Botanica e politica

Tra viole e iris dove gli aromi raccontano la storia d’Italia

Luoghi da riscoprire fra le lotte delle gelsominaie in Sicilia, il bergamotto oro di Calabria, l’innovazione della lavanda

Assisi vista dai campi del Lavandeto aperto nel 2004

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Provate a osservare bene quel piccolo acquerello conservato al Museo Napoleonico di Roma, che non a caso si chiama “Viole enigmatiche”: fra steli, foglie e fiori si nasconde il profilo di Napoleone, un messaggio in codice per i suoi seguaci, che nel fiore riconoscevano il simbolo dell’imperatore. Nell’acquerello c’è anche il profilo di Maria Luigia d’Asburgo, seconda moglie di Napoleone e duchessa di Parma: proprio nella città emiliana si schiuse la sua passione per il fiore, ancora oggi uno degli emblemi di Parma.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La violetta di Parma

Dalla Liguria al Piemonte il regno della LavandaNella città che Proust descrisse come «color malva» si comprano violette candite nelle pasticcerie più antiche, si segue il loro profumo nel negozio Color Viola, che in via Garibaldi custodisce l’eredità dell’antica bottega di Ludovico Borsari, colui che nel 1870 lanciò la celebre fragranza. Quella delle violette è solo una delle numerose storie di fiori che definiscono, esprimono e raccontano la storia di un territorio, la sua politica, la sua economia, storie a volte celebri e a volte sconosciute, sfumate nel ricordo o ancora capaci di alimentare il futuro. Sempre a Parma, la storia e la passione per le violette di Maria Luigia si può ripercorrere nell’elegante museo Glauco Lombardi e si può provare un’interpretazione contemporanea nel profumo e nel colore del cocktail Ouverture creato dalla talentuosa bartender Alice Camellini nell’hotel Palazzo Utini di Noceto, a 15 chilometri dal centro della città.

Loading...

Un tratto della Riviera dei Gelsomini, che si estende per 90 chilometri lungo la costa ionica calabrese e prende il nome dalle coltivazioni del fiore che in passato la caratterizzavano

A Reggio Calabria al Museo del Bergamotto

Oltre a restare il cuore di celebri fragranze, l’aroma del bergamotto calabrese, coltivato lungo le coste della parte finale della regione, incontra sempre più spesso anche il palato, come nei piatti dello chef Antonio Battaglia all’Altafiumara Resort di Villa San Giovanni e in quelli di Felice Cuzzola del ristorante Drogheria Culinaria di Reggio Calabria: qui il Museo del Bergamotto di via dei Filippini, con i suoi reperti, i suoi laboratori esperienziali e i suoi festival, è il secondo più visitato dopo il museo archeologico che custodisce i Bronzi di Riace.

 

Fiore di Iris Florentina, simbolo di Firenze

Fu intorno alla metà del 700 che si decise di puntare sulla produzione dell’agrume, sin da allora richiestissimo dalle più note case profumiere e che arricchì tutta la regione, anche grazie all’invenzione, nel 1844, della “macchina calabrese” in grado di estrarne l’essenza in modo più efficace. Per il bergamotto fu aperta inoltre la Stazione sperimentale per le industrie delle essenze e dei derivati degli agrumi, eccellenza della ricerca nel settore da quasi 110 anni e che oggi ospita anche una ricca biblioteca.

Fiori di gelsomino, un tempo coltivati nella piana di Milazzo

In Sicilia le gelsominaie di Milazzo

Sempre in quella zona, un’altra coltivazione non ebbe la stessa fortuna: dei gelsomini che alimentarono la sua economia resta solo il ricordo nella denominazione della Riviera che si estende per 90 chilometri sulla costa ionica, fra Punta Stilo e Capo Spartivento e resti di floride città greche, borghi arroccati e chiese bizantine. In Sicilia si sta invece meritoriamente riscoprendo la storia delle gelsominaie di Milazzo: in quello che nella prima metà del 900 fu un altro luogo di elezione per la coltivazione del fiore, ma in condizioni di lavoro pessime, nel 1946 organizzarono il primo, grande, sciopero femminile nel Sud Italia. La loro storia è oggi ricordata dai bei murales di Andrea Sposari a San Filippo del Mela, in provincia di Messina, e dal monumento alle gelsominaie che guarda il mare dalla giardineria di Milazzo, mentre d’estate il profumo del piccolo fiore impreziosisce il gelo (sic) di mellone, un dolce da assaggiare nella premiata gelateria Siké.

Frutti di bergamotto

Dalla Liguria al Piemonte il regno della Lavanda

C’è molta storia e politica anche nell’elegante giaggiolo toscano, che colora le colline tra il Chianti e il Valdarno e il Giardino dell’Iris nel cuore di Firenze: quel fiore orgoglioso è il vero “giglio” dello stemma della città, che da quando i ghibellini vennero scacciati dai guelfi è rosso in campo bianco ed è all’origine del nome “fiorino”. È una storia fra passato e futuro quella della lavanda, che all’inizio dell’estate colora di viola campi sempre più estesi in tutta Italia: dall’entroterra di Imperia, fra le valli Argentina e Armea, dove si trova l’unico Museo della Lavanda d’Italia (a Carpasio), alle colline piemontesi di Sale San Giovanni, dove una trentina di anni fa si è iniziato a coltivare lavanda secondo principi biodinamici e dove oggi accorrono numerosi appassionati, che scoprono percorsi slow fra chiese medievali e agriturismi. Il Lavandeto di Assisi dal 2004 è diventato destinazione nella destinazione, con eventi, dj set, ristorante e vendita di 60 specie diverse, mentre è al 1146 che risale l’Abbazia San Giusto di Tuscania, immersa tra 12 ettari di campi di lavanda e ulivi centenari, dove si può dormire fra antiche pareti di tufo.

 

L’Abbazia di San Giusto a Tuscania

Oltre a offrire valide alternative all’overtourism, l’anima innovativa della lavanda passa anche dalle sue caratteristiche botaniche: necessita di pochissima acqua, contribuisce alla biodiversità dell’ecosistema agricolo, difende i terreni dall’erosione ed è dunque perfetta per una nuova fase della storia, quella che dovrà affrontare il cambiamento climatico. Anche con l’aiuto di piccoli fiori viola.

Pubblicità d’inizio 900 della Colonia alla Violetta di Borsari

Riproduzione riservata ©
  • Chiara Beghelli

    Chiara BeghelliRedattore

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, spagnolo

    Argomenti: moda, lifestyle, lusso

    Premi: Premio Penna Arcobaleno (2011) - Premio Stampa Moda Movie (2019) - Premio Casato Prime Donne (2022) - Premio Roma Fashion White sezione "Libri di Moda" (2025)

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti