La guerra in Europa

Zelensky: «Witkoff e Kushner a Kiev e Mosca nei prossimi giorni»

Ordigni contro aziende di armi in Baviera, Polizia tedesca arresta due bulgari. Putin: «Accordo possibile tra Russia e Ucraina». Attacchi incrociati di droni. Mosca: «Non declasseremo rapporti con la Germania». Lavrov chiude i Goethe Institut russi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interviene durante una conferenza stampa congiunta con il presidente dell’Estonia Alar Karis (non presente nella foto) al Palazzo Mariinsky di Kiev, in Ucraina, il 25 agosto 2026, mentre è in corso l’invasione russa. Karis è arrivato in Ucraina il 24 agosto 2026 per partecipare al vertice della «Coalizione dei Volenterosi» e alle celebrazioni per la Festa dell’Indipendenza dell’Ucraina.  EPA/SERGEY DOLZHENKO EPA

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ritiene che che ci sia la possibilità di risolvere il conflitto con l’Ucraina. Lo ha dichiarato durante la sessione plenaria del Forum economico d’Oriente a Vladivostok. «Siamo grati a tutti coloro che stanno cercando di contribuire alla risoluzione di questo problema. C’è una possibilità? A mio parere, sì, c’è», ha affermato il capo di Stato russo, citato da Tass.

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Il «problema» Ucraina e i contatti tra intelligence

«Innanzitutto, questa questione deve essere risolta dai Paesi coinvolti nel conflitto: Russia e Ucraina», ha dichiarato Putin. Il presidente russo ha inoltre affermato che sono ancora in corso contatti tra Russia e Ucraina, principalmente attraverso i servizi segreti. «È difficile per me dire in questo momento in che misura questi contatti stiano portando a un accordo di pace, viste le dichiarazioni che abbiamo sentito di recente dai massimi funzionari ucraini. Ma i contatti esistono e continuano come di consueto, principalmente attraverso i servizi segreti», ha detto Putin.

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La minaccia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di rendere «totalmente insicuro» lo spazio aereo russo per i voli civili con gli attacchi di droni «complica le possibilità di condurre negoziati di pace bilaterali». Lo ha detto oggi Putin, ribadendo che si tratta di un «atto di terrorismo di Stato. Coloro che tacciono, che non prestano attenzione a questo, diventano complici del terrorismo internazionale», ha aggiunto Putin, precisando di riferirsi «in primo luogo agli alleati occidentali dell’Ucraina». Per il presidente, in ogni caso, «un’ulteriore mobilitazione» in Russia «non è necessaria».

La guerra dei droni continua

Prosegue la guerra dei droni con attacchi incrociati su i due fronti, mentre sul versante diplomatico Mosca da un lato annuncia che non sarà responsabile del declassamento delle relazioni con la Germania, dall’altro ordina la chiusura dei Goethe Institut sul proprio territorio.

Kiev è stata colpita da un attacco di droni russi per la settima notte consecutiva, riportano i media ucraini dando notizia anche di un raid delle forze di Mosca su Odessa che ha causato almeno 17 feriti. Nella città portuale è stato infatti danneggiato, nelle prime ore di questa mattina, un edificio residenziale.

Il ministero della Difesa di Mosca ha poi riferito che le truppe russe hanno preso il controllo di altri quattro insediamenti ucraini nelle ultime 24 ore. Si tratta del villaggio di Izhevka nella regione orientale di Donetsk e di quelli di Vasilevka, Blagodatnoe e Dolzhanka nell’oblast nord-orientale di Kharkiv.

Le forze ucraine hanno anche colpito un’imbarcazione russa nel porto di Sochi, sul Mar Nero. Lo ha reso noto la Marina ucraina, precisando che la nave, denominata Nefrit, era impiegata a sostegno delle attività russe nel settore del petrolio e del gas. Secondo Kiev, la Nefrit forniva assistenza alle infrastrutture offshore, trasportava merci e personale ed effettuava lavori di ingegneria subacquea. Attività che, ha affermato la Marina ucraina, costituiscono un “sostegno diretto all’economia di guerra del nemico”.

