Torino, scontri in coda al corteo per il centro sociale Askatasuna
Lacrimogeni e scontri con la polizia, un gruppo di manifestanti devia verso la sede del centro sgomberato, 11 agenti feriti - «Quanto accaduto oggi a Torino è grave e inaccettabile» scrive Giorgia Meloni su X
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La giornata di manifestazione a Torino è iniziata con 20mila persone in corteo, parte delle quali arrivate da mezza Italia per protestare contro lo sgombero e la chiusura del Centro sociale Askatasuna, a dicembre scorso, ed è finita con una guerriglia urbana nella zona della città dove ha sede lo stabile. Undici gli agenti feriti, uno in particolare, come testimonia un video, è stato accerchiato e colpito da una decina di manifestanti a viso coperto mentre una troupe della Rai è stata aggredita e un giornalista colpito ad una gamba.
Una parte di manifestanti, riconducibile all’area anarchica e antagonista, verso la fine della manifestazione si è staccata dal corteo per deviare verso corso Regina Margherita 47, sede di Aska, da lì in poi sono iniziati gli scontri con le forze dell’Ordine. Al lancio si bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici, gli agenti hanno risposto con con idranti e fumogeni. Una camionetta della Polizia si è incendiata, così come alcuni cassonetti nell’area degli scontri.
La vicenda della chiusura dello storico Centro sociale torinese, al centro di un percorso di recupero sociale condiviso con l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Lo Russo - poi di fatto interrotto da eventi gravi come l’assalto alla redazione della Stampa o alla sede delle Ogr - è diventata il perno di una protesta promossa da numerose associazioni - dai movimenti Pro Pal fino ai No Tav e ai comitati studenteschi -, che ha portato a Torino manifestanti da tutta Italia. Accanto a loro, c’erano anche i comitati cittadini, che chiedono di riprendere il dialogo e restituire Askatasuna alla collettività, molti studenti e cittadini in protesta verso le politiche considerate repressive rispetto al dissenso messe in campo dal Governo.
Le immagini di u
n corteo imponente, in una città che in questi anni è scesa in piazza anche a sostegno della Tav, nel 2018, o a difesa del lavoro, dell’industria e dell’auto, nel 2024, sono state sostituite da quelle di una guerriglia urbana violenta, andata avanti fino a sera, con un primo bilancio di 11 feriti tra gli agenti, oltre ad una troupe della Rai aggredita e un giornalista colpito ad una gamba.








