A Pomezia

Attentato a Ranucci, indaga l’Antimafia. Meloni: piena solidarietà. Schlein: istituzioni reagiscano

La trasmissione Report, condotta da Sigfrido Ranucci, sui suoi profili social fa esplicito riferimento al fatto che la deflagrazione avrebbe potuto uccidere

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L’auto di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, e quella di sua figlia sono esplose e sono state completamente avvolte dalle fiamme. Ne ha dato notizia lo stesso giornalista sui social. «Due ordigni - si legge nel post - hanno distrutto le automobili parcheggiate davanti casa a Campo Ascolano, alle porte di Roma. Le deflagrazioni sono state così forti da scuotere l’intero quartiere». Non ci sono stati feriti. Sulla vicenda indaga l’Antimafia: il pm della Dda Carlo Villani - coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò - procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso in attesa di ricevere le prime informative dalle forze dell’ordine intervenute.

Ranucci, distrutte da un ordigno le auto del giornalista e della figlia a Pomezia

Ranucci: sto andando a denunciare, ordigno rudimentale

«Sono in auto con la scorta dei carabinieri e sto andando a denunciare quanto accaduto» ha spiegato Ranucci. La figlia «ha posteggiato la sua auto ed è passata da lì venti minuti prima dell’accaduto - fa sapere ancora il conduttore -. Sembra che si tratti di un ordigno rudimentale, ma ora bisogna vedere la natura dell’esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice».

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La trasmissione Report, condotta da Sigfrido Ranucci, sui suoi profili social fa esplicito riferimento all’esplosione di «un ordigno piazzato sotto l’auto del giornalista» parcheggiata davanti casa, a Campo Ascolano, alle porte di Roma e che la deflagrazione avrebbe potuto uccidere. «L’auto è saltata in aria - si legge - danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche, avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento».

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Rai: «Vicini a Ranucci, respingiamo ogni minaccia»

L’ad Rai Giampaolo Rossi e l’intera azienda «si stringono al fianco di Sigfrido Ranucci ed esprimono massima solidarietà per il grave e vile attentato intimidatorio». «Il ruolo della Rai e di chi opera al suo interno è quello di garantire dialogo, pluralismo e rispetto nel racconto quotidiano del nostro tempo - si legge in una nota -. La Rai respinge con forza e determinazione ogni minaccia contro chi svolge il proprio lavoro nel Servizio Pubblico. L’essenza vitale della nostra democrazia è la libertà informativa che la Rai garantisce e che i suoi giornalisti rappresentano».

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Piantedosi: «Rafforzata al massimo protezione a Ranucci»

“Piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia per il grave attentato di cui è stato vittima. Un gesto vigliacco e gravissimo che rappresenta un attacco non solo alla persona ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia. Ci sarà il massimo impegno delle forze di polizia per accertare rapidamente gli autori. Ho dato mandato di rafforzare al massimo ogni misura a sua protezione ”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Meloni: piena solidarietà

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere.

Schlein: «Serve reazione e presenza istituzioni»

«L’attentato a Sigfrido Ranucci è un attentato alla democrazia e alla libertà di informazione. Un attacco vile e pericoloso a una persona già sotto scorta per aver svolto il suo lavoro di giornalista d’inchiesta, un attacco che richiede la reazione e la presenza delle Istituzioni. Non possiamo accettare alcuna intimidazione al giornalismo d’inchiesta. Sia fatta piena luce sui responsabili e la matrice di questo gravissimo attentato. A Sigfrido Ranucci e sua figlia voglio esprimere la massima solidarietà e vicinanza mia e di tutto il Partito democratico». Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Gabanelli: «Hanno sbagliato bersaglio, Report non si fa intimidire»

«È un atto terribile. Non succedeva da 30 anni in Italia una cosa del genere». Così all’Adnkronos, Milena Gabanelli, fondatrice e per vent’anni volto di ’Report’, commenta il grave atto intimidatorio contro il suo successore e collega Sigfrido Ranucci. «Per me vuol dire una cosa sola: ’Cari e caro Sigfrido, alla testa di Report non dovete più occuparvi dei fatti nostri», dice la giornalista. Gabanelli, che ha lavorato per un decennio con Ranucci come suo coautore, esprime piena fiducia nella squadra di ’Report’. «La conosco bene, conosco Sigfrido e conosco i ragazzi uno per uno. Hanno sbagliato bersaglio. È un atto intimidatorio, e quella squadra non si fa intimidire».

Alla domanda su quale consiglio darebbe oggi al team di ’Report’, risponde con pragmatismo: «Uno sceglie di fare questo mestiere sapendo cosa si porta appresso. Il mio consiglio è di essere prudenti, ovviamente, perché l’incoscienza è inutile. Ma quando si sceglie la strada del giornalismo d’inchiesta, si sa che è una strada che porta dei rischi. Fa parte del pacchetto».

Gabanelli distingue nettamente il lavoro di ’Report’ da altre forme di giornalismo: «Oggi chiamano inchiesta qualunque cosa, ma a ’Report’ il concetto di giornalismo d’inchiesta è radicato e profondo». Infine, un’analisi del contesto in cui è maturata la violenza: «Il clima verso il giornalismo d’inchiesta non è mai stato tenero», afferma. «Poi dipende da chi vai a toccare. Se si toccano i gruppi più violenti, è evidente che reagiscono. Evidentemente qualcuno si è infastidito molto per i temi che hanno toccato o che stanno per affrontare».

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Crosetto: colpita la libertà di informare e di esprimersi

“Un gesto gravissimo, vile, inaccettabile. Un ordigno ha fatto esplodere l’auto di Sigfrido Ranucci, davanti alla sua abitazione. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma resta la gravità estrema di un atto che colpisce non solo un giornalista, ma la libertà stessa di informare e di esprimersi. A lui e alla sua famiglia la mia piena solidarietà e vicinanza”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Salvini: attentato di una gravità inaudita e inaccettabile

«Quanto successo a Pomezia è di una gravità inaudita e inaccettabile. Totale solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia». Lo scrive sui social il vicepremier Matteo Salvini.

Silp Cgil: «Gravissimo episodio, non ti lasceremo solo»

«La Segreteria Nazionale Silp Cgil esprime la più sincera vicinanza e solidarietà a Sigfrido Ranucci e a sua figlia, vittime del gravissimo attentato che si è verificato ieri sera a Pomezia, in provincia di Roma. Solo per un caso non ci sono state vittime». «Un episodio che rappresenta un segnale molto preoccupante in una zona con un’alta densità criminale e che colpisce uno dei giornalisti italiani più preparati e apprezzati, noto per il suo impegno nel dare voce a inchieste coraggiose e per la difesa incondizionata della libertà di espressione - sottolinea Silp Cgil - Siamo da sempre vicini a Ranucci, che spesso ha collaborato anche a livello istituzionale e giornalistico con la Polizia di Stato. Come Silp Cgil, come poliziotte e poliziotti democratici, vogliamo dirtelo con tutto il cuore: non sei solo e non ti lasceremo solo».

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