Ucraina, 1.643° giorno di guerra

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In totale, nella notte la Russia ha attaccato l’Ucraina con 163 droni di vario tipo, inclusi droni lanciatori di missili da crociera S8000 Banderol. La difesa aerea ucraina ha distrutto o neutralizzato 135 droni nemici. Sul versante opposto, le forze di difesa aerea russe dichiarano di aver «intercettato e distrutto 416 droni» ucraini tra Crimea annessa e acque del Mar Nero.

Ordigni incendiari contro aziende di armi in Baviera, Polizia tedesca arresta 2 bulgari

Ordigni incendiari sono stati lanciati la notte scorsa contro alcuni edifici che ospitano aziende produttrici di armi a Monaco di Baviera, nel sud della Germania, e due sospetti, cittadini bulgari, sono stati arrestati. A riferirne è stata la polizia. “Partiamo dal presupposto che ci sia un retroscena politico”, ha sottolineato un portavoce.

L’incidente si inserisce in un contesto caratterizzato da un aumento degli atti di sabotaggio e degli attacchi ibridi in Germania, principale sostenitore dell’Ucraina contro la Russia. Martedì si sono verificati due attacchi contro sottostazioni elettriche nella parte occidentale e orientale del Paese. All’inizio di agosto è stato rinvenuto un drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia, la cui responsabilità è stata attribuita questa settimana dalla Germania a Mosca.

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Oggi il ministro dell’Interno della Baviera, Joachim Herrmann, ha stabilito un nesso tra l’attacco di Monaco e i precedenti incidenti. “Ci troviamo ora di fronte a un rischio crescente che riguarda le nostre infrastrutture, ma anche, ovviamente, le aziende produttrici di armi nel nostro Paese”, ha dichiarato durante una conferenza stampa a Norimberga. Secondo un portavoce della polizia regionale, le autorità sono state allertate verso mezzanotte “del lancio di ordigni incendiari da un’auto sulla Mühldorfstrasse”, nella zona est della capitale bavarese. “Un ordigno incendiario è stato immediatamente spento dalla polizia” e “un altro è stato disinnescato”, ha riferito all’Afp.

Le schermaglie tra Mosca e Berlino

Sul versante prettamente diplomatico, continuano intanto le schermaglie tra Mosca e Berlino, dopo gli ultimi sviluppi delle indagini in Baviera e dopo che la Germania ha indicato i russi come artefici degli attacchi ibridi contro l’aeroporto di Lipsia, in Sassonia, della scorsa estate. Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha affermato che la Russia non avvierà un declassamento delle relazioni diplomatiche con la Germania: «Non credo che saremo noi a farlo», ha dichiarato all’emittente televisiva Vesti.

Il portavoce del Cremlino ha commentato la decisione del governo tedesco di chiudere il Consolato Generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre. «Sembra tutto incoerente e assurdo. Soprattutto considerando che non sono stati presentati argomenti o prove convincenti a sostegno delle accuse mosse dal ministro degli Interni tedesco», ha dichiarato Peskov. «È improbabile che la decisione rafforzi la posizione di Merz o salvi la sua carriera politica», ha concluso il portavoce presidenziale.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha annunciato la chiusura in Russia dei centri culturali tedeschi del Goethe Institut. In dichiarazioni riportate dalle agenzie di stampa Tass e Interfax, Lavrov ha affermato che le sedi selle città russe di Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg saranno chiuse. La mossa, secondo il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, danneggia ulteriormente i rapporti tra i due paesi.

Anche Gb convoca incaricato d’affari russo

Il governo britannico di Andy Burnham ha annunciato oggi la convocazione al Foreign Office dell’incaricato d’affari russo a Londra in segno di protesta contro il tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle d’inizio agosto attribuito in questi giorni dalla Germania a Mosca.

Lo rende noto il ministero degli Esteri, sullo sfondo dell’escalation di tensioni in corso anche fra Regno Unito e Russia nel contesto della guerra in Ucraina. La convocazione segue quella fatta già ieri da altri alleati europei in relazione alla vicenda di Lipsia.

Ed è stata formalizzata mentre è in corso a Downing Street un incontro del premier Burnham con il presidente della Francia, Emmanuel Macron. A Londra la Russia non ha per ora sostituito l’ambasciatore Andrei Kelin, ritirato nelle settimane scorse ufficialmente per “fine mandato”, ed è quindi rappresentata al momento da un incaricato d’affari con funzioni vicarie.

