Dopo raid ucraini in Russia risse ai distributori, Mosca pensa a stop per export benzina
Zelensky: «Abbiamo bisogno dei Patriot per proteggerci». Nel frattempo gli ucraini hanno lanciato nuovi attacchi con droni e missili su Mosca e nella regione russa di Belgorod
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Il vice Premier russo Aleksandr Novak ha ammesso in una riunione di governo che “la situazione dei carburanti rimane tesa”, anche se ha citato solo “il picco di domanda estiva e le riparazioni non programmate in corso nelle raffinerie”, il giro di parole che ha scelto per indicare i danni provocati dagli attacchi dei droni di Kiev, mentre ai distributori di benzina in tutto il Paese, nelle lunghe code visibili da settimane, vengono denunciate risse fra gli automobilisti a volte in attesa per ore. Dallo scorso gennaio, il prezzo della benzina ai distributori è aumentato dell’11,6 per cento. Ad aggravare la situazione di tensione, le diverse priorità assegnate alle auto ufficiali in modo non sempre chiarissimo. Per cui funzionari di diverso grado in alcune regioni hanno iniziato a passare per primi e saltare la fila. Nella regione di Chita, sono stati aggiunti all’elenco dei funzionari di governo anche i reduci dal fronte ucraino e le loro famiglie. Problemi, elenca Meduza, sono stati registrati nelle regioni di Irkutsk San Pietroburgo, Kaliningrad, Kaluga, Krasnodar, Sverdlovsk Tatarstan, Izhevsk, Chita, Cheboksary Novak, che ha anticipato un possibile bando a breve termine per la durata di alcuni mesi alle esportazioni di diesel (fino a ora è stata bandita l’esportazione di benzina, fino a fine mese, e combustibile per aerei) ha attribuito alla corsa all’acquisto ai distributori da panico l’aumento del 20-30 per cento della domanda e ha sottolineato che per rivedere la logistica del sistema per venire incontro a queste necessità sarà necessario tempo.
Chiedilo al Sole
Il governatore della regione di Vologda, Georgy Filimonov, ha raccontato sul suo canale Telegram di essere rimasto senza benzina mentre era alla guida e di aver “fatto esperienza in prima persona della crisi dei carburanti”. E di essere stato costretto a fermare un’auto della polizia per farsi dare un passaggio. Solo un’ora dopo aver sollecitato i residenti della regione a non farsi prendere dal panico e correre a fare rifornimento. “Siamo tutti sulla stessa barca, stiamo lavorando per risolvere i problemi in corso”, ha scritto. Ieri ha decretato un limite parziale alla vendita di carburante agli automobilisti, denunciando che la richiesta di benzina è raddoppiata mentre i rifornimenti sono in stallo. La sua amministrazione è in contatto con il ministero dell’Energia e con Lukoil, proprietaria del 90 per cento dei benzinai della regione del nord ovest del Paese, per programmare l’aumento dei rifornimenti.
Ancora missili russi su Kiev: almeno 26 morti e decine feriti
Almeno 26 persone sono state uccise e decine ferite a Kiev e nella regione circostante in un massiccio attacco russo con missili e droni nella notte tra il 6 e il 7 luglio, alla vigilia del vertice Nato in Turchia. Diversi edifici residenziali della capitale sono stati colpiti. A riferirlo è il Kyiv Independent. Le autorità ucraine hanno riferito che nella sola città di Kiev i morti sono almeno 19 e i feriti oltre 90, tra cui sei bambini. Altre sette persone sono state uccise e 29 ferite a Vyshneve, località a circa due chilometri a sud-ovest della capitale, dove centinaia di residenti sono stati evacuati per il rischio di un secondo attacco. Secondo l’Aeronautica ucraina, la Russia ha lanciato un attacco combinato con 23 missili balistici, 39 missili da crociera, sei missili ipersonici antinave Zircon e 351 droni d’attacco e diversivi, con Kyiv come obiettivo principale. Le difese aeree ucraine hanno abbattuto 37 missili da crociera e 326 droni, mentre 23 missili balistici, sei Zircon e 18 droni hanno colpito 34 località nel Paese.
Zelensky: «Servono missili Patriot»
L’attacco arriva pochi giorni dopo un’altra offensiva russa su Kiev, il 2 luglio, che aveva causato 31 morti e oltre 100 feriti. Il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che le forze ucraine hanno ottenuto «buoni risultati» contro droni e missili da crociera, ma ha sottolineato che la carenza di intercettori Patriot impedisce di fermare i missili balistici russi. «L’intelligence indica ancora una volta che i russi stanno preparando un nuovo attacco massiccio», ha avvertito, invitando i civili a rispettare gli allarmi aerei. Alla vigilia del vertice Nato di Ankara, al via il 7 luglio, Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti e agli alleati europei di compiere «decisioni forti» sul rafforzamento delle difese aeree ucraine, affermando che i missili Patriot fermi negli arsenali alleati incoraggiano la Russia a continuare a colpire edifici residenziali.
Il raid precede l’incontro previsto tra Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump a margine del vertice Nato in Turchia, nel contesto dei nuovi sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Nei giorni scorsi Trump ha avuto un colloquio telefonico di quasi 90 minuti con il presidente russo Vladimir Putin, mentre Mosca ha annunciato l’intenzione di proseguire la campagna di attacchi su larga scala contro le città ucraine.







