Europa

Ue sblocca fondi per 16,4 miliardi di euro all’Ungheria: il dettaglio degli interventi

Bruxelles e Budapest raggiungono un’intesa che prevede progressi su corruzione, stato di diritto e libertà accademica, sbloccando fondi per progetti strategici in energia, trasporti e Pmi

aggiornato alle 15:40

Ursula von der Leyen, presidente Commissione europea IMAGOECONOMICA

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L’accordo raggiunto tra Budapest e Bruxelles per lo sblocco dei fondi europei congelati ammonta a circa 16,4 miliardi di euro.

Lo ha annunciato il primo ministro ungherese Peter Magyar nel corso della conferenza stampa con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «Questi fondi europei contribuiranno a rilanciare l’economia. Abbiamo concordato tutti i passaggi necessari per consentirne lo sblocco», ha indicato Magyar.

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Von der Leyen ha precisato che oltre ai 10 miliardi sbloccati - «a condizione che le riforme vengano adottate e gli investimenti realizzati» - sono inoltre stati compiuti “progressi” anche per sbloccare 4,2 miliardi di euro legati ai fondi di coesione.

Von der Leyen ha specificato inoltre che la Ue «non prenderà scorciatoie», ma segnala chiaramente che sono stati compiuti progressi sulle riforme che Bruxelles si aspettava dall’Ungheria.

La leader europea sostiene che siano necessarie «riforme strutturali per combattere la corruzione e la cattura dello Stato» risalenti all’era Orban, in quanto «sbloccherebbero miliardi di euro di finanziamenti, congelati negli ultimi anni».

Secondo von der Leyen il nuovo governo ungherese e la Commissione «si sono messi subito al lavoro, all’interno di una solida struttura per garantire che l’Ungheria affronti le problematiche relative alla corruzione e allo stato di diritto».

Budapest «eliminerà gradualmente i trust di interesse pubblico, e adotterà una legislazione per affrontare le preoccupazioni relative ai conflitti di interesse e alle norme sull’integrità. Questo è un grande passo avanti, a lungo atteso, per la libertà accademica. Questo sbloccherà quindi altri 2,2 miliardi di euro di fondi di coesione per l’Ungheria riguardo la libertà accademica».

Per quanto riguarda il programma Erasmus «è fondamentale che anche i giovani ungheresi possano beneficiare di questa meravigliosa esperienza. Quindi, già dal prossimo anno accademico, buone notizie: anche gli studenti ungheresi potranno entrare a far parte della comunità Erasmus», fa sapere von der Leyen.

La leader dell’Esecutivo Ue fa sapere che i rispettivi team «hanno lavorato duramente giorno e notte per trovare un terreno comune e concordare un elenco di investimenti per il piano Ue di nuova generazione e ora abbiamo concordato progetti molto concreti che sosterranno settori chiave come, ad esempio, l’energia, l’edilizia abitativa, ma anche i trasporti e le piccole e medie imprese, solo per citarne alcuni. Abbiamo concordato una zona di atterraggio sicura e solida, quindi subordinata alle riforme che vengono adottate e agli investimenti realizzati».

Le scadenze per l’Ungheria e l’Ue

“Il passo più difficile è che l’Ungheria dovrà poi completare tutte le riforme e gli investimenti concordati” nel nuovo piano di ripresa e resilienza da 10 miliardi “entro il 31 agosto”.

“L’Ungheria ha poi un mese di tempo per presentare la prova di aver completato tali riforme e investimenti, quindi entro la fine di settembre, e la Commissione ha tempo fino alla fine al 20 novembre, per verificare tutto ed effettuare l’erogazione entro la fine dell’anno”.

Lo riferisce un funzionario Ue. “Prima di tutto, è necessaria una revisione del piano di ripresa e resilienza. Quello attuale deve chiaramente essere sostituito.

È un compito enorme, perché nel piano esistente ci sono 67 riforme e 47 investimenti, quindi tutto questo deve essere rivisto. Ora abbiamo una zona di atterraggio sicura.

Prevediamo che l’Ungheria presenterà formalmente la revisione, probabilmente nel corso della prossima settimana”, spiega la fonet Ue all’Ansa.

“La revisione deve essere approvata dalla Commissione e poi ratificata dal Consiglio, nell’Ecofin di luglio. La presentazione della revisione dovrebbe avvenire la prossima settimana”, precisa la fonte.

Il dettaglio delle opere previste in Ungheria

Una volta completate le riforme concordate con Bruxelles, il pacchetto che potrebbe partire per primo riguarda il Recovery Fund e vale 10 miliardi di euro: 6,5 miliardi a fondo perduto e 3,5 miliardi in prestiti.

Al loro interno:
-2,6 miliardi sono destinati a progetti già presenti nel Pnrr ungherese e realizzabili entro fine agosto;
- oltre a 1,1 miliardi per investimenti inizialmente previsti attraverso altri canali ma compatibili con le regole del Recovery.

Tra le novità spiccano:
- 1,5 miliardi per rafforzare la rete energetica del Paese;
- 2 miliardi per ricapitalizzare la banca pubblica per lo sviluppo Mfb, chiamata a sostenere nuovi investimenti nell’economia ungherese.

Sul fronte dei prestiti:
- la fetta più consistente - 1,8 miliardi - andrà al rinnovo dei treni per le linee suburbane e regionali;
- altri 500 milioni serviranno per entrare nel programma satellitare europeo Iris2;
- ulteriori 500 milioni finanzieranno la partecipazione ungherese alle future gigafactory europee dell’intelligenza artificiale.

Il secondo capitolo dell’accordo riguarda invece i fondi di coesione: Bruxelles riconosce “progressi” che potrebbero aprire la strada allo sblocco di altri 4,2 miliardi di euro.

Il terzo e ultimo dossier vale 2,2 miliardi di euro ed è il più politico. Le risorse restano infatti legate a ulteriori passi avanti sullo stato di diritto, in particolare sul tema della libertà accademica e dell’autonomia delle università.

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