«Un ponte di accordi con il Magreb. La strada? Riconoscere la doppia laurea»
Intervista alla rettrice dell’università Iulm, Valentina Garavaglia: «I double degree con atenei di tutto il mondo rappresentano opportunità preziosissime per gli studenti. Iulm ha attivi sette percorsi, dal Canada alla Finlandia. La sfida ora è con il Mediterraneo»
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In momenti geopolitici complessi, la formazione e le attività universitarie sono un collante fondamentale. Il riassetto del mondo multilaterale, come l’abbiamo conosciuto negli ultimi 20 anni, può portare nuova linfa alle università? E come? Abbiamo chiesto alla rettrice della Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm, Valentina Garavaglia, il punto di vista di un ateneo con vocazione alla proiezione estera.
Chiedilo al Sole
«Le università non sono solo luoghi di formazione e ricerca, ma anche di diplomazia culturale. Favoriscono lo scambio e il dialogo permanente, soprattutto in un mondo attraversato da conflitti. La mobilità internazionale è linfa vitale per le Università. La contrazione demografica rende sempre più necessario aprirsi agli studenti stranieri. A questo si aggiunge la ricchezza portata dai progetti di ricerca europei che legano le università l’una all’altra e rafforzano la cooperazione su scala internazionale».
Per far diplomazia culturale però le università devono essere un luogo neutro rispetto alla politica…
«Sì. Le università devono restare luoghi di dialogo. È proprio lo status dell’accademia che consente di costruire ponti: lo scambio tra Paesi accade tramite lo scambio di studenti, docenti e idee».
La presenza di studenti Ue ed extra Ue quanto pesa in termini numerici e di prospettive?

