Medio Oriente

Iran, deputato straccia foto di Mattarella. Vance: Teheran non ha accettato linee rosse Trump

La Farnesina annuncia la convocazione dell’ambasciatore iraniano in Italia. Sul nucleare Teheran dice di aver raggiunto un «accordo generale» con gli Usa

Durante la sessione inaugurale del Parlamento iraniano, il deputato Mojtaba Zarei ha strappato un'immagine con diversi leader occidentali, tra i quali il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo riporta Iran International pubblicando ieri un video dell'episodio.  X / MEMRI TV +++

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Il deputato iraniano Mojtaba Zarei ha strappato un foglio sul quale erano state stampate le foto di vari leader europei, tra cui il presidente italiano Sergio Mattarella. «Khamenei è una grande benedizione, e i suoi nemici sono maledetti!», ha detto il deputato intervenendo in Parlamento. Nel video che riprende il suo gesto, trasmesso da Memri tv, si vede che sul foglio strappato compaiono tra gli altri le immagini del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente francese Emmanuel Macron, della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del re di Spagna Filippo VI. «L’Europa è la patria del fascismo e del nazismo. Il corrotto Trump ha abbandonato l’Europa, così come l’Iran puro e rivoluzionario», ha dichiarato Zarei.

La reazione della Farnesina non si è fatta attendere. “È successo un fatto increscioso a Teheran, un parlamentare iraniano ha strappato la foto del presidente Mattarella, a cui va la nostra solidarietà, per questo ho deciso di far convocare l’ambasciatore iraniano per aver chiarimenti”, ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in audizione in commissione Esteri e Difesa del Senato in merito al Board of Peace per Gaza.

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L’accordo sul nucleare

Intanto, l’Iran ha dichiarato di aver raggiunto un “accordo generale” con gli Stati Uniti sulla base di un potenziale accordo nucleare che eliminerebbe le sanzioni contro Teheran e ridurrebbe il rischio di guerra in Medio Oriente. «Siamo riusciti a raggiungere un accordo generale su una serie di principi guida, sulla base dei quali procederemo d’ora in poi e ci muoveremo verso la stesura di un potenziale accordo», ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi alla televisione di stato dopo i colloqui con l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff a Ginevra. L’Iran è “pronto a far verificare di non volersi dotare dell’arma nucleare”, ha spiegato Pezeshkian in un’intervista citata dall’Afp.

Meno ottimistica la valutazione Usa, almeno a sentire le parole del vicepresidente statunitense J.D. Vance, secondo cui l’Iran non ha accettato ’’alcune linee rosse’’ che il presidente americano Donald Trump aveva fissato. Parlando dei colloqui di Ginevra tra inviati americani e iraniani Vanche ha spiegato che ’’da un lato, è andato tutto bene”, ma “dall’altro era molto chiaro che il presidente (americano, ndr) aveva stabilito alcune linee rosse che gli iraniani non sono ancora pronti a riconoscere e risolvere”.

Definiti principi guida

«Abbiamo concordato una serie di principi guida per iniziare a redigere il testo di un possibile accordo», ha dichiarato Araghchi alla Tv di Stato iraniana al termine del secondo round di colloqui indiretti con gli Stati Uniti tenuti a Ginevra. «Sono stati fatti progressi significativi - ha aggiunto - la strada da percorrere è più chiara. La stesura sarà un duro lavoro, ma il percorso è iniziato. L’atmosfera è stata più costruttiva rispetto al precedente round».

Inoltre, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, citando diplomatici statunitensi e iraniani, l’Iran potrebbe interrompere l’arricchimento dell’uranio e trasferire parte delle scorte alla Russia. I funzionari iraniani hanno dichiarato che potrebbero proporre di interrompere l’arricchimento dell’uranio per un massimo di tre anni. Il quotidiano americano sottolinea che la proposta non costituirebbe un cambiamento importante, dal momento che, secondo le valutazioni, l’Iran ha interrotto l’arricchimento dell’uranio dopo l’attacco degli Stati Uniti ai suoi impianti nucleari.

L’ottimismo del ministro degli Esteri iraniano, tuttavia, non è pienamente condiviso. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che parteciperà indirettamente ai colloqui con l’Iran sul dossier nucleare in corso oggi. « a quei colloqui, che saranno molto importanti, e vedremo cosa succederà», ha dichiarato Trump alla stampa a bordo dell’Air Force One. Trump ha anche avvertito l’Iran che «se non farà l’accordo ci saranno conseguenze».

Iran: “Colloqui con Usa costruttivi, ancora non c’è nuova data”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito “costruttivi” i nuovi colloqui con gli Stati Uniti tenutisi oggi, 17 febbraio, a Ginevra, aggiungendo tuttavia che non è stata fissata una data per un prossimo incontro. Araghchi ha affermato di non aver fissato una data per un terzo round di colloqui con gli Stati Uniti, poiché entrambe le parti svilupperanno bozze di testo per un potenziale accordo prima di stabilire una data. “Non è stata fissata una data specifica” per il terzo round, ha dichiarato Araghchi alla Tv di Stato. “È stato concordato che entrambe le parti avrebbero continuato a lavorare sulle bozze di testo per un potenziale accordo, dopodiché le bozze sarebbero state scambiate e sarebbe stata fissata una data per un terzo round”, ha aggiunto.

“Questi negoziati vengono condotti con il pieno coordinamento e l’autorizzazione della Guida Suprema della Rivoluzione (L’ayatollah Ali Khamenei, ndr). Il nostro obiettivo è risolvere realmente i problemi, non parlare per il gusto di farlo. Stiamo cercando seriamente di raggiungere un risultato e speriamo che questo processo porti a risultati tangibili”. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa ufficiale Irna il presidente iraniano, Masoud Pezehkian, commentando il secondo round di colloqui con gli Stati Uniti che si sono tenuti a Ginevra.

L’avvertimento di Ali Khamenei

La Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, in un discorso muscolare proprio mentre sono in corso a Ginevra colloqui indiretti con gli Usa, avverte che la portaerei americana nel Golfo potrebbe essere affondata. «Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l’Iran. Benissimo. Una portaerei è certamente un mezzo pericoloso. Ma più pericolosa della portaerei è l’arma che può farla affondare», ha dichiarato Khamenei. Che ha aggiunto: la questione della gittata e del tipo di missili iraniani non riguarda gli Stati Uniti. «Il possesso di mezzi di deterrenza è una necessità. Qualsiasi Paese che non disponga di armi deterrenti verrà annientato dai nemici, ma gli americani stanno cercando di interferire sulla questione delle armi, dicendo: non si possono avere questo tipo di missili o missili di questa gittata. Tuttavia, questa questione non li riguarda», ha dichiarato Khamenei, citato dall’agenzia di stampa Fars.

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