Tumori del sangue, così l’innovazione cambia l’assistenza nelle aree interne
Grazie alla rete delle Botteghe della comunità e alla telemedicina l’Asl di Salerno porta sul territorio anche le terapie infusionali oncoematologiche
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Per molti pazienti con tumori del sangue residenti nelle aree interne, la terapia significa anche affrontare lunghi viaggi per raggiungere l’ospedale, con un carico fisico ed emotivo che si aggiunge alla malattia. L’Asl Salerno ha scelto di rispondere a questa esigenza portando, per la prima volta, sul territorio anche le terapie infusionali oncoematologiche, tradizionalmente riservate agli ospedali, grazie alla rete delle Botteghe della Comunità e alla telemedicina.
Chiedilo al Sole
La prima infusione, effettuata nel Comune di Controne, dimostra che è possibile ripensare l’organizzazione dell’assistenza mantenendo gli stessi standard di sicurezza e qualità del trattamento ospedaliero.
La nostra provincia si estende su quasi cinquemila chilometri quadrati ed è caratterizzata da una forte dispersione territoriale. Molti comuni delle aree interne del Cilento sono lontani dagli ospedali e ospitano una popolazione particolarmente anziana, spesso con più patologie croniche. In questo contesto la sfida è rendere le cure realmente accessibili.
Le Botteghe di comunità
Per questo, in coerenza con il percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso dalla Regione Campania, è stata realizzata una rete di 27 ambulatori infermieristici di prossimità e un hub multispecialistico che costituiscono il modello delle Botteghe della Comunità, integrando le opportunità offerte dal PNRR e dalla Strategia Nazionale Aree Interne.
La selezione dei pazienti
I pazienti vengono selezionati secondo criteri rigorosi. Si tratta di persone con neoplasie ematologiche, come mieloma multiplo, leucemie e linfomi, oppure con patologie croniche non neoplastiche in fase stabile di mantenimento o consolidamento della terapia. Il giorno precedente alla somministrazione lo specialista effettua una televisita, valuta gli esami ematochimici e conferma l’idoneità del paziente. I farmaci vengono preparati presso l’Unità Farmaci Antiblastici dell’Ospedale di Pagani, trasportati con procedure certificate fino alla singola Bottega della Comunità e somministrati dagli infermieri di comunità appositamente formati, mentre l’équipe ematologica mantiene la supervisione continua attraverso la telemedicina, con la presenza sul posto di un medico dell’emergenza-urgenza durante il periodo di osservazione. Il centro prescrittore resta il riferimento clinico del paziente e il garante dell’intero percorso assistenziale.







