Consumi

Tra Barilla e De Cecco (ma non solo) è sfida sulla pasta proteica

Cresce la domanda per formule che vanno incontro ai nuovi trend dietetici: novità anche da Garofalo e Sgambaro che hanno aumentato le proteine lavorando sulle materie prime

Italia leader mondiale della pasta

3' di lettura

3' di lettura

Si gioca tutta sui “muscoli” l’ultima sfida tra i protagonisti del mondo della pasta, scesi in campo per “aggiudicarsi” il pubblico dei fans del proteico, un mercato dove gli acquisti in quantità sono aumentati del 6,2% in un anno per un giro d’affari superiore a 2,1 miliardi di euro (fonte Niq).

Un settore dinamico dove finora la pasta tradizionale è rimasta in panchina a causa del suo limitato apporto proteico (13-14%) e dove hanno avuto un ruolo limitato le proposte a base di legumi (66 milioni di euro nel canale retail, ossia circa il 5% del giro d’affari della pasta di semola), sviluppate principalmente in un’ottica gluten free.
Ancora più marginale il peso delle paste iper proteiche, con i loro 12,5 milioni di euro tra super e ipermercati. Ma presto la situazione potrebbe cambiare dato che alcuni tra i principali brand del settore hanno deciso di aderire alla transizione proteica, portando il valore dell’high protein nel cuore della loro offerta per soddisfare la domanda del mercato salutistico e cavalcare un fenomeno che non accenna a passare di moda.

Loading...

660 test per la nuova propsota Barilla

Barilla ha appena lanciato Protein +: una linea di pasta di semola di grano duro selezionata e proteine di piselli, trafilata al bronzo e caratterizzata da un maggiore tenore proteico (20%). «Ci sono voluti due anni di lavoro e oltre 660 test per riuscire a ottenere una pasta con le stesse caratteristiche di quella tradizionale in termini di tenuta in cottura, gusto e colore, ma con il 30-40% di proteine in più per porzione», spiega Marzia Silva, global product development pasta director del gruppo Barilla.

Presentata a Tuttofood, dov’è stata premiata con il Better Future Award come l’innovazione migliore nel mondo della pasta, Protein + debutta con tre formati classici (penne rigate, fusilli e spaghetti) in confezioni di cartoncino giallo da 400 grammi.

Una «superintegrale» per De Cecco

Si trova a scaffale un’altra nuova gamma di pasta ad aumentato apporto proteico, con lo stesso formato e un prezzo consigliato di 2,59 euro. È quella lanciata a inizio anno da De Cecco e che dovrebbe raggiungere il 60% di ponderata entro fine 2025: sono sei referenze ottenute con semola di grano duro a grana grossa e un selezionato blend di farine di legumi (lenticchie, fave e piselli), con il 30% di proteine. «La nostra intenzione non era quella di sviluppare una pasta rivolta agli sportivi o ai patiti dell’alimentazione proteica ma piuttosto quella di migliorare il profilo nutrizionale e salutistico della pasta integrale, accanto a cui vogliamo posizionarla anche nel punto vendita - afferma Carlo Aquilano, chief commercial officer - Infatti la nostra linea High Protein è naturalmente ricca di fibre e di molti micronutrienti (come fosforo e manganese, zinco e selenio) e in più ha un alto contenuto proteico, senza scendere a compromessi su gusto e tenuta in cottura, che restano quelli del brand De Cecco».

Le proposte di Garofalo e Sgambaro

Nell’ondata proteica che sta vivacizzando il mondo di fusilli e maccheroni si è inserito anche il Pastificio Garofalo che ha appena lanciato Strapasta, caratterizzata da un maggior apporto di proteine (+38%), fibre (+50%) e micronutrienti (come potassio, ferro e fosforo). Ma soprattutto realizzata senza aggiunta di legumi o altri ingredienti né di additivi, usando esclusivamente lo sfarinato Altograno, composto per il 25% da germe di grano disoleato, che contiene molte più proteine e fibre e meno carboidrati rispetto a semole e farine integrali. E ha un impatto inferiore del 25% in termini di CO2 equivalente. Altograno è ottenuto da un processo di lavorazione circolare, protetto da un brevetto internazionale della Casillo Next Gen Food che l’ha messo a punto dopo tre anni di ricerca condotte con una decina di università.

C’è l’innovazione sulle materie prime anche dietro la scelta di Molino e Pastificio Sgambaro di lanciare Pastasole, la prima pasta realizzata con semola di grano duro e farina di semi di girasole, un ingrediente ancora poco esplorato, sviluppato e fornito da Cereal Docks, che permette di aumentare il tenore di proteine (28%) e di fibre e di dimezzare quello di carboidrati, senza incidere sul gusto e la piacevolezza degli alimenti. «L’esigenza era di proporre qualcosa di alternativo e assolutamente nuovo, improntato non solo al benessere ma anche alla sostenibilità in campo - dichiara il presidente Pierantonio Sgambaro - Ecco perché abbiamo concentrato i nostri investimenti sul girasole, che è resiliente ai cambiamenti climatici e che non proviene da terreni da deforestazione».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti