Trump licenzia sei funzionari della sicurezza nazionale: l’ombra di Laura Loomer
La destra radicale entra nello Studio Ovale. Epurazioni, sospetti e fedeltà personale scuotono la burocrazia americana
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Sei funzionari del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti sono stati licenziati su ordine diretto del presidente Donald Trump, all’indomani di un incontro nello Studio Ovale con Laura Loomer, attivista dell’estrema destra americana. Lo rende noto il New York Times. Loomer, nota per aver diffuso teorie complottiste sugli attentati dell’11 settembre e per la sua militanza digitale al servizio di Trump, ha presentato personalmente una lista di nomi ritenuti “sleali” nei confronti del presidente. L’elenco è stato discusso davanti a membri del governo e dello staff, con il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz relegato a ruolo marginale. Poche ore dopo, è partita l’epurazione.
La Casa Bianca nega il collegamento diretto tra la visita di Loomer e i licenziamenti, ma l’episodio conferma la centralità che ha assunto il criterio della “lealtà personale” nell’amministrazione Trump 2.0, spesso superiore a quello della competenza tecnica. E rivela l’influenza di figure esterne e non istituzionali nella definizione dell’organigramma di vertice della sicurezza nazionale.
La politica delle liste nere
La lista di nomi portata da Loomer è solo l’ultima incarnazione di un fenomeno più ampio: la politica delle liste nere. Funzionari pubblici, diplomatici, analisti, giudici: tutti potenziali bersagli se percepiti come “non allineati”. Il licenziamento di figure chiave come Brian Walsh (intelligence), Maggie Dougherty (organizzazioni internazionali) e Thomas Boodry (affari legislativi) dimostra quanto questa logica possa essere devastante per la macchina dello Stato.
Ma Loomer non agisce da sola. Negli ultimi mesi ha attaccato pubblicamente numerosi funzionari - tra cui un alto membro dell’intelligence accusato di essere transgender e “di odiare il presidente Trump” - e ha fondato una società per la raccolta di “ricerche di opposizione”. Chi viene “Loomered”, come si dice nei circoli trumpiani, è praticamente finito.
La lealtà come criterio assoluto
L’intervento di Loomer nello Studio Ovale, con il presidente che ascolta e agisce, scandisce un nuovo livello di personalizzazione del potere. Trump lo ha detto chiaramente: “Lasceremo sempre andare le persone che non ci piacciono o che potrebbero avere lealtà verso qualcun altro”.








