Il Psg vince la Champions e la sfida per il miliardo di ricavi
I parigini dopo l’1-1 dei tempi regolamentari superano l’Arsenal ai rigori. Alla Puskás Aréna si sono affrontati due club che hanno già raggiunto i 900 milioni di proventi
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Il Paris Saint Germain vince la Champions League 2026. A Budapest in finale i francesi hanno battuto l’Arsenal 4-3 ai calci di rigore replicando il successo dello scorso anno, dopo l’1 a 1 dei tempi regolamentari, con le reti di Kai Harvetz per i londinesi dopo appena 6 minuti e il pareggio di Usmane Dembelè dal dischetto al minuto 65 (5 a 4 perciò il risultato finale).
La finale alla Puskás Aréna di Budapest tra Paris Saint-Germain e Arsenal è stata anche il confronto tra due modelli di gestione economica molto diversi, accomunati però da un equilibrio ancora precario tra crescita dei ricavi e sostenibilità dei costi.
Il confronto fra i fatturati
Il confronto tra i bilanci 2024/25 è emblematico. Sul fronte dei ricavi, l’Arsenal supera il PSG: circa 903 milioni di euro contro gli 837 milioni del club parigino (ma al netto del player trading per i francesi). Il primato dei Gunners è trainato soprattutto dai diritti televisivi, pari a 318,9 milioni contro i 243,2 milioni del PSG, a testimonianza della maggiore forza redistributiva della Premier League rispetto alla Ligue 1.
Più equilibrato il confronto sul commerciale: 386,6 milioni per il PSG e 307,6 milioni per l’Arsenal, con i francesi che continuano a monetizzare in modo più efficace il brand globale costruito nell’era qatariota.
La differenza più significativa emerge però nella componente stadio. L’Arsenal incassa 179,9 milioni dal matchday, oltre il doppio dei 78,2 milioni del Psg: un divario che riflette sia la diversa capacità degli impianti sia la maturità del modello inglese nella valorizzazione dell’esperienza live.
Il confronto delle spese
Se sul lato dei ricavi il confronto è aperto, è sui costi che si misura il vero discrimine. Il PSG resta su una dimensione fuori scala: 948,1 milioni complessivi contro gli 881,6 milioni dell’Arsenal. La forbice si allarga guardando al costo del personale: 535 milioni per i parigini a fronte dei 405,4 milioni dei Gunners. Anche gli ammortamenti risultano più contenuti a Londra (circa 218 milioni per i calciatori) rispetto ai quasi 160 milioni francesi, ma in rapporto al fatturato complessivo il peso resta comunque elevato per entrambe le società.








