Iran, deputato straccia foto di Mattarella. Vance: Teheran non ha accettato linee rosse Trump
La Farnesina annuncia la convocazione dell’ambasciatore iraniano in Italia. Sul nucleare Teheran dice di aver raggiunto un «accordo generale» con gli Usa
4' di lettura
4' di lettura
Il deputato iraniano Mojtaba Zarei ha strappato un foglio sul quale erano state stampate le foto di vari leader europei, tra cui il presidente italiano Sergio Mattarella. «Khamenei è una grande benedizione, e i suoi nemici sono maledetti!», ha detto il deputato intervenendo in Parlamento. Nel video che riprende il suo gesto, trasmesso da Memri tv, si vede che sul foglio strappato compaiono tra gli altri le immagini del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del presidente francese Emmanuel Macron, della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del re di Spagna Filippo VI. «L’Europa è la patria del fascismo e del nazismo. Il corrotto Trump ha abbandonato l’Europa, così come l’Iran puro e rivoluzionario», ha dichiarato Zarei.
La reazione della Farnesina non si è fatta attendere. “È successo un fatto increscioso a Teheran, un parlamentare iraniano ha strappato la foto del presidente Mattarella, a cui va la nostra solidarietà, per questo ho deciso di far convocare l’ambasciatore iraniano per aver chiarimenti”, ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in audizione in commissione Esteri e Difesa del Senato in merito al Board of Peace per Gaza.
L’accordo sul nucleare
Intanto, l’Iran ha dichiarato di aver raggiunto un “accordo generale” con gli Stati Uniti sulla base di un potenziale accordo nucleare che eliminerebbe le sanzioni contro Teheran e ridurrebbe il rischio di guerra in Medio Oriente. «Siamo riusciti a raggiungere un accordo generale su una serie di principi guida, sulla base dei quali procederemo d’ora in poi e ci muoveremo verso la stesura di un potenziale accordo», ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi alla televisione di stato dopo i colloqui con l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff a Ginevra. L’Iran è “pronto a far verificare di non volersi dotare dell’arma nucleare”, ha spiegato Pezeshkian in un’intervista citata dall’Afp.
Meno ottimistica la valutazione Usa, almeno a sentire le parole del vicepresidente statunitense J.D. Vance, secondo cui l’Iran non ha accettato ’’alcune linee rosse’’ che il presidente americano Donald Trump aveva fissato. Parlando dei colloqui di Ginevra tra inviati americani e iraniani Vanche ha spiegato che ’’da un lato, è andato tutto bene”, ma “dall’altro era molto chiaro che il presidente (americano, ndr) aveva stabilito alcune linee rosse che gli iraniani non sono ancora pronti a riconoscere e risolvere”.
Definiti principi guida
«Abbiamo concordato una serie di principi guida per iniziare a redigere il testo di un possibile accordo», ha dichiarato Araghchi alla Tv di Stato iraniana al termine del secondo round di colloqui indiretti con gli Stati Uniti tenuti a Ginevra. «Sono stati fatti progressi significativi - ha aggiunto - la strada da percorrere è più chiara. La stesura sarà un duro lavoro, ma il percorso è iniziato. L’atmosfera è stata più costruttiva rispetto al precedente round».







