Allargamento

Ue e Ucraina tra accelerazioni e tensioni, presidenza irlandese al via con Zelensky

Il presidente, ieri a Dublino, spera di aprire «presto» altri cinque capitoli negoziali per l’adesione. Sullo sfondo gli alti e bassi nel rapporto con Polonia e Ungheria e le ombre sugli affari di un’azienda irlandese con export sospetto verso la Russia

Il premier irlandese Michael Martin (a sinistra) e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si stringono la mano durante una conferenza stampa tenutasi al termine dell’evento di inaugurazione della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea,  al Castello di Dublino EPA

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DUBLINO – La presenza di Volodymyr Zelensky è diventata una consuetudine nei grandi momenti istituzionali europei, in particolare in occasione della cerimonia di avvio della presidenza di turno dell’Unione. Dopo Aarhus nel luglio del 2025 e Nicosia nel gennaio di quest’anno, ieri il presidente ucraino era presente anche a Dublino. Formalmente l’Ucraina fa ormai parte della grande famiglia comunitaria – anche se oltre la superficie le tensioni non mancano.

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In giugno i Ventisette hanno deciso di aprire il primo capitolo del negoziato di adesione sia per l’Ucraina che per la Moldavia. In un discorso ieri in occasione dell’inizio della presidenza irlandese dell’Unione, il presidente Zelensky si è augurato di poter «presto» aprire altri cinque capitoli negoziali. Parlando delle sue speranze relative all’adesione, il leader ucraino ha sottolineato, rivolgendosi ai partner europei più dubbiosi: «È così importante mantenere le promesse».

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Il presidente Zelensky ha poi voluto celebrare il ruolo del suo paese: «Senza l’Ucraina, senza la sua esperienza e le sue competenze in materia di difesa (…), è semplicemente impossibile garantire la sicurezza oggi, soprattutto per quanto riguarda la difesa aerea e la sicurezza marittima; ecco perché invito tutta l’Europa a collaborare il più strettamente possibile». In ballo nella cooperazione tra Kiev e Bruxelles ci sono la produzione di nuovi droni e un programma antibalistico.

Micheál Martin, il premier irlandese, ha promesso che Dublino lavorerà «in vista dell’apertura di tutti i capitoli negoziali (in tutto 33, ndr) entro la fine del nostro mandato» di sei mesi. Il momento, però, è delicato. Con la Polonia e l’Ungheria, le relazioni di Kiev sono segnate da alti e bassi. Con Varsavia le tensioni riguardano la scelta ucraina di nominare una unità militare “Eroi dell’UPA”, in ricordo di un gruppo ultranazionalista della Seconda guerra mondiale accusato dell’uccisione di migliaia di polacchi. Con Budapest, invece, il nodo rimane il trattamento della minoranza magiara in Ucraina.

Tra le cause di frizione tra Kiev e i suoi partner europei c’è anche la presenza in Irlanda, nella Contea di Limerick, della più grande raffineria di allumina in Europa. Di proprietà del gruppo russo Rusal, l’impianto di Aughinish Alumina esporterebbe più della metà della sua produzione verso la Russia, dove il materiale – secondo una indagine delle autorità svedesi rivelata dal quotidiano irlandese Irish Times – verrebbe utilizzato anche nel campo degli armamenti.

Finora l’azienda non è stata colpita dalle sanzioni europee contro Mosca per il peso economico dell’impianto. Interpellato ieri durante una conferenza stampa con il suo omologo ucraino, il premier Martin ha lasciato trapelare imbarazzo: «Stiamo completando una indagine. Appena sarà terminata ci rivolgeremo alla Commissione europea. Certo, non vogliamo che l’azienda sostenga lo sforzo militare della Russia». Freddo il commento del presidente Zelensky: «Siamo riconoscenti del fatto che ci sia una indagine. Speriamo di non dover aspettare mesi».

Il rapporto dell’Unione europea con l’Ucraina è curioso. Puntellato da grandi momenti retorici e celebrativi, ma segnato anche da tensioni non banali, che rivelano da parte di molti paesi membri dubbi politici ed interrogativi economici su un allargamento a Kiev. A conferma di questa schizofrenia, ieri nel Castello di Dublino la cerimonia di avvio della presidenza irlandese è stata caratterizzata anche da un alza bandiera. Il vessillo ucraino è stato addirittura issato a fianco delle bandiere dei Ventisette.

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