Oncologia

Tumore del pancreas, sensori rilevano la risposta alla chemio

Da un team Cnr-Nanotec, Tecnomed Puglia, Università del Salento e Asl Lecce la piattaforma che riproduce il tessuto

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Sensori intelligenti nei tessuti per misurare la risposta alla chemioterapia nel tumore al pancreas. È quanto sviluppato da un team di ricerca di Cnr-Nanotec, Tecnomed Puglia, Università del Salento e Asl Lecce. La piattaforma di laboratorio sviluppata riproduce il tumore di ciascun paziente e ne misura la risposta ai farmaci chemioterapici. «Sperimentata su un campione preclinico di pazienti operati per tumore del pancreas - fanno sapere dal Cnr -, la piattaforma ha mostrato risultati coerenti con l’andamento clinico osservato. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Small».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La ricerca

Nell’attività di ricerca, portata avanti dal gruppo di lavoro, sono stati prelevati campioni di tessuto tumorale di cinque pazienti, quindi dissociati in singole cellule e incapsulate in minuscole sfere di gel tridimensionali, le cosiddette “tumorsfere” da loro messe a punto, insieme a sensori ottici, sviluppati dallo stesso team, capaci di misurare in tempo reale, senza ulteriori prelievi, le variazioni di acidità nello spazio intorno a ogni singola cellula.

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La piattaforma

«Le tumorsfere sono state quindi esposte a tre farmaci utilizzati nel trattamento del tumore del pancreas: il protocollo Folfirinox e i principi attivi Gemcitabina e Paclitaxel - è la spiegazione di Loretta L. del Mercato, Dirigente di Ricerca di Cnr-Nanotec e di Tecnomed Puglia -. Le variazioni di acidità misurate durante il trattamento sono risultate differenti, in funzione sia del paziente sia del farmaco, e sono state associate alla risposta delle cellule tumorali al trattamento, fornendo un’indicazione precoce della risposta ai farmaci». I ricercatori hanno creato una piattaforma di laboratorio innovativa che integra sensing e imaging avanzato con tessuti complessi prelevati direttamente da pazienti: «Minuscoli sensori ottici, osservati al microscopio in tempo reale - prosegue la ricercatrice - ci permettono di misurare cellula per cellula come il tumore di ciascun paziente, riprodotto in modelli 3D in vitro, reagisce a un farmaco in laboratorio, avvicinando la ricerca alle esigenze specifiche di ogni singolo malato».

Ampliare la base di ricerca

Nella pratica clinica, come aggiunge Marcello G. Spampinato, Direttore del Dipartimento di Chirurgia generale e Specialistiche della Asl Lecce, si scopre «se una terapia funziona solo dopo settimane o mesi. In questo studio le previsioni ottenute in laboratorio dalle tumorsfere sono risultate coerenti con l’andamento clinico reale in quattro pazienti su cinque, un primo segnale incoraggiante verso terapie più personalizzate». Al centro del risultato, la collaborazione di ricerca traslazionale di base e clinica. Iniziativa resa possibile da Tecnomed Puglia, il centro congiunto Cnr-Università del Salento per la medicina di precisione, insieme all’Asl di Lecce. «Il prossimo obiettivo- conclude Giuseppe Gigli, direttore scientifico di Tecnomed Puglia - è validare la piattaforma su un numero più ampio di pazienti, per capire se potrà diventare in futuro uno strumento concreto di supporto alle decisioni terapeutiche nei tumori più difficili da trattare».

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