Tumore al seno metastatico: “E' ora di rendere disponibile la biopsia liquida”
Parla la senatrice Elena Murelli prima firmataria dell'emendamento all'ultima legge di bilancio che estende l'utilizzo di questo strumento dell'oncologia di precisione
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Rendere finalmente effettivo l'estensione dell'utilizzo della biopsia liquida nel trattamento del tumore al seno metastatico, arma in più per le 53mila donne colpite ogni anno da questo tumore e per le 15.500 pazienti con tumore al seno metastatico. La novità che deve ancora trovare attuazione è già prevista grazie a un emendamento approvato nella scorsa legge di bilancio e di cui è stata prima firmataria Elena Murelli, senatrice (Lega), Segretario di Presidenza, membro della commissione Sanità, Lavoro e Affari Sociali e Presidente dell'Intergruppo parlamentare sulla genetica e genomica. Da inizio legislatura Murelli lavora a stretto contatto con le Società scientifiche e le Associazioni di pazienti proprio su questo fronte.
Ma quali sono i vantaggi per le pazienti? “Abbiamo voluto dare nuove speranze alle donne colpite dal cancro del seno. Con un emendamento, a mia prima firma, abbiamo destinato parte del fondo sanitario per la prevenzione previsto nell'articolo 64 all'estensione dei test genomici, su campioni di biopsia liquida, per individuare mutazioni di ESR1 nei casi di carcinoma mammario in stadio localmente avanzato o metastatico positivi per i recettori degli estrogeni (ER) e negativi per HER2. L'obiettivo è intervenire prima e in modo più efficace in uno dei momenti più difficili della malattia nella forma metastatica, cioè la progressione”. Ma perché la biopsia liquida può rappresentare una svolta in questi casi più gravi? “La medicina di precisione, la personalizzazione dei trattamenti e la ricerca - sottolinea Murelli - stanno cambiando le prospettive di cura. Con alcuni test genomici possiamo analizzare il DNA tumorale circolante e ciò permette una migliore selezione delle terapie. Questi benefici devono essere garantiti a tutte le donne che necessitano di cure oncologiche. La biopsia liquida, per la ricerca delle mutazioni di ESR1, rappresenta davvero uno strumento clinicamente rilevante per orientare in modo appropriato le scelte terapeutiche. Può migliorare l'efficacia dei trattamenti e contribuire ad una gestione più efficiente delle risorse sanitarie”.
Il nodo però ora è quello di rendere disponibile l'esame e spetta ora al ministero della Salute e alle Regioni dare davvero attuazione a questa nuova opportunità, come conferma anche Murelli che sottolinea come il compito del dicastero della salute sia quello di scrivere i decreti attuativi della Legge di Bilancio: “Va messo nero su bianco come questi test possano essere offerti a livello nazionale. Il provvedimento deve essere presentato alla Conferenza Stato-Regioni e poi essere reso operativo nei 21 diversi servizi sanitari regionali. Bisogna completare rapidamente l'intero percorso attuativo, affinché le risorse stanziate siano effettivamente disponibili e traducibili in un accesso uniforme del test su tutto il territorio nazionale”.
Per la senatrice è necessario continuare a investire in oncologia e soprattutto nell'individuazione di nuovi strumenti diagnostici e terapeutici perché “ricerca e innovazione sono fondamentali se vogliamo sconfiggere tumori molto diffusi come quello mammario. Gli strumenti diagnostici hanno una grande importanza, in particolare nell'individuazione precoce della malattia. Credo tantissimo in questi nuovi test e, infatti, sono Presidente dell'Intergruppo Parlamentare sulla Genetica e Genomica. Esami che vanno a studiare il nostro DNA sono ormai imprescindibili perché ogni persona è diversa e quindi ogni paziente ha delle proprie caratteristiche e peculiarità. Se vogliamo andare verso la medicina personalizzata questo i test genetici, genomici e la diagnostica avanzata sono gli strumenti da cui partire”.
Per Murelli è necessario poi investire per preservare un'eccellenza del nostro servizio sanitario nazionale come l'oncologia, sotto la lente ci sono alcune inefficienze e il bisogno di una riorganizzazione: “E' necessario, per esempio, attuare e rendere operative quanto prima tutte le Reti Oncologiche Regionali. Serve poi una maggiore interazione tra i vari Registri dei Tumori a livello Regionale che devono poter far confluire i loro dati nel Registro Nazionale. Ciò non è stato ancora possibile anche per alcuni problemi informatici, così come ha denunciato l'Istituto Superiore di Sanità durante un recente convegno. Sono problemi che vanno risolti al più presto. Più in generale però l'oncologia italiana è un'eccellenza del servizio sanitario nazionale e lo dimostrano molti dati statistici che collocano il nostro Paese ai primi posti in Europa per tassi di guarigione e sopravvivenza dal cancro”.






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