Chip

TSMC, boom dei ricavi. Ma pesano le parole di Trump

Il colosso dei semiconduttori presentata i dati del secondo trimestre e sono all’insegna dell’entusiasmo

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Dopo la giornata campale che ha travolto l’intero settore dei semiconduttori per le parole di Trump su Taiwan e per le nuove restrizioni statunitensi sulle esportazioni in Cina, TSMC prova a rialzare la testa, presentando una trimestrale decisamente positiva.

La società taiwanese, il più grande produttore di chip a contratto al mondo, ha registrato nel secondo trimestre di questo 2024 ricavi in aumento del 40,1% rispetto a un anno fa a 673,51 miliardi di dollari taiwanesi, mentre l’utile netto è cresciuto del 36,3% rispetto a un anno fa a 247,85 miliardi dollari taiwanesi.

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La società ha stimato che i ricavi del secondo trimestre siano compresi tra 19,6 e 20,4 miliardi di dollari.

La crescente domanda di chip avanzati utilizzati nelle applicazioni di intelligenza artificiale ha aumentato le azioni di Tsmc quotate a Taiwan di quasi il 70% quest’anno. Ma il boom è stato bruscamente interrotto dalle dichiarazioni di Trump, secondo il quale la difesa di Taiwan deve essere ridiscussa. Il candidato repubblicano, infatti, in un'intervista ha spiegato che Taiwan ha portato via agli Stati Uniti la leadership nel mondo dei chip, e che la difesa dell'isola dalla Cina deve essere rivista.

Dichiarazioni che, unite alle nuove strette statunitensi sulle esportazioni di chip in Cina, hanno mandato i titoli dei semiconduttori all’inferno, con la stessa Tsmc che ha perso oltre il 7% in una sola seduta.

Dopo la presentazione della trimestrale, il colosso taiwanese guadagna circa il 3% nel pre-mercato.

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