Il report antiriciclaggio

Uif, il riciclaggio in Italia vale fino 40 miliardi. Soldi verso la Russia e il terrorismo

Presentato il report 2024 dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. La stima sul periodo 2018-2022. Il direttore Enzo Serta sul riciclaggio: «Una dimensione rilevante che ci motiva ad accresce la prevenzione»

di Ivan Cimmarusti

3' di lettura

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Il riciclaggio in Italia vale almeno l’1,5-2% del Pil. Tradotto: il “lavaggio” dei soldi sporchi ammonta in media a 40 miliardi di euro. La stima è del periodo 2018-2022, ma anche a vedere i dati più aggiornati il valore non sembra essere cambiato. «Una dimensione rilevante, che ci motiva ad accrescere il nostro impegno nell’attività di prevenzione», ha commentato Enzo Serata, il direttore dell’Unità di informazione finanziaria, l’ente antiriciclaggio della Banca d’Italia che oggi ha presentato il bilancio 2024.

Oltre 150mila Sos

L’anno passato si è chiuso con 150.418 segnalazioni per operazioni sospette (Sos), poco più di 5.000 in meno rispetto al 2022. Una contrazione dovuta a banche e Poste che hanno registrato un decremento del 7,5% delle segnalazioni inviate. Il calo ha riguardato anche gli Imel (Istituti di moneta elettronica) e gli Ip (Istituti di pagamento), mentre resta elevato l’apporto informativo fornito dai notai.

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Per la prima volta si registra un aumento delle comunicazioni giunte dalla Pubblica amministrazione, che arrivano a quota 414 rispetto al 179 del 2022.Sul fronte della collaborazione con le autorità investigative l’Uif ha raggiunto risultati di rilievo.

Le segnalazioni analizzate nel biennio 2022-2023 hanno ricevuto, a metà giugno 2024, oltre 57mila feedback positivi dal Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza. I feedback positivi della Direzione nazionale antimafia, invece, sono stati quasi 11mila.

Movimentazioni con la Russia

Nel corso dell’anno è stato svolta una analisi delle operazioni di prelievo con carte di credito emesse da intermediari russi. In particolare, sono stati prelevati soldi da Atm italiani mediante un circuito cinese. Il consistente ammontare complessivo dei prelievi è agevolato da elevati limiti quantitativi per singola operazione e dalla possibilità di reiterare i prelevamenti nel medesimo Atm.

Inoltre, sono state individuate movimentazioni di denaro che dall’Italia sono passate in terzi Paesi per poi finire in Russia.

Crowdfunding, crediti fiscali e Iban virtuali

La Uif ha compiuto verifiche ispettive che, unitamente ad approfondimenti mirati scaturiti dall’analisi finanziaria delle segnalazioni di operazioni sospette, hanno consentito di esaminare l’operatività di settori innovativi e ad alto rischio, quali il crowdfunding, la compravendita di crediti fiscali tramite piattaforme digitali e il ricorso a servizi di Iban virtuali.

Nel crowdfunding i controlli hanno confermato elevati rischi favoriti dal ridotto coinvolgimento dei gestori delle piattaforme nella collaborazione attiva, dall’utilizzo dei conti di pagamento come meri conti di transito e dalla scarsa attenzione nell’adeguata verifica svolta a distanza.

Terrorismo

Le analisi finanziarie «più recenti» effettuate dalla Uif portano il direttore dell’Unità ad affermare che «l’esposizione dell’Europa e dell’Italia alla minaccia di attacchi jihadisti potrebbe acquisire maggiore concretezza» dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre e lo scoppio del nuovo conflitto israelo-palestinese. Nella presentazione della relazione annuale della Uif, Serata afferma: «Da tempo la minaccia terroristica globale è stata prevalentemente associata a possibili azioni violente da parte di singoli individui, privi di solidi legami fra loro, la cui adesione a generici princìpi jihadisti era frutto della frequentazione di ambienti radicalizzati o di auto-indottrinamento via web. Il tragico attentato di Hamas in Israele del 7 ottobre scorso ha rappresentato un elemento di discontinuità. L’esposizione dell’Europa e dell’Italia alla minaccia di attacchi jihadisti potrebbe acquisire maggiore concretezza, in quanto la questione israelo-palestinese potrebbe favorire più estese attività di reclutamento e l’individuazione di obiettivi in territorio europeo. Tali circostanze si stanno direttamente riflettendo sulla numerosità e complessità delle analisi finanziarie più di recente condotte dall’Unità».

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