Russia, partito pro-Putin riconferma vittoria schiacciante alla Duma
Russia unita è in testa alle elezioni per la Duma di Stato con il 57,86% dei voti, dopo lo scrutinio del 90,43% delle schede. Lo indicano i dati della Commissione elettorale centrale russa
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Antonella Scott
Chiedilo al Sole
Dopo la chiusura dei seggi, mentre da tutta la Russia arrivavano i primi risultati degli scrutini, il presidente del partito Yabloko, Nikolaj Rybakov, si è rivolto a quelli che avrebbero potuto essere i suoi elettori: poco prima, al seggio, aveva aggiunto sulla scheda il nome del proprio partito al secondo posto, scrivendo poi sotto «per la pace».
Il numero 2 in lista era stato assegnato a Yabloko (“mela”, in russo) prima che il partito – l’unico a esprimersi contro la guerra in Ucraina – venisse escluso dalla votazione, con l’eccezione di un centinaio di candidati ammessi nei confronti uninominali. Ma secondo un sondaggio condotto da ExtremeScan a inizio settembre, se Yabloko avesse potuto partecipare a pieno titolo avrebbe ottenuto il 24,6% dei consensi, secondo dietro a Russia Unita (31,8%), il partito di Vladimir Putin.
Un dato che troverebbe conferma nelle percentuali registrate dai candidati di Yabloko, là dove hanno potuto presentarsi; secondo i risultati ufficiali, inoltre, il partito è riuscito a entrare nel parlamento regionale di Novgorod, con il 6,2% dei voti: l’unica regione ad avere ammesso una voce che riesce così a farsi sentire negli spazi concessi, malgrado a Yabloko non siano state risparmiate le repressioni. Nei mesi precedenti il voto due suoi vicepresidenti, Lev Shlosberg e Maxim Kruglov, sono stati condannati a 11 e sette anni di carcere per aver diffuso «informazioni false» sulle Forze Armate.
«Se fossimo stati in lista – ha detto Rybakov ai sostenitori – avremmo conquistato il secondo posto nel voto per la Duma. Questo è un fatto: l’obiettivo principale della campagna è stato raggiunto, milioni di persone si sono espressi per Yabloko, per la pace, la libertà e una vita senza paura. Ora non si potrà più dire che siamo soli in questa lotta per il cambiamento. Tutto il mondo l’ha visto: in Russia milioni di persone non sono d’accordo con quello che accade».







