Leader della sostenibilità 2026

Tpl, mezzi elettrici e a idrogeno nei piani di Atm, Fnm e Tper

Milano e Bologna guidano la transizione ecologica: nel capoluogo lombardo investimenti per 1,5 miliardi, il Comune felsineo anticipa i target Ue

di Marco Morino

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Nel trasporto pubblico locale (Tpl) è in atto una rivoluzione silenziosa, fatta a colpi di alimentazioni elettriche e a idrogeno per autobus e treni regionali, di cui ancora si fatica a cogliere la portata. Ma i progetti ci sono, gli investimenti anche e stanno già cambiando il paradigma della mobilità urbana. Nella lista sui Leader della sostenibilità elaborata da Statista e dal Sole 24 Ore sono presenti, tra le altre, tre aziende del Tpl che rappresentano una sorta di casi scuola: Atm Milano, Fnm (Ferrovie Nord Milano) e Tper Bologna. Atm Milano ha avviato un piano da 1,5 miliardi di euro per nuovi veicoli e infrastrutture, denominato full electric, che mira a una completa conversione all’elettrico dell’intero parco bus composto da 1.200 mezzi. Fnm è impegnata da tempo nello sviluppo del progetto H2iseO, che prevede la circolazione dei treni a idrogeno sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, attualmente alimentata a diesel e il cui servizio è gestito da Trenord. L’investimento è di 367 milioni di euro, di cui: 183 milioni relativi all’acquisto di 14 treni a idrogeno (fabbricati da Alstom) e 184 milioni relativi agli impianti di produzione e rifornimento dell’idrogeno. A Bologna è imminente l’entrata in servizio di 127 bus a idrogeno di Tper, che hanno comportato un investimento di 74,9 milioni di euro sostenuto con fondi del Pnrr di cui era beneficiario il Comune di Bologna. Questi mezzi andranno ad aggiungersi ai 10 bus a idrogeno, sempre di Tper, che da oltre sei mesi hanno fatto il loro debutto sulle linee urbane ferraresi (Tper opera nei bacini di Bologna e Ferrara). Nel complesso, Tper gestirà la flotta di bus a idrogeno più numerosa d’Italia.

Partiamo da Atm. L’azienda, controllata al 100% dal Comune di Milano, sviluppa già oggi il 75% del proprio servizio con energia elettrica, proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate. La flotta elettrica è in rapida crescita: oltre 430 e bus sono oggi in circolazione su 29 linee completamente elettriche. Il programma di consegne porterà entro la fine di quest’anno ad avere circa metà della flotta bus totalmente elettrica. A questi mezzi elettrici si aggiungono poi circa 300 bus ibridi, già oggi in servizio. Questa progressiva conversione consentirà, a regime, una riduzione dei consumi di gasolio di 30 milioni di litri l’anno. La transizione ecologia richiede una rivoluzione infrastrutturale anche dei depositi Atm. Attualmente sono quattro i depositi già riconvertiti: San Donato, Sarca, Giambellino e Palmanova, tutti dotati di colonnine di ricarica e charger veloci a pantografo.

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Il progetto di Fnm prevede la consegna dei primi 8 treni a idrogeno (di cui 7 finanziati tramite il Pnrr) nel corso del 2026 con avvio del servizio nel 2027. Il fabbisogno di idrogeno per tali treni sarà soddisfatto dagli impianti di Iseo ed Edolo, che saranno messi anch’essi in servizio nel corso dell’anno. La manutenzione dei treni avverrà nel sito di Rovato, già in servizio. La consegna dei restanti 6 treni (già ordinati) avverrà nel 2028 con messa in servizio nel corso dello stesso anno.

Bologna figura tra le 100 città europee che puntano alla neutralità carbonica entro il 2030, con 20 anni di anticipo rispetto all’obiettivo fissato dalla Ue. E Tper è un perno di questa strategia. I mezzi a idrogeno, che a regime copriranno circa il 12% dell’intero parco veicolare, sono destinati alle linee urbane e suburbane per le quali sono richieste una maggiore autonomia, oggi non garantita dall’elettrico tradizionale. Per il trasporto urbano la trazione elettrica è presente in tutte le sue declinazioni e in continuo sviluppo. La flotta Tper, 1.223 bus di ogni dimensione e tipologia, è già oggi ai vertici dell’ecosostenibilità, tanto che la quota di mezzi ad alta o altissima compatibilità ambientale supera l’85%. I bus di categoria Euro3 e Euro4 ancora in circolazione, pur dotati di dispositivi di abbattimento delle emissioni, sono quindi relegati a meno del 15% dell’intera flotta e saranno gradualmente sostituiti.

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