La guerra

Ucraina, raid russo contro deposito munizioni: 37 morti vicino Kiev. Tusk: Mosca si prepara a escalation

C’è un precedenti di un attacco mortale avvenuto a luglio a Vyshneve, vicino a Kiev, contro un altro deposito di munizioni

Il deposito attaccato dai russi a Kiev  REUTERS

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Il bilancio delle vittime del raid aereo russo che ha colpito un deposito vicino a Kiev sale a 37. Lo riferisce il governatore della regione, Tymur Tkachenko. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che droni russi hanno colpito un magazzino, innescando un’esplosione che ha provocato danni estesi nell’area. «Le munizioni non possono essere stoccate vicino alle abitazioni o ad altre aree residenziali”» ha detto, annunciando l’apertura di un’indagine.

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Il ministero della Difesa russo ha sostenuto che le proprie forze hanno colpito un deposito di armi nel quale erano conservate attrezzature destinate alla produzione di droni.

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Sono stati poi diffusi altri dettagli. Il magazzino sembrava contenere «oggetti esplosivi», hanno affermato i procuratori ucraini nell’annunciare l’apertura di un’indagine per negligenza criminale. Le autorità non hanno fornito dettagli sulla natura della struttura che è ancora in fiamme. Tra le vittime anche Taras Didych, sindaco del villaggio di Dmytrivska, ha aggiunto il governatore della regione di Kiev.

«Un veicolo aereo senza pilota è precipitato o ha colpito la proprietà di un’azienda nella città di Myla», ha dichiarato l’ufficio del procuratore generale ucraino. Myla è una città alla periferia occidentale di Kiev. «Un vasto incendio è divampato all’interno dell’azienda ed è iniziata la detonazione», ha aggiunto. L’ufficio del procuratore ha specificato che l’indagine si concentrerà sulla «legalità dello stoccaggio di oggetti e materiali esplosivi all’interno dell’azienda», nonché sulla questione se la società, di cui non è stato reso noto il nome, possedesse i “permessi e le autorizzazioni necessari”. Il premier, Sergiy Koretsky, ha espresso rammarico per il fatto che non si sia imparata la “lezione” dal precedente attacco mortale avvenuto a luglio a Vyshneve, vicino a Kiev, contro un deposito di munizioni. Quell’indagine aveva rivelato gravi inadempienze da parte dell’azienda statale, che non aveva rispettato gli standard nonostante la vicinanza di edifici residenziali.

Continuano poi le ipotesi sulle prossime mosse della Russia. I prossimi sette-otto mesi potrebbero essere cruciali per la sicurezza dell’Ucraina, della Polonia e dell’intera regione, ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk, affermando che vi sono segnali secondo cui la Russia si starebbe preparando seriamente a una nuova escalation. Lo riportano Ukrinform e Ukrainska Pravda.

Interpellato, tra l’altro, sulla recente visita a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, Tusk ha assicurato che Varsavia è in costante contatto con i vertici dell’intelligence statunitense e non è stata colta di sorpresa dalle informazioni sulle attività del capo della Cia. Il premier polacco ha sottolineato che alcune informazioni legate alla sicurezza devono necessariamente rimanere riservate, ma questo non significa che l’opinione pubblica debba essere privata di informazioni sulle minacce più importanti. Secondo Tusk, la questione va ormai oltre la visita di Ratcliffe a Mosca. Nelle ultime settimane sarebbero infatti emersi numerosi segnali pubblici di una preparazione russa a un’escalation. Mosca, ha affermato, si starebbe preparando “molto seriamente” a un aumento delle tensioni, sia nella guerra contro l’Ucraina sia nell’intera regione. Autunno e inverno saranno quindi, secondo il premier polacco, periodi cruciali.

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