Compagnie aeree

UE preapara una nuova norma sul controllo delle compagnie aeree europee

I tempi lunghi per l’approvazione potrebbero escludere le offerte per il controllo di EasyJet da parte di due fondi americani Castlelake e Apollo

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Nel pieno della sfida tra i fondi statunitensi Castlelake e Apollo Global Management per il controllo di easyJet, l’Unione europea prepara una stretta sulle regole che disciplinano la proprietà delle compagnie aeree comunitarie. Bruxelles sta infatti lavorando a una revisione della normativa che punta a impedire agli investitori extra-Ue di acquisire il controllo effettivo dei vettori europei, rafforzando così la tutela dell’autonomia strategica del settore.

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L’iniziativa, anticipata da Reuters, rischia di complicare le offerte presentate dai due fondi americani per la compagnia britannica. Nessuna delle due proposte, infatti, ha ancora chiarito come verrebbe risolto il nodo della proprietà, considerato che l’attuale regolamentazione richiede che il controllo delle compagnie aeree comunitarie resti in mano a soggetti europei.

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Secondo quanto riportato, la revisione normativa avrebbe l’obiettivo di «tutelare l’autonomia strategica» dell’Unione, garantendo che il controllo dei vettori regionali rimanga all’interno del blocco. Il percorso legislativo, tuttavia, appare destinato a richiedere tempi lunghi. Un aspetto richiamato anche dal ceo di easyJet, Kenton Jarvis, che, nel corso della conference call con gli analisti successiva alla presentazione dei risultati del terzo trimestre, ha detto di prevedere di contattare le autorità di regolamentazione dell’Unione Europea in merito alle normative sulla proprietà non appena la compagnia aerea britannica avrà in mano un’offerta formale da parte di uno dei suoi potenziali acquirenti. Tuttavia, un eventuale intervento normativo richiederebbe un iter di approvazione non breve.

EasyJet resta intanto al centro della competizione tra i due operatori di private equity. Castlelake aveva presentato la prima offerta lo scorso maggio, vedendosi respingere quattro proposte prima di ottenere un via libera di principio alla quinta, valorizzata 690 pence per azione. Successivamente Apollo Global Management è entrata nella partita con un’offerta migliorativa da 715 pence per azione, che ha ricevuto il sostegno del consiglio di amministrazione della compagnia. Resta da capire se Castlelake deciderà di rilanciare ulteriormente o di ritirarsi prima della scadenza del 3 agosto.

Le indiscrezioni sulla possibile stretta europea hanno avuto un impatto immediato sul titolo. Dopo il forte rally registrato negli ultimi mesi sulle aspettative di un’acquisizione, le azioni easyJet sono arrivate a perdere fino al 15% nella seduta successiva alla notizia diffusa da Reuters, per poi recuperare terreno, risalendo di circa il 5% nelle contrattazioni successive. A sostenere il rimbalzo è stata la convinzione del mercato che l’eventuale nuova normativa non avrebbe effetti retroattivi e difficilmente entrerebbe in vigore prima della conclusione di una delle due operazioni.

Sul fronte operativo, la compagnia ha archiviato il terzo trimestre con un utile in calo del 70%, penalizzato soprattutto dall’aumento dei costi energetici. La quota di spesa non coperta dalle operazioni di hedging ha comportato un aggravio di 105 milioni di sterline rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche il carburante per aviazione è tornato a salire, attestandosi intorno ai 1.200 dollari per tonnellata dopo essere sceso fino a 900 dollari soltanto dieci giorni prima.

Jarvis ha spiegato che la compagnia ha coperto il 37% del fabbisogno di carburante per la stagione invernale e il 72% per il prossimo esercizio, sottolineando tuttavia come l’elevata volatilità renda impossibile formulare previsioni affidabili: «Nessuno è in grado di sapere che cosa succederà», ha osservato.

Sul fronte commerciale emergono segnali di graduale miglioramento della domanda. Le prenotazioni stanno recuperando dopo una fase di attesa da parte dei passeggeri, che avevano rinviato le decisioni di acquisto a causa delle incertezze legate al contesto geopolitico. La ripresa continua però a essere sostenuta da politiche promozionali, con una riduzione media delle tariffe del 3%.

A pesare sull’operatività estiva contribuiscono inoltre le criticità legate all’introduzione del nuovo sistema europeo Entry/Exit System per i controlli alle frontiere. Secondo il ceo, alcuni scali risultano particolarmente congestionati, soprattutto negli aeroporti delle Canarie, e la compagnia auspica che le misure di flessibilità previste per luglio e agosto vengano prorogate anche al mese di settembre.

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