Un pixel di stelle: quando i gioielli danzano con la luce
Un intreccio di danza e animazione digitale, cromie e savoir-faire. Lucia Silvestri tiene in mano la bacchetta del direttore d’orchestra di una collezione eclettica, non solo nel nome.
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Danzare in una nuvola di punti, far muovere costellazioni con lo slancio di un battement scomposto in milioni di pixel, dove ombra e materia, IA e corpo sono indistinguibili. «Ci interessa tutto quello che sta al confine fra diverse discipline», dicono Luca Camellini e Mattia Carretti, in arte fuse*, creativi digitali che fondono scintille e stelle nei continui attraversamenti fra musica e animazione, teatro e tecnologia, scienza e poesia.
Chiedilo al Sole
«Essere figli del proprio tempo significa impostare il lavoro come conversazione. Solo nel dialogo la libertà vive e diventa esperienza, incrocio di voci», dicono Andrea Trimarchi e Simone Farresin, in arte Formafantasma, artigiani e filosofi, performer e designer, che delineano coreografie architettoniche, dove la fissità di un’esposizione non esclude il flusso del passaggio, il movimento degli occhi nel tempo dell’immaginazione.
«La materia è viva, l’acciaio è vivo, il legno è vivo, l’argilla è viva. E lo stesso può dirsi delle pietre. Se mantieni la mente aperta, puoi sentirlo», dice Arlene Shechet scultrice-alchimista che, con forme polimorfiche e superfici viscerali, sfida l’arte della solidità nella mutevolezza.
«Dalla pittura, la celebrazione del colore e l’audacia degli accostamenti. Dalla scultura, l’attenzione per le forme che generano luce e i volumi che catturano il movimento. Dall’architettura, la ricerca dell’equilibrio: un linguaggio che plasma la struttura, governa le proporzioni e organizza il ritmo interno», spiega Lucia Silvestri, deus ex machina del coro multidisciplinare che ha dato vita a Eclettica.
Quattro voci e diversi protagonisti di una collezione di Alta Gioielleria, di uno spettacolo nella piccola Versailles di Milano, Villa Arconati, di un’esposizione nel capolavoro modernista di Piero Portaluppi e di una monografia edita da Rizzoli New York: un racconto che comincia da una pietra e diventa convergenza artistica di discipline e persone.









