Test ride

TTLBT e Cruisym 400: gli scooter Sym per andare oltre la città

Sym arriva in Europa con due proposte per uscire dalla città: un maxi-scooter da turismo da quasi 10.000 euro e uno sport-tourer completo sotto i 5.000

di Federico Cociancich

TTLBT

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Sym, marchio taiwanese tra i principali player mondiali nel settore degli scooter, si affaccia al mercato europeo degli mezzi da turismo con due proposte ben distinte per target e ambizioni. Da un lato il TTLBT, lo scooterone di punta con cui sceglie esplicitamente di sfidare il segmento premium degli sport-tourer; dall’altro il Cruisym 400, uno scooter più accessibile ma sorprendentemente attrezzato, pensato per chi si muove tra città e weekend fuoriporta. Li abbiamo guidati entrambi tra le strade della Sardegna, nei dintorni di Olbia.

TTLBT

TTLBT: il big scooter che punta in alto

Il TTLBT, il cui nome impronunciabile richiama il simbolo della tartaruga, emblema di longevità nella cultura orientale, rappresenta l’esordio di Sym nel mercato degli sport-tourer premium, quello in cui si muove il Yamaha T-Max per intenderci, che rimane però in una fascia di prezzo sensibilmente più alta. Cuore di questo scooterone è un bicilindrico in linea da 508 cc, raffreddato a liquido, che eroga 33,5 kW (circa 46 cv) a 6.750 giri e una coppia massima di 50 Nm. Il tutto per un peso di 254 kg e una sella a 780 mm da terra. Il serbatoio da 16 litri garantisce un’autonomia adeguata alle percorrenze autostradali. La trasmissione adotta una frizione centrifuga a bagno d’olio, che contribuisce alla fluidità nelle ripartenze. Le ruote sono da 15 pollici sia all’anteriore, sia al posteriore e il sistema frenante sfrutta un doppio disco davanti e un disco singolo al posteriore (tutti da 275 mm) con un monoammortizzatore centrale piuttosto efficace.

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Dal punto di vista tecnologico il TTLBT non si risparmia. Il sistema Bosch gestisce Abs Cornering e Tcs Cornering, con il bonus dei fari ausiliari di curva che si attivano automaticamente oltre i 13 gradi di inclinazione: una chicca apprezzata nell’affrontare le tortuose strade sarde in notturna. Da segnalare anche il sistema ride-by-wire, le tre modalità di guida (Normal tcs, Normal e Rain) e il cruise control, attivabile tra i 50 e i 130 km/h. Il display da 7 pollici è touch, luminosissimo e ben visibile anche in pieno sole, e supporta Apple CarPlay in modalità wireless. Per gli utenti Android, Google non ha aperto le librerie di Android Auto alle due ruote, quindi ci si limita alla gestione della musica e delle telefonate via bluetooth tramite caschi o auricolari compatibili. Notevole la dotazione di serie: manopole riscaldabili a quattro livelli, parabrezza regolabile elettricamente, chiave smart e poggiaschiena a tre posizioni. Comodi i due ampi vani frontali sotto il manubrio e le borse laterali integrate, che seguono le linee della carena, si sganciano da una manopola sotto la sella in meno di 3 secondi. Peccato che la capacità si fermi a circa 14 litri per lato e la portata massima sia di appena 3 kg. Il vano sottosella, seppur con rivestimento e luce di cortesia, avrebbe potuto essere più capiente ma è comunque possibile anche agganciare un bauletto centrale posteriore. La posizione di guida è rilassata, da vero gran turismo, con pedane parallele alla strada e inclinate a 45°, e la stabilità alle alte velocità è convincente. Le dimensioni, siamo a quasi un metro e mezzo di larghezza con i borsoni agganciati, ne limitano inevitabilmente l’uso in città, ma questo maxi scooter si rivela comunque piuttosto agile e i suoi 50 Nm di coppia, disponibili poco sopra i 5.000 giri, sono sufficienti per sorpassi senza grandi patemi.

Disponibile a breve, il TTLBT sarà acquistabile in tre colorazioni diverse con un prezzo di listino appena inferiore a 10.000 euro.

Cruisym 400

Cruisym 400: lo scooter tuttofare

Il Cruisym 400 si posiziona su un registro completamente diverso: è uno scooter pensato per chi percorre ogni giorno quei venti o trenta chilometri che separano la periferia dalla città, ma che la domenica vorrebbe allargare il raggio d’azione senza rinunciare al comfort. Il motore è un monocilindrico da 399 cc, raffreddato a liquido, con 25 kW (circa 34 cv) e 37 Nm di coppia. Il peso scende a 224 kg, il serbatoio è da 14,5 litri mentre la sella è a 785 mm da terra. Le ruote sono da 15 pollici all’anteriore e 14 al posteriore con la frenata affidata a un disco da 288 mm davanti e uno da 275 mm dietro, entrambi con Abs.

Anche il Cruisym dimostra una dotazione tecnologica al di sopra delle aspettative. Il display TFT da 7 pollici, anche qui ben visibile in ogni condizione di luce, anche se i menu andrebbero ripensati, si abbina all’app Sym+ per Android e iOS, che consente la navigazione via Google Maps sullo schermo dello scooter, la gestione delle notifiche e, dettaglio insolito in questa fascia, la visualizzazione in tempo reale della pressione degli pneumatici (tpms). Chicca ulteriore: due dashcam integrate, anteriore e posteriore, che registrano in simultanea e i cui filmati si possono consultare dallo smartphone accoppiato. La chiave smart integra apertura sella e tappo benzina e sono ormai imprescindibili le prese usb: due si trovano centralmente (una A e una C), mentre una presa accendisigari da 12 V si trova in uno dei due spaziosi vani frontali sotto il manubrio. Tanto lo spazio sotto sella, dove trovano spazio due caschi (un jet e un’integrale), e ulteriore possibilità di agganciare un bauletto posteriore.

Cruisym 400

In città si dimostra agile e piacevole; su fondi sconnessi qualche buca si avverte più del dovuto, segno che le sospensioni forcella anteriore con 120 mm di escursione e soprattutto il doppio ammortizzatore al posteriore con 108 mm non brillano per morbidezza. Cercando qualche difetto veniale, gli specchietti retrovisori potevano essere posizionati meglio, e le pedane sono un po’ piccole. Nel complesso, però, il Cruisym 400 è una proposta coerente e ben costruita, che punta sulla completezza della dotazione piuttosto che sulle prestazioni pure.

Il Cruisym 400 sarà disponibile a breve in tre colorazioni diverse con un prezzo di listino appena inferiore a 5.000 euro.

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