Europa

Ue, Séjourné: «Rapporti squilibrati con la Cina, tutelare i settori più critici»

Il commissario al Mercato unico parla delle possibili contromisure in attesa di approvare l’Industrial Accelerator Act

dal nostro corrispondente Beda Romano

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale, Stephane Séjourné EPA

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BRUXELLES – Parlare di protezionismo europeo è ancora prematuro. Tuttavia, è evidente che il dibattito a livello comunitario sulla necessità di meglio difendere il mercato unico ha assunto una nuova enfasi. Non per altro: le critiche provenienti dalla Cina si sono moltiplicate in questi ultimi tempi. La conferma è giunta ieri durante un dibattito ministeriale sull’Industrial Accelerator Act, il testo legislativo che prevede il principio del «Buy European» in alcuni settori strategici.

«Lo scambio tra i paesi membri sul testo legislativo è stato utile. Sarà nostro compito trasferire le informazioni ottenute in un prossimo testo di compromesso», ha spiegato Michael Damianos, il ministro cipriota dell’industria che ha presieduto la riunione ministeriale. Più ottimista il commissario al mercato unico Stéphane Séjourné, che ha parlato di «convergenza inedita» tra i paesi membri. «C’è ormai consapevolezza dell’urgenza della situazione».

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La Commissione europea ha presentato in marzo l’Industrial Accelerator Act che deve servire a imporre in alcuni settori strategici la presenza di una percentuale minima di componenti europei e di requisiti ambientali negli appalti pubblici e nell’uso di sussidi a livello nazionale. Durante il dibattito di ieri è emerso un primo consenso di massima sui principi di questo provvedimento legislativo, innovativo nella storia comunitaria.

«La Germania accoglie con favore il principio di origine europea», ha detto il rappresentante tedesco. «Abbiamo bisogno di un braccio esecutivo forte per attuare la preferenza europea». Positivo anch’egli sul testo, il ministro italiano per le imprese Adolfo Urso ha esortato l’Unione europea ad una rapida approvazione: «L’Industrial Accelerator Act non può entrare in vigore fra tre anni. Non troveremo più nulla da tutelare fra tre anni».

La speranza è di approvare il testo entro fine anno, tanto più che la concorrenza cinese si fa di giorno in giorno più aggressiva. Il commissario Séjourné calcolava ieri che il deficit commerciale europeo nei confronti del Paese asiatico è di «un miliardo di euro al giorno». Proprio oggi il collegio dei commissari terrà un dibattito sul futuro rapporto con la Cina, un paese che da anni divide i Ventisette.

Bruxelles ha adottato nei mesi scorsi storiche misure di protezione del settore siderurgico. Bruxelles sta valutando di fare altrettanto nel campo della chimica e possibilmente delle macchine utensili, ha confermato il commissario Séjourné, secondo il quale «un quarto delle imprese cinesi operano sul mercato unico in perdita», vendendo quindi sotto costo. «Sono necessari rapporti equilibrati tra paesi. La nostra relazione con la Cina si sta squilibrando e ciò non è un bene né per l’Europa né per la Cina».

Per tutta risposta, da Pechino il ministero degli Esteri cinese ha accusato l’Unione europea di usare le statistiche commerciali in modo selettivo per giustificare le accuse di squilibrio economico con la Cina. «Che si tratti di ridurre i rischi, di diminuire la dipendenza o del cosiddetto equilibrio commerciale, si tratta in sostanza di protezionismo», ha affermato ieri Mao Ning, il portavoce della diplomazia cinese.

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