una parte di manifestanti, riconducibile all’area anarchica e antagonista, verso la fine della manifestazione si è staccata dal corteo per deviare verso corso Regina Margherita 47, sede di Aska, da lì in poi sono iniziati gli scontri con le forze dell’Ordine. Al lancio si bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici, gli agenti hanno risposto con con idranti e fumogeni. Una camionetta della Polizia si è incendiata, così come alcuni cassonetti nell’area degli scontri.

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La vicenda della chiusura dello storico Centro sociale torinese, al centro di un percorso di recupero sociale condiviso con l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Lo Russo - poi di fatto interrotto da eventi gravi come l’assalto alla redazione della Stampa o alla sede delle Ogr - è diventata il perno di una protesta promossa da numerose associazioni - dai movimenti Pro Pal fino ai No Tav e ai comitati studenteschi -, che ha portato a Torino manifestanti da tutta Italia. Accanto a loro, c’erano anche i comitati cittadini, che chiedono di riprendere il dialogo e restituire Askatasuna alla collettività, molti studenti e cittadini in protesta verso le politiche considerate repressive rispetto al dissenso messe in campo dal Governo.

Le immagini di u

Torino, corteo pro Askatasuna: la brutale aggressione a un poliziotto

n corteo imponente, in una città che in questi anni è scesa in piazza anche a sostegno della Tav, nel 2018, o a difesa del lavoro, dell’industria e dell’auto, nel 2024, sono state sostituite da quelle di una guerriglia urbana violenta, andata avanti fino a sera, con un primo bilancio di 11 feriti tra gli agenti, oltre ad una troupe della Rai aggredita e un giornalista colpito ad una gamba.

La politica ha condannato duramente i fatti di Torino, a iniziare dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile» scrive Meloni su X. Parole di forte condanna sono arrivate dal primo cittadino e dal presidente della Regione. «Il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile» dice il sindaco Lo Russo che assicura che la Città si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari. Per il presidente della Regione Alberto Cirio, «usare lo slogan “Torino partigiana” per esprimere solidarietà ad un centro sociale che da 30 anni non rispetta minimamente i valori fondanti della nostra Costituzione è un’assurdità folle e una profonda distorsione storica e sociale che fa ancora più male».

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito come «quanto accaduto a Torino confermi chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili». Una ferma condanna alla violenza è espressa dalla segretaria del Pd Elly Schlein, «auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto» aggiunge. Chiara Appendino, 5Stelle ed ex sindaco di Torino ma aggiunge: «Non può esistere buonismo o giustificazione con chi utilizza la violenza come strumento politico. Agli agenti feriti va tutta la mia solidarietà. Ma la destra ci risparmi lezioncine ipocrite».

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