La guerra in Europa

Ucraina, terremoto ai vertici militari: Zelensky rimuove Syrsky. Chi è il nuovo comandante Drapatyi

Il presidente ucraino ha nominato un nuovo capo delle forze armate dopo tensioni interne e manifestazioni, mentre la guerra con la Russia continua con attacchi da ambo le parti

aggiornato il 21 luglio 2026 alle 21:45

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Mykhajlo Drapatyi 7146

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la rimozione di Oleksandr Syrsky, comandante in capo dell’esercito ucraino, e la nomina al suo posto del comandante delle forze congiunte Mykhajlo Drapatyi. “Ho deciso che il nuovo comandante in capo delle forze armate ucraine sarà Mykhailo Drapatyi. Sono grato a Oleksandr Syrsky e a tutti i nostri soldati per le solide posizioni in prima linea dell’Ucraina”, ha dichiarato Zelensky in un messaggio su Telegram, dopo giorni di proteste a Kiev e in altre città del Paese per chiedere la rimozione di Syrsky.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La stretta di mano

Volodymyr zelensky, presidente dell'Ucraina, saluta Mychajlo Drapatyi nuovo comandante del comando interforze delle forze armate dell'Ucraina a Kiev.

Dieci minuti prima era stato il parlamentare ucraino Oleksiy Goncharenko sul suo profilo di Telegram a dare la notizia.

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La scorsa settimana il presidente ucraino Vladimir Zelensky ha proceduto a un rimpasto di governo, licenziando fra gli altri anche il ministro della Difesa ucraino Fedorov, le cui dimissioni hanno scatenato proteste in tutto il paese.

Lo stesso Fedorov aveva affermato che le sue dimissioni erano dovute a un lungo conflitto con Syrskyi; successivamente, il quotidiano britannico The Guardian ha riportato che la rimozione di Syrskyi era già stata decisa, ma non era chiaro chi lo avrebbe sostituito.

Capo delle forze armate congiunte, il nome di Drapatyi era già nell’aria: Zelensky lo aveva incontrato lunedì tra diversi possibili successori di Syrsky, quando era già chiaro che per risolvere la crisi, innescata dalla rimozione di Mykhaylo Fedorov da ministro della Difesa, il presidente avrebbe dovuto sollevare dall’incarico anche Syrsky, con il quale Fedorov avrebbe raggiunto un livello di conflitto tale da rendere necessario il ’taglio’.

 Drapatiyi ha un curriculum militare di tutto rispetto: partecipò alla liberazione di Mariupol già nel 2014. Nel marzo 2022 guidò la difesa di Kryvyi Rih, città natale di Zelensky. Comandò il gruppo operativo di Kherson e fu uno dei comandanti che guidarono la liberazione della regione. Dal febbraio 2024 la sua scalata ai ranghi militari con la la nomina a Vice Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate. Da lì un crescendo. L’elemento determinante però in quest’ultima promozione sembra tuttavia di essere di natura politica: il 16 luglio scorso Drapatyi aveva espresso il suo sostegno proprio a Fedorov affermando che nei mesi in cui ha guidato la Difesa tra il ministero e le forze armate si è instaurato un dialogo e una interazione reale. “Tutti noi vogliamo la stessa cosa - ha aggiunto Zelensky nel messaggio con cui ha silurato Syrsky -: sconfiggere il nemico e creare le condizioni, al fronte e attraverso la pressione sulla Russia, che ci permettano di costringere Moscaalla pace”.

La febbrile giornata del 20 luglio a Kiev

Dopo essersi consultato anche con i comandanti militari, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il 20 luglio, ha tenuto dei «colloqui chiave» per la nomina del nuovo capo di stato maggiore. «Ho continuato a parlare con militari ucraini di grande esperienza. Mykhailo Drapatiy, Volodymyr Horbatyuk, Oleg Apostol: ognuno di loro è ben conosciuto nell’esercito», ha spiegato.

«Si è trattato sia di resoconti sulla situazione nei vari fronti, sia di una discussione generale sull’andamento della guerra. È importante valutare la nostra strategia futura, le nostre azioni concrete come Ucraina, e capire come costringere la Russia a porre fine a questa guerra con una pace dignitosa per l’Ucraina e garanzie di sicurezza», ha proseguito.

«Si tratta di una questione che presenta diverse sfaccettature, e voglio sentire come la vedono i comandanti delle nostre Forze di difesa e sicurezza dell’Ucraina. Mi attendono colloqui fondamentali. L’Ucraina deve raggiungere i propri obiettivi, e così sarà», ha aggiunto il leader di Kiev. Tutto questo dopo il caso Fedorov la lunga lista di destituzioni nel governo ucraino che tanto sta facendo discutere.

Ucraina, 1598° giorno di guerra

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Intanto, sul versante bellico, risulta che più di 400 droni sono stati lanciati durante la notte verso Mosca. Lo ha riferito il sindaco della capitale russa, precisando che «la maggior parte» è stata abbattuta. «Dalle 20:30 alle 5:00, più di 400 droni nemici si sono diretti verso la zona di Mosca. La maggior parte è stata neutralizzata dalle forze di difesa aerea mentre era ancora lontana dalla città. 85 droni sono stati distrutti mentre si avvicinavano a Mosca», ha detto il sindaco Sergei Sobyanin. «Sei persone con ferite, di gravità variabile, causate da un’esplosione, sono state trasportate all’ospedale», ha comunicato l’ospedale. La città di Domodedovo ospita uno degli aeroporti internazionali di Mosca. Kiev è stata colpita nella notte tra sabato e domenica da uno dei «più grandi attacchi missilistici balistici» mai registrati, secondo il presidente Zelensky, che ha riportato un morto e 16 feriti.

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Lo stesso presidente ucraino avverte che «nelle acque del Mar Nero sono state colpite due petroliere della flotta fantasma e quattro navi da carico» russe. «Regione di Mosca. Si vedono i risultati delle nostre sanzioni a lungo raggio contro le strutture logistiche e il deposito petrolifero», scrive in un post su X. «Ringrazio i soldati delle Forze dei sistemi senza pilota, dell’intelligence, delle forze missilistiche e dell’artiglieria, nonché delle Forze per le operazioni speciali. La distanza dai nostri confini ai bersagli supera i 400 chilometri».

Zelensky: Vaticano disponibile ad ospitare vertice con Putin

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricevuto a Kiev l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ringraziandolo per aver confermato la disponibilità della Santa Sede a ospitare un possibile vertice tra lui e il presidente russo Vladimir Putin.

“La delegazione della Santa Sede si trovava a Kiev proprio durante il massiccio attacco della Russia contro il nostro popolo. La Russia non vuole porre fine a questi attacchi, ed è per questo che è così importante continuare a lavorare per la pace”, ha rappresentato su X il presidente ucraino, aggiungendo che “uno dei formati che potrebbe contribuire a renderla possibile è un incontro a livello di leader”. “Ringrazio il Vaticano per la sua disponibilità a ospitare un simile incontro e a continuare a fare tutto il possibile per favorirne la realizzazione”, ha osservato Zelensky.

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