Truck e Veicoli commerciali

Trasporti, flotte in crescita, i cinesi pronti a crescere sul mercato Ue

Studio di Bain & Company su 500 operatori - Il 60% disponibile a investire in nuovi mezzi, in Italia percentuale al 70%, uno su tre valuta i mezzi elettrici

 (Adobe Stock)

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La “conquista” del mercato dei truck da parte dei player cinesi non è ancora iniziata, ma gli operatori, almeno in un caso su tre, hanno già avuto interazioni con le case produttrici asiatiche e il comparto dei veicoli di medie dimensioni, accanto alle motorizzazioni elettriche, potrebbero rappresentare la testa di ariete sul mercato europeo per le case cinesi.

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Lo rivela uno studio realizzato da Bain & Company su oltre 500 operatori di flotte in Regno Unito, Germania, Francia, Polonia e Italia. Il settore resta ottimista sulla crescita e appare aperto al cambiamento. In Italia in particolare oltre il 71% degli operatori prevede un’espansione del proprio parco veicoli.

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Guardando all’alimentazione, gli operatori si aspettano un cambiamento significativo nella composizione delle flotte di camion medi e pesanti entro il 2030 e il 2035. In Italia, nel breve termine il diesel resta ancora centrale, indicato da quasi la metà dei rispondenti; ma nel medio periodo l’elettrico guadagna progressivamente terreno, fino a raggiungere nel 2035 una quota attesa del 32%, sostanzialmente in linea con il diesel al 31%.

Secondo lo European Truck Market Outlook 2026, l’outlook degli operatori di flotte è in gran parte positivo: il 60% si aspetta che le proprie flotte crescano nei prossimi tre anni, mentre meno del 10% prevede una riduzione, con l’Italia che guida la classifica, probabilmente vista la più alta età media dei veicoli in circolazione. In parallelo, il Net Promoter Score medio del settore – indicatore che definisce in generale la fedeltà ai marchi - è sceso di 21 punti rispetto al 2022.

Volvo, Scania e Mercedes-Benz sono leader nell’NPS, ma le posizioni variano per paese e segmento di clientela In media: in generale i marchi ottengono circa 20 punti NPS in più nei mercati domestici rispetto a quelli di esportazione.

Un operatore su tre si dice propenso a cambiare marchio e in generale appaiono più inclini a considerare l’acquisto anche di camion elettrici a batteria (BET). L’apertura verso i produttori cinesi è in crescita: circa un terzo degli operatori ha già avuto contatti con produttori cinesi e si dichiara propenso all’acquisto nei prossimi tre anni. L’interesse è maggiore tra gli operatori di flotte medie, con un driver focalizzato sul costo.

Secondo gli operatori, soltanto la metà dei nuovi camion resterà a motore entro il 2030, e circa un terzo entro il 2035 mentre cala l’interesse per le alternative ibride. Le principali barriere all’adozione dei BET sono: infrastruttura di ricarica pubblica limitata, prezzi iniziali elevati, minore flessibilità operativa e tempi di ricarica lunghi.

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