La guerra commerciale

Usa-Canada: Trump firma decreto, cambia nome Lago Ontario in Lago America. Carney: «Ontario oggi e sempre»

«Abbiamo un golfo e abbiamo un lago. Ci manca solo un oceano», ha commentato il presidente, riferendosi anche al cambio di nome del Golfo del Messico in Golfo d’America

aggiornato il 27 agosto alle ore 19,53

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla accanto a una mappa su cui è scritto "Lake America" mentre partecipa a un evento per firmare un ordine esecutivo che ribattezza il Lago Ontario come "Lake America" nello Studio Ovale della Casa Bianca a Washington, D.C., Stati Uniti, il 27 agosto 2026. REUTERS/Evan Vucci REUTERS

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Donald Trump ha firmato un decreto presidenziale per cambiare il nome del Lago Ontario in Lago America, in un momento di forti tensioni tra Stati Uniti e Canada. Il cambiamento ha valore «immediato».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Abbiamo un golfo e abbiamo un lago. Ci manca solo un oceano», ha commentato il presidente, riferendosi anche al cambio di nome del Golfo del Messico in Golfo d’America.

Loading...

La risposta canadese non si è fatta attendere: il premier canadese Mark Carney ha riferito di aver detto al presidente americano Donald Trump che il lago Ontario si chiama così «oggi e lo sarà per sempre».

La disputa Canada-Usa a colpi di dazi

Gli Stati Uniti e il Canada sono coinvolti in una disputa commerciale: l’ultima uscita del tycoon fa seguito alla decisione dell’amministrazione Trump - annunciata nel fine settimana - di imporre, dazi del 50% su merci canadesi per un valore di 20 miliardi di dollari, dopo il fallimento dei negoziati tra i due Paesi. Una decisione a cui Ottawa non ha tardato a controbattere, dichiarando a sua volta che, a partire dall’8 settembre, saranno imposte tariffe dal 15% al 50% su una serie di prodotti Usa.

In una conferenza stampa il Ministro delle Finanze canadese, François-Philippe Champagne, ha parlato di dazi per un valore di 20 miliardi di dollari ovvero 28 miliardi di dollari canadesi, su acciaio, prodotti lattiero-caseari, elettrodomestici e una serie di altri beni di provenienza americana.

Trump con mappa e penna: Lago Ontario lo chiameremo Lago America

L’Ontario è la provincia più popolosa del Canada e ospita l’industria automobilistica del Paese.

Tensione verbale, virtuale e commerciale

La tensione tra i due Paesi a colpi di dichiarazioni sta crescendo: lunedì Trump ha intimato ai leader canadesi di “allinearsi”, avvertendoli che altrimenti avrebbero affrontato conseguenze “molto PEGGIORI” rispetto ai dazi attuali. Il primo ministro Mark Carney ha accusato Washington di voler sottomettere il Canada.

Trump ha inoltre minacciato nuovi dazi del 50% su veicoli, componentistica auto e acciaio canadesi, mentre Carney ha affermato che le richieste commerciali statunitensi dimostrano la volontà di Washington di “distruggere le nostre principali industrie”, tra cui quelle automobilistica, siderurgica e dell’alluminio.

Canada risponde a Trump, controdazi fino al 50% sui prodotti Usa

Le economie di Canada e Stati Uniti sono profondamente connesse, il rapporto tra i due Paesi è caratterizzato da catene di approvvigionamento profondamente integrate nei settori automobilistico, energetico, agricolo e manifatturiero; ciò rende una disputa commerciale prolungata potenzialmente costosa per le imprese e i lavoratori di entrambe le parti del confine.

Trump ha toccato anche un’altra questione legata al Canada. In un post separato il presidente ha scritto: «Non interferirei mai con i canadesi che parlano francese! Anzi, non ho nemmeno mai pensato di fare una cosa così stupida. Questa bugia è stata inventata da un Primo Ministro debole e inefficace nel tentativo di ottenere sostegno politico – che ha ormai perso del tutto – da parte dei quebecchesi. Amo i canadesi francofoni!». Trump si riferisce al premier canadese Mark Carney e al fatto che uno dei motivi per cui l’accordo Usa-Canada sui dazi è saltato all’ultimo momento sarebbe proprio relativo al bilinguismo inglese-francese in Quebec, con i negoziatori canadesi che hanno rifiutato la proposta Usa di togliere la regola di avere anche le etichette in francese per poter esportare i prodotti Usa nel Paese.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti