Uffici obsoleti, Milano prima in Europa per rischio: 86% da ristrutturare
Il capex legato all’efficienza passa da incremento di valore a scelta difensiva. Adeguarsi ai criteri Esg diventa imprescindibile per non ritrovarsi edifici vuoti. Riqualificare può costare dal 15 al 70% del valore dell’asset. Dal 2022, riconversioni a quota 1,5 miliardi di euro
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Il peso in portafoglio di immobili obsoleti e fuori dai criteri Esg rappresenta sempre di più un rischio per le società immobiliari europee.
Secondo l’ultima analisi di Scope Ratings, il rischio più insidioso interessa gli asset che, per inefficienza energetica, caratteristiche ormai superate o posizioni geografiche meno competitive, diventano progressivamente difficili da affittare, vendere o rifinanziare. Sono i cosiddetti stranded assets, immobili che rischiano di rimanere incagliati sul mercato e di perdere progressivamente valore se non adeguati ai nuovi standard. Ne sono un esempio gli uffici.
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La fotografia in Europa
Stando al Rethinking European Offices 2030 di Cushman & Wakefield, Milano è la città europea più esposta: circa l’86% dello stock complessivo del patrimonio immobiliare degli uffici potrebbe risultare obsoleto o avere bisogno di una ristrutturazione entro i prossimi quattro anni.
La seguono Barcellona, Stoccolma e Parigi, intorno all’80%; Madrid al 78%, Amsterdam al 77% e Londra al 76 per cento. Più indietro Bruxelles e Francoforte al 70%, Berlino al 65%, mentre Lisbona e Dublino si attestano al 64 per cento. Il rischio scende al 60% a Monaco e tra il 47% e il 40% tra Praga, Budapest e Varsavia.
È una fotografia che spiega perché, nel real estate europeo, «il capex legato alla sostenibilità stia cambiando natura – spiega Carlos Munoz, director corporate ratings di Scope Ratings -. Non è più soltanto un investimento destinato a creare valore, ma diventa sempre più spesso una spesa difensiva necessaria per mantenere l’occupazione, sostenere la crescita degli affitti e preservare il valore degli asset».
Secondo Munoz, la pressione arriva da più direzioni. Le normative ambientali diventano più severe, gli inquilini mostrano una preferenza crescente per edifici efficienti e di qualità, mentre banche e investitori prestano maggiore attenzione alle caratteristiche degli immobili che finanziano o acquistano. A questo si aggiunge lo smart working, che ha indebolito soprattutto la domanda di uffici secondari e meno competitivi.
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