L’Europa e le restrizioni sui visti a cittadini russi

«Continuiamo il nostro lavoro a livello dell’Ue per limitare ulteriormente il rilascio dei visti ai cittadini russi. Gli Stati membri hanno adottato il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia che introduce le basi per un regime di visti completo nei confronti dei combattenti e degli ex combattenti delle forze armate russe. E ciò che ci attende in futuro è una proposta aggiuntiva. Stiamo preparando una proposta di misure restrittive mirate in materia di visti per affrontare, in particolare, i rischi per la sicurezza derivanti da azioni ostili di Paesi terzi». Lo ha detto un portavoce della Commissione europea nel consueto incontro con la stampa.

Ministro Difesa estone si dimette dopo scandalo che riguarda azienda italo-indiana

C’è un’azienda italiana di proprietà indiana dietro lo scandalo sugli appalti che oggi ha portato alle dimissioni del ministro della Difesa estone Hanno Pevkur. Come scrivono i media estoni, nell’agosto del 2024 il Centro estone per gli investimenti nella difesa ha versato in anticipo quasi 70 milioni di euro per la fornitura di proiettili da destinare all’Ucraina alla società italiana Datasel srl, di proprietà della società indiana Neco Defence Munitions. Nessuna delle due aziende aveva mai prodotto proiettili prima di allora e non ha effettuato la consegna. La controversia è ora in tribunale. Secondo il quotidiano Eesti Ekspress, l’Estonia ha utilizzato i fondi del Fondo dell’Ue per effettuare i pagamenti anticipati. Nell’agosto del 2024 l’agenzia statale ha firmato il suo primo contratto di vendita con Datasel e ha effettuato il primo pagamento di 15 milioni di euro. Nell’ottobre del 2024, ha firmato un secondo contratto con Datasel e ha versato un ulteriore anticipo di 10 milioni di euro. Il primo lotto di munizioni acquistato avrebbe dovuto raggiungere l’Ucraina a novembre, ma Datasel ha segnalato ritardi e problemi. Nonostante ciò, alla fine del 2024 sono stati firmati altri due contratti e sono stati effettuati pagamenti anticipati, portando il totale a circa 70 milioni di euro. I proiettili non sono arrivati nonostante i termini del contratto e l’Estonia ha ora portato il caso davanti alla Corte europea di arbitrato di Strasburgo. L’Estonia potrebbe però dover restituire i fondi ricevuti dal Fondo europeo.

Zelensky: «Stabilimento Coca-Cola attaccato dai russi, chiaro segnale agli Usa»

“Oggi, 3 settembre, gli occupanti russi hanno attaccato con droni lo stabilimento della Coca-Cola nella regione di Kiev”. Lo riporta Rbc-Ucraina, facendo riferimento al discorso serale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo il capo dello Stato, la Russia sta usando le sue armi per terrorizzare i civili. Il nemico sta cercando di decimare la popolazione civile e di colpire l’economia. “Oggi i russi hanno colpito lo stabilimento della Coca-Cola con un drone. La Coca-Cola è un nemico così ostile per loro che la stanno colpendo con i droni Shahed. Un chiaro segnale russo all’America”, ha osservato Zelensky.

Zelensky: «Witkoff e Kushner a Kiev e Mosca nei prossimi giorni»

Gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, potrebbero recarsi in Ucraina “nei prossimi giorni”. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, precisando che sono già state individuate date provvisorie per la visita a Kiev e che la parte ucraina si sta preparando agli incontri. Per i due inviati si tratterebbe della prima visita in Ucraina, dopo diversi viaggi a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin e altri alti funzionari russi. “Ci aspettiamo di vedere qui a Kiev i rappresentanti del presidente degli Stati Uniti. Ci aspettiamo che l’incontro si svolga nei prossimi giorni - ha dichiarato Zelensky in un videomessaggio - È molto importante. È importante che gli Stati Uniti rimangano attivi. Siamo pronti a incontrarli in Ucraina, al livello appropriato e per discussioni sostanziali”. Secondo il presidente ucraino, Witkoff e Kushner dovrebbero inoltre recarsi nuovamente a Mosca.

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