Tre appuntamenti in via Bergognone e un libro per ricordare re Giorgio
Da lunedì a domenica: prima la biografia autorizzata, poi l’Emporio, poi la sfilata della collezione Giorgio Armani. E le pagine di una storia ancora tutta da leggere.
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Può un’amicizia definirsi tale anche se non è mai uscita dai confini del lavoro? Assolutamente, e accade più spesso di quanto non si pensi: Roberta Filippini, nella prima biografia autorizzata dedicata a Giorgio Armani (Giorgio secondo Armani. La vita oltre il successo, Marsilio Editore, pp. 364, 18,90 €), compone un ritratto intimo e personale, un puzzle autentico dove ogni tessera è scelta, incontro, sfida, impegno, gioia, fortuna, amore, solitudine. Dove si intravede quasi un bisogno dell’uomo di esporsi da una distanza affettuosa e dove lo spazio di tempo riservato agli incontri con l’autrice è ampio e libero, senza reticenze.
Chiedilo al Sole
Il libro non segue un percorso cronologico anche se prende avvio da un nucleo di ricordi e di gusto familiare che impronterà lo stile Armani. Sorprendente il dettaglio di una foto degli anni Cinquanta che lo ritrae con una camicia in cotone a quadretti Vichy, bianchi e rossi, vista e copiata da un film americano e che in quel periodo diventa la sua mania. Più nota la decisione di interrompere gli studi di Medicina, maturata a causa di una forma di osmofobia e dopo l’esperienza scioccante del tavolo anatomico. Eppure, vestire le persone sarebbe diventato per lui non solo la risposta a una fortissima esigenza estetica, ma anche uno dei modi per apprezzare il fascino del corpo umano e in un certo senso “curarlo”.
Nel 1949 la famiglia Armani si trasferisce da Piacenza a Milano. Qui, dopo gli anni del liceo, Giorgio trova gradualmente, e non senza fatica, la propria strada professionale che inizia dalla Rinascente, dove lavora inizialmente senza un incarico preciso, e prosegue con la collaborazione con Nino Cerruti, maestro dall’eleganza poco appariscente, fatta di ricerca sofisticata e dettagli calibrati.
Il racconto di Roberta Filippini prosegue facendo emergere, pagina dopo pagina, in una sorta di sequenza cinematografica, la vita, il lavoro e l’identità di uno degli stilisti più significativi e longevi della moda italiana. Un uomo che ha saputo svincolarsi da schemi e rigidità regalando, con un talento straordinario e una determinazione granitica, un segno riconoscibile e unico